Marsala. L’assessora Pd alla festa del Pd: “Tolte le panchine di Porta Mazara perchè c’erano solo extracomunitari”
«Abbiamo tolto le panchine di Porta Mazara perché non stazionavano famiglie e bambini, ma c’erano soltanto extracomunitari». Una sintesi e una spiegazione infelice, che riaccende la polemica sulle panchine rimosse da Piazza Matteotti a Marsala. A darla l’assessora del Pd, Anna Caliò, alla festa del Pd. Tant’è che per alcuni è sembrato di sentire un esponente della destra.
Caliò, che nella giunta Patti ha la delega alle politiche sociali, ha parlato durante un incontro organizzato dal Pd, per la Festa dell’Unità, a Porta Nuova su lavoro, diritti e caporalato. Ha premesso che togliere le panchine «non è stata un’azione contro i ragazzi o gli stranieri» che frequentavano la piazza. Poi, però, ha spiegato: «Siamo partiti dal levare le panchine perché sulle panchine non stazionavano le famiglie, checché se ne dica. Non stazionavano le famiglie, non stazionavano i bambini». Dopo una certa ora, ha aggiunto, arrivava «un altro genere di utenza» e «c’erano soltanto extracomunitari».
Che cosa ha detto Caliò L’assessora introduce così l’argomento: «Accenno a un discorso che purtroppo ha coinvolto tutta l’amministrazione, anche me: quello di piazza Matteotti. Quando sono state tolte le panchine si sono dette tante cose, ma non è stata un’azione fatta contro i ragazzi o gli stranieri che stavano a piazza Matteotti». Caliò sostiene che la rimozione rientri in «una completa rivalutazione della piazza», legata alle aree verdi che l’amministrazione intende realizzare. Poi aggiunge una motivazione che riguarda proprio il tema dell’incontro: «È inutile che non ce lo diciamo: era diventato un centro anche di raccolta di caporalato. È inutile che ci nascondiamo dietro bei discorsi, ma il risultato era questo».
A quel punto arriva il passaggio più controverso: «Siamo partiti dal levare le panchine perché sulle panchine non stazionavano le famiglie, checché se ne dica. Non stazionavano le famiglie, non stazionavano i bambini. Io ho lo studio proprio là e posso dire che fino a una certa ora, perché dopo subentrava un altro genere di utenza e c’erano soltanto extracomunitari».
L’assessora prosegue riferendo le impressioni di alcuni residenti: «Adesso la piazza, a dire di quelli che ci abitano, ha meno schiamazzi, è più libera, forse anche un po’ meno viva. Su questo cercheremo di provvedere, di fare in modo che diventi più vivibile e sia centro di qualcosa di più utile. È stata illuminata maggiormente». Infine racconta che, insieme a un’assistente sociale e con l’aiuto di un mediatore culturale, è stato incontrato il giovane che aveva rovesciato i vasi collocati nella piazza. «Siamo riusciti a parlare con lui, a farci spiegare quelle che erano le sue problematiche. Abbiamo cercato di aiutarlo in tutti i modi», dice Caliò. Secondo il suo racconto, il giovane era senza documenti ed è stato poi condotto al centro di Milo.
Il caso panchine A luglio la nuova amministrazione aveva rimosso le panchine di marmo da piazza Matteotti, a Porta Mazara. Da tempo alcuni commercianti e residenti segnalavano presenze prolungate nella zona, consumo di alcolici, schiamazzi e comportamenti molesti. Alcuni commercianti avevano chiesto alla sindaca di intervenire contro quello che definivano «bivacco». Tolte le panchine, il Comune aveva sistemato alcuni vasi di plastica sugli scalini degli scavi archeologici, impedendo di usare anche quelli come sedute. Un giovane aveva rovesciato i vasi; gli operai li avevano rimessi in piedi e, poco dopo, il Comune li aveva portati via. Nel giro di poche ore la piazza era diventata il centro di una polemica sulla sicurezza, sul decoro e sul diritto di tutti a usare uno spazio pubblico. www.tp24.it Anche il Pd marsalese, partito dell’assessora e forza che sostiene la sindaca, aveva preso le distanze dalla decisione. Aveva definito la rimozione delle panchine «una scorciatoia punitiva» e «un atto di resa culturale e sociale», chiedendo di rimetterle al loro posto.
Patti parlava di inclusione A luglio, difendendo la scelta della giunta, la sindaca Andreana Patti aveva usato parole diverse: «Non togliamo panchine ma restituiamo una piazza che diventa spazio di incontro, gioco, socialità, integrazione, prevenzione, inclusione e cultura». Aveva definito la rimozione delle sedute «un fotogramma di una visione più ampia», legata al progetto delle future “Zone Verdi”. È qui che la spiegazione di Caliò entra in contraddizione con il messaggio della sindaca. Patti presentava l’intervento come un modo per favorire integrazione e inclusione. L’assessora alle Politiche sociali dice adesso che si è cominciato togliendo le panchine anche perché a sedersi erano «soltanto extracomunitari».
"Sembra di sentire un’assessora leghista" La polemica ora si riapre dentro la maggioranza. Rino Passalacqua, consigliere che sostiene la sindaca Patti, commenta senza giri di parole: «Sembra di sentire un’assessora leghista». A luglio il Pd aveva contestato la scelta di togliere le panchine; oggi è un’esponente dello stesso partito, componente della giunta, a difenderla con parole che provocano una nuova frattura politica.
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