Autotrasporto, logistica e marineria sono «ad un passo dall'abisso». È l'allarme lanciato dal presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci, intervenuto sulla crisi che da mesi sta investendo alcuni dei comparti considerati strategici per l'economia siciliana e nazionale.
Secondo Quinci, finora la risposta delle istituzioni è stata affidata soprattutto a «misure tampone», insufficienti a fronteggiare una situazione che, a suo giudizio, presenta ormai caratteristiche strutturali. Al centro della questione ci sono soprattutto l'aumento dei costi di gestione, il caro carburanti, la carenza infrastrutturale e il tema delle accise.
«Una risposta insufficiente rispetto alle esigenze dei comparti»
Il presidente del Libero Consorzio richiama anche il contributo regionale di 15 milioni di euro, a fronte dei 100 milioni richiesti dalle organizzazioni di categoria.
Da qui, sottolinea Quinci, le perplessità sulla bozza di decreto e sulle criticità evidenziate dalle stesse organizzazioni di categoria. «Si tratta, dunque, di una risposta insufficiente», sostiene, che rischia di alimentare ulteriormente le tensioni in settori produttivi costretti a sostenere costi aggiuntivi per poter competere.
Costi che, secondo il presidente del Libero Consorzio, sono legati anche alla carenza di infrastrutture e all'assenza di adeguate misure di rilancio.
Il rischio dello stop di autotrasportatori e marineria
La preoccupazione riguarda soprattutto la possibilità di uno stop delle attività. Autotrasportatori e operatori della marineria sono in stato di agitazione e, secondo Quinci, il rischio di un blocco «è reale».
«Non stanno alzando il livello del confronto per ottenere di più – afferma – stanno dicendo, ancora una volta, che non ce la fanno più, che le loro attività sono pericolosamente anti-economiche».
Il quadro descritto riguarda sia il trasporto su gomma, diventato sempre più oneroso, sia il comparto della pesca. «Il trasporto è proibitivo, la pesca è senza futuro con gli attuali costi di gestione», sostiene Quinci, ricordando che gli armatori sono pronti a mettere le imbarcazioni in disarmo.
Carburanti, Quinci guarda anche alle accise
Per il presidente del Libero Consorzio sono necessari provvedimenti eccezionali, citando tra questi anche il tetto ai prezzi dei carburanti deciso dall'ENI. Ma, oltre agli interventi immediati, Quinci chiede di aprire una riflessione su soluzioni di più lungo periodo.
«È anche arrivato il momento di pensare a nuove vie d'uscita, condivise e durature», afferma.
In questa prospettiva, il presidente del Libero Consorzio richiama il tema delle accise, sostenendo che la Sicilia possa intervenire nel dibattito anche sulla base delle prerogative riconosciute dal proprio Statuto speciale.
«Serve una strategia politica e parlamentare»
La richiesta è quella di un maggiore coinvolgimento dei rappresentanti dei comparti in crisi e, parallelamente, di una strategia condivisa sul piano politico e parlamentare.
Tra le ipotesi indicate da Quinci c'è l'istituzione di un fondo di compensazione ambientale o una revisione delle dinamiche delle accise. Temi che, secondo il presidente del Libero Consorzio, dovrebbero essere affrontati «con spirito unitario, senza divisioni di schieramento».
Quinci guarda in particolare all'Assemblea regionale siciliana e considera questa fase come un possibile momento di rilancio dell'iniziativa parlamentare: «Potrebbe essere una buona occasione di riscatto per l'Assemblea di Palazzo dei Normanni», afferma, riferendosi a una legislatura ormai prossima alla conclusione.
Una piattaforma comune dei Liberi Consorzi
Il percorso legislativo, ammette Quinci, avrebbe tempi lunghi. Un disegno di legge-voto richiederebbe infatti un iter articolato, ma potrebbe comunque rappresentare «un segnale di discontinuità» e un impegno destinato al prossimo Parlamento siciliano.
Quinci annuncia infine un'iniziativa nel suo ruolo di coordinatore dei presidenti dei Liberi Consorzi Comunali siciliani: «Inviterò i colleghi a definire una piattaforma unitaria di iniziative e di suggerimenti da porre in discussione in ogni sede opportuna», coinvolgendo anche l'UPI.
Il Libero Consorzio Comunale di Trapani, conclude Quinci, «conferma che le sue porte sono aperte al dialogo e a qualsiasi contributo d'idee per fare sentire la voce di questo territorio».