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27/09/2026 09:00:00

Caro gasolio, i pescatori di Mazara proclamano lo stato di agitazione

I pescatori di Mazara del Vallo proclamano lo stato di agitazione. La decisione è stata assunta al termine di un’assemblea molto partecipata convocata questa mattina da Flai Cgil e Uila Uil Trapani, alle prese con una situazione economica che i sindacati definiscono sempre più difficile per la marineria.

Al centro della vertenza ci sono soprattutto il caro carburanti, che sta comprimendo i margini delle imprese e rendendo sempre più difficile la sostenibilità dell’attività di pesca, e le criticità legate alle disposizioni regionali.

Una situazione già segnalata nelle ultime settimane anche da altre marinerie siciliane, mentre la questione del caro carburante continua a coinvolgere diversi comparti produttivi dell’Isola. Il Giornale di Sicilia ha seguito la mobilitazione e il quadro delle proteste legate all’aumento dei costi energetici.

 

Nel mirino il bando regionale sul gasolio

«Desideriamo porre l’attenzione – affermano i segretari di categoria Giovanni Di Dia e Leonardo Falco – in particolar modo sulla questione del bando della Regione Siciliana riguardante il caro carburanti, chiedendo con forza che venga rivisto e corretto».

Per Flai e Uila, nella definizione dei contributi occorre tenere conto concretamente dei contratti alla parte e di comparto stipulati tra armatori e pescatori e regolati dalla contrattazione nazionale sottoscritta da Flai, Fai, Uila, Coldiretti e Federpesca.

«La situazione è ormai arrivata a un punto di non ritorno», sostengono i sindacati, secondo i quali la pesca a Mazara del Vallo, considerata un settore fondamentale per l’economia e l’occupazione del territorio, rischia di entrare in una fase ancora più critica.

Nei prossimi giorni Flai Cgil e Uila Uil intendono chiedere un incontro anche alle rappresentanze delle parti datoriali. I sindacati sollecitano inoltre un confronto con l’assessore regionale alla Pesca Luca Sammartino per modificare il bando sul contributo per il gasolio.

In assenza di risposte concrete, annunciano, potrebbero essere avviate ulteriori forme di mobilitazione.

La protesta arriva all'Ars

La vertenza della pesca si intreccia con una più ampia mobilitazione sul caro carburanti che sta interessando diversi settori siciliani. Il tema è arrivato anche all’Assemblea regionale siciliana.

«Le ultime proteste sono quelle annunciate dalle marinerie di Sciacca e di Lampedusa, ma il caro-carburante è ormai un’emergenza che sta mettendo in ginocchio interi comparti: pescatori, autotrasportatori, agricoltori e commercianti non sanno più come andare avanti», afferma Michele Catanzaro, capogruppo del Pd all’Ars.

Catanzaro ricorda le proposte presentate dal gruppo parlamentare del Pd in vista delle prossime variazioni di bilancio, con interventi destinati anche a contenere gli effetti dell’aumento del costo dei carburanti.

 

Primavera: «Le risorse arrivino a chi ne ha bisogno»

Sul tema degli aiuti alla pesca è intervenuto anche il deputato regionale del Mpa Santo Primavera, che ha presentato un’interrogazione al governo regionale chiedendo chiarimenti sull’efficacia degli indennizzi destinati alle marinerie siciliane.

Al centro dell’interrogazione ci sono oltre 17 milioni di euro destinati a compensare i maggiori costi di produzione legati alla crisi in Medio Oriente: 12,1 milioni di risorse FEAMPA e altri 5 milioni a carico del bilancio regionale.

Secondo le stime riportate nell’interrogazione, la riduzione del coefficiente utilizzato per calcolare i contributi, insieme alle demolizioni delle imbarcazioni e alle difficoltà di accesso agli aiuti, potrebbe portare a una spesa effettiva inferiore ai 10 milioni di euro, con circa 7 milioni che rischierebbero di rimanere inutilizzati.

«Chiediamo al Governo di chiarire quanto di queste somme si prevede di erogare e quale destinazione avranno le eventuali economie», afferma Primavera.

La proposta è quella di mantenere le eventuali risorse non utilizzate all’interno del comparto della pesca, valutando anche la possibilità di destinarle agli indennizzi per i danni provocati dal maltempo.

 

La richiesta di rifinanziare il Fondo di solidarietà

Primavera chiede inoltre il rifinanziamento del Fondo regionale di solidarietà della pesca, per complessivi 18 milioni e 708 mila euro: circa 14,2 milioni destinati alle imprese e 4,5 milioni ai marittimi.

Le somme dovrebbero sostenere quanti hanno subito l’interruzione dell’attività nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 marzo 2026.

Un altro problema riguarda le imprese che, a causa della crisi di liquidità, non riescono a mantenere la regolarità contributiva e rischiano quindi di essere escluse dai ristori.

La proposta avanzata da Primavera è valutare procedure di compensazione tra i contributi spettanti e gli eventuali debiti nei confronti di Inps, Inail e Agenzia delle Entrate, erogando alle imprese la differenza eventualmente residua.

«Il rischio – sottolinea il deputato autonomista – è che proprio le aziende più in difficoltà non riescano ad accedere agli strumenti pensati per sostenerle».

Per la marineria mazarese, intanto, la vertenza resta aperta. Il caro carburante, le modalità di accesso ai contributi e la richiesta di una revisione del bando regionale sono destinati a essere al centro delle prossime iniziative dei pescatori e delle organizzazioni sindacali.