×
 
 
27/09/2026 19:23:00

Calenda bloccato in Sicilia per tre giorni: "Amo questa terra, lo Stato la amministri per 30 anni"

È rimasto bloccato in Sicilia per tre giorni a causa della sospensione dei voli all’aeroporto di Catania, disposta dopo l’eruzione dell’Etna. Tra i tanti passeggeri alle prese con cancellazioni e ritardi c’è anche Carlo Calenda, segretario di Azione, che ha raccontato all’Adnkronos la sua esperienza e le sue critiche alle infrastrutture dell’Isola.

«La Sicilia è uno dei posti che amo di più al mondo. C’è da dire però che è trascurata come neanche un Paese del terzo mondo», ha detto Calenda.

«Sono rimasto bloccato per tre giorni»

Il leader di Azione avrebbe dovuto raggiungere Torino, ma con la sospensione dei voli da Catania si è trovato a cercare una soluzione alternativa.

«Non è possibile che se c’è un’eruzione a Catania, di fatto si fermano tutti gli aeroporti. A me è successo, dovevo andare a Torino – racconta Calenda – alla fine era tutto pieno. Palermo, volo in ritardo di 7 ore, poi non si trova. Di fatto sono rimasto bloccato per tre giorni perché non si trovano gli aerei».

 

Le critiche alla viabilità

Le difficoltà, secondo Calenda, non riguardano soltanto il trasporto aereo. Il leader di Azione ha criticato anche le condizioni delle strade utilizzate per raggiungere altri aeroporti.

«Poi le strade per trasferirsi alla ricerca di un aeroporto, di un aereo sono ridotte in condizioni pietose, con i lavori in corso, senza autogrill», ha affermato.

«Ha 50 società comunali che si occupano di acqua, ma non ha l’acqua»

Da qui la riflessione più generale sulla situazione dei servizi e delle infrastrutture in Sicilia.

«Ed è tutta così: ha 50 società comunali che si occupano di acqua, ma non ha l’acqua; ha le peggiori reti idriche di Palermo e di Catania», ha detto ancora Calenda.

La proposta: «Lo Stato intervenga direttamente»

Pur sottolineando il suo legame con la Sicilia, Calenda ha concluso con una proposta che riguarda direttamente il ruolo dello Stato nella gestione dell’Isola.

«Io penso che forse una delle terre più belle del mondo, perché di questo si tratta, meriterebbe – dopo tanti anni di trascuratezza – che lo Stato intervenisse direttamente e la gestisse per i prossimi trent’anni», ha concluso il segretario di Azione.