Trapani, chiesa Sacro Cuore di Gesù: dopo 46 anni arriva l'ascensore
Ci sono opere che si misurano in metri, in cemento, in ferro. E poi ce ne sono altre che si misurano in persone.
L’ascensore che da domenica 27 settembre permetterà a tutti di entrare, senza barriere, nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù, a Trapani, appartiene a entrambe le categorie.
È un’opera concreta, attesa per 46 anni. Ma è soprattutto il punto d’arrivo di una storia fatta di fede, di lavoro, di sacrifici e di comunità.
Una storia che, a guardarla bene, non comincia nemmeno con l’ascensore.
Comincia quasi un secolo fa.
La chiesa che nasce da un sogno
Per raccontare il Sacro Cuore bisogna tornare alla vecchia chiesa, quella che i trapanesi chiamavano semplicemente "’a chiesa nova".
Era in via dei Mille, nel luogo dove oggi si trovano la casa canonica e le sale parrocchiali.
Dopo la Grande Guerra il canonico Giuseppe Zichichi, profondamente devoto al Sacro Cuore, ebbe un progetto ambizioso: costruire un grande tempio con annessi un ricovero per sacerdoti invalidi e uno per gli orfani di guerra.
Per realizzarlo trovò anche chi credette nel progetto. Giuseppe De Stefani donò infatti l’intero isolato compreso tra le vie dei Mille, Fardella, Nicolò Fabrizi e quella che allora era via Arena. Il progetto venne affidato all’ingegnere La Grassa, lo stesso professionista del Palazzo delle Poste e dell'organo di S. Pietro.
Zichichi bussò alle porte dei trapanesi, anche ai tanti emigrati trapanesi d’oltreoceano.
Il 23 settembre 1923 fu posata la prima pietra.
Ma la storia, come spesso accade, prese un’altra strada.
Alla morte di Zichichi il progetto si fermò e l’ambizioso progetto originario rimase incompiuto.
Eppure quella chiesa, anche ridimensionata rispetto al sogno iniziale, divenne un pezzo importante della storia della città.
Perché ogni miglioria - dal pavimentarla, al sistemare il presbiterio e le cappelle laterali, al nuovo campanile - passó per le offerte della comunità.
È un particolare che oggi assume quasi il valore di una profezia.
Perché quasi cento anni dopo, ancora una volta, sarà una comunità a rendere possibile un'opera.
Una chiesa fatta di persone
La parrocchia del Sacro Cuore non ha mai vissuto soltanto dentro le proprie mura.
C’erano l’Azione Cattolica, l’Apostolato della Preghiera, le Figlie del Sacro Cuore. C’erano uomini e donne che si occupavano della processione, della pulizia della chiesa, delle piccole manutenzioni.
C’è, in quelle pagine, persino la storia di Mastru Turi Genovese, che aiutava il parroco portando l’acquasantiera durante la benedizione delle case e, da falegname, sistemava le sedie della chiesa.
Sono nomi che raccontano una cosa che invece continua a essere riconoscibile: una parrocchia esiste quando qualcuno decide di mettersi a disposizione.
L'ascensore e la nuova sfida
La nuova chiesa, quella che conosciamo oggi, venne realizzata molti decenni dopo e inaugurata il 13 giugno 1980.
Un edificio moderno, sollevato rispetto alla strada da 33 gradoni.
Una scelta architettonica che ha però creato, nel tempo, una difficoltà concreta: per chi ha una disabilità, per gli anziani, per chi semplicemente non può affrontare una scala, arrivare in chiesa è diventato un ostacolo. Per 46 anni.
Ci sono stati progetti, tentativi, difficoltà tecniche e soprattutto una cifra economica - circa 63 mila euro - importante da trovare.
Poi don Salvatore Grignano ha deciso che quell’ascensore doveva diventare il proprio obiettivo. E allora è cominciata un’altra storia.
La comunità del Sacro Cuore ha inventato mille modi per raccogliere la somma necessaria: le candele fatte a mano, la frutta Martorana ed i pupi di zucchero donati da un'azienda palermitana, i pani di San Giuseppe in bella mostra davanti le porte della Chiesa.
La festa di Carnevale con adulti e bambini, gli spettacoli teatrali nel salone.
Le conviviali e le gite per il primo maggio, le polizze e le lotterie.
Tante piccole iniziative che, prese singolarmente, sono forse poca cosa; messi insieme, una grande storia.
Perché quei soldi non sono arrivati soltanto dalle offerte, ma dal tempo delle persone, dalle loro capacità, dalla loro disponibilità.
E soprattutto hanno prodotto qualcosa che vale più della somma raccolta. Hanno costruito comunità.
La tavola ha fatto sedere insieme persone che magari si conoscevano appena. Il teatro ha dato a qualcuno un palco e a qualcun altro la voglia di applaudirlo: piccoli pezzi di un progetto più grande.
Una comunità che accoglie
C'è un passaggio della storia del Sacro Cuore che sembra tornare continuamente.
La chiesa nasce grazie alla generosità di qualcuno e cresce attraverso il lavoro di molti.
E oggi cerca di diventare finalmente accessibile a tutti.
La parrocchia vuole essere una porta aperta verso la città e una città che, attraverso quella porta, può entrare.
«Nessuno è escluso»
L'occasione che ha permesso di dare una svolta definitiva al progetto è arrivata con il Giubileo straordinario vissuto dalla parrocchia tra aprile 2024 e giugno 2025, concesso in occasione dei 150 anni dalle apparizioni del Sacro Cuore a Santa Margherita Maria Alacoque.
Il Consiglio pastorale e il Consiglio per gli Affari economici individuarono, nell’abbattimento delle barriere architettoniche, il segno concreto da lasciare alla comunità.
Alle offerte dei fedeli, determinanti, si è aggiunto il contributo dei fondi dell’8xmille della Chiesa cattolica.
Certo, mancano ancora 20 mila euro, ma dopo 46 anni, l'ascensore è diventato realtà.
Domenica 27 settembre, alle 18.15, il vescovo Pietro Maria Fragnelli lo inaugurerà e lo benedirà.
«Possiamo dire con gioia e commozione: oggi la Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù in Trapani è veramente accessibile a tutti. Nessuno è escluso, come il Cuore di Cristo, che è aperto per ogni creatura», dice don Salvatore Grignano.
E forse quella parola — nessuno — è la più importante di tutta questa storia.
Perché l’ascensore nasce per eliminare una barriera fisica.
Ma il viaggio cominciato quasi un secolo fa dalla vecchia chiesa di via dei Mille, racconta una cosa più grande: che una parrocchia è davvero aperta quando non lascia nessuno dall'altra parte.
E forse è proprio questa la storia più bella dell’ascensore del Sacro Cuore.
Non quella di una macchina che finalmente sale.
Ma quella di una comunità che, insieme, ha imparato a salire.
E nei corridoi della canonica, mentre tutto questo accade, può ancora capitare di sentire don Salvatore cantare l'ultima canzone di Sanremo.
Inaugurazione sabato 26 settembre alle 18:00, in piazza G. Marconi 8. La rete nazionale di assistenza domiciliare, attiva dal 1993, apre un nuovo punto di riferimento per famiglie, anziani e persone fragili del...
Ci sono opere che si misurano in metri, in cemento, in ferro. E poi ce ne sono altre che si misurano in persone. L’ascensore che da domenica 27 settembre permetterà a tutti di entrare, senza barriere, nella chiesa del Sacro Cuore...
Per cinque giorni si potrà entrare in un negozio di ottica e trovare anche del vino, assaggiare Barolo che hanno quasi novant’anni, visitare gli antichi orologi civici, mangiare una cena ispirata al territorio o...
Hanno comprato una casa in Sicilia senza esserci mai stati. Poi sono arrivati a Melilli, nel Siracusano, e dopo appena due mesi hanno capito che quella piccola casa nel centro storico sarebbe diventata il posto in cui vivere. È la storia di...
Due giorni, due mercati di sapori e un calendario fitto di appuntamenti: torna a Contrada Ciàvolo la seconda edizione della Festa del Pastore – Sagra dei sapori caseari e tradizione, in programma sabato 26 e domenica...