La Corte dei Conti ha condannato l’ex presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gianfranco Miccichè per danno erariale legato all’utilizzo dell’auto di servizio. La sentenza riguarda fatti risalenti al periodo in cui Miccichè era alla guida dell’Ars.
Secondo quanto stabilito dai giudici della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti, Miccichè dovrà pagare 31.103 euro, oltre ad altri 11.660 euro in solido con il suo ex autista Maurizio Messina, in favore dell’Assemblea regionale siciliana. La sentenza è datata 10 giugno ed è stata depositata il 28 settembre 2026.
La condanna per l’autista
Anche Maurizio Messina è stato condannato dalla Corte dei Conti: dovrà versare 13.591 euro. Miccichè e Messina dovranno inoltre rimborsare le spese legali, quantificate complessivamente in 1.669 euro.
Per l’ex autista si tratta di un’ulteriore pronuncia della magistratura contabile. Poche settimane fa, infatti, era già stato condannato per danno all’immagine dell’Ars, sempre in relazione alla vicenda dell’utilizzo dell’auto istituzionale.
Gli episodi contestati
La Procura regionale della Corte dei Conti aveva contestato a Miccichè e Messina diversi episodi ritenuti «gravi illeciti nell’utilizzo dell’autovettura di servizio».
Tra quelli indicati nell’inchiesta ci sono gli spostamenti da Palermo a Cefalù per accompagnare componenti della segreteria dell’allora presidente dell’Ars, familiari e per trasportare effetti personali, tra cui piante, medicine e generi alimentari, per esigenze di carattere personale.
La contestazione riguarda inoltre sette episodi nei quali l’auto istituzionale sarebbe stata utilizzata per l’acquisto di sostanze stupefacenti.
Il procedimento penale
La vicenda ha anche un risvolto penale. Per gli stessi fatti, Gianfranco Miccichè sarà processato con le accuse di peculato e truffa.
La condanna della Corte dei Conti riguarda invece il profilo del danno erariale derivante dall'utilizzo dell'auto di servizio.