L’inchiesta su Dario Safina non si chiude. Il Gip del Tribunale di Trapani, ha respinto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura per il deputato regionale del Pd e ha disposto la prosecuzione delle indagini.
È il colpo di scena arrivato dopo l’udienza dei giorni scorsi, quando la stessa Procura aveva insistito per chiudere il procedimento, sostenendo che dagli accertamenti compiuti non fossero emersi elementi sufficienti per sostenere l’accusa. Il giudice ha però scelto una strada diversa: prima di decidere se archiviare definitivamente la posizione di Safina serviranno ulteriori approfondimenti.
La Procura voleva chiudere il caso
Solo pochi giorni fa, davanti al Gip, il pubblico ministero aveva ribadito la richiesta di archiviazione. La Procura riteneva esaurite le attività investigative e aveva sostenuto che non vi fossero altri punti dell’indagine da esplorare. Tp24
Il Gip non ha condiviso questa conclusione.
Secondo quanto emerge dal provvedimento, il giudice considera necessario proseguire gli accertamenti prima di stabilire se vi siano o meno elementi sufficienti per chiudere il procedimento.
Al centro la pubblica illuminazione di Trapani
Il filone riguarda il project financing per la gestione della pubblica illuminazione di Trapani.
Safina, all’epoca assessore comunale ai Lavori pubblici nella giunta guidata da Giacomo Tranchida, è indagato insieme all’imprenditore Christian Valerio. Le contestazioni formulate nell’indagine comprendono corruzione e turbativa d’asta; a Safina è stata contestata anche un’ipotesi relativa all’utilizzo di risorse pubbliche.
L’ipotesi investigativa originaria era quella di un accordo tra l’allora assessore e Valerio finalizzato a favorire l’imprenditore nell’affidamento del servizio. Secondo la ricostruzione iniziale degli inquirenti, il vantaggio per Safina sarebbe stato legato alla maggiore visibilità politica ottenuta attraverso interventi e iniziative realizzati in città. Safina ha sempre respinto le accuse. Tp24
La Procura, al termine dell’indagine, era però arrivata a una conclusione diversa rispetto all'impostazione iniziale: aveva ritenuto non sufficientemente provato il presunto patto tra Safina e Valerio e aveva chiesto l’archiviazione. Tp24
Ora il Gip chiede di approfondire ancora.
Archiviato invece il filone Trapani Servizi
Diverso l’esito per Carlo Guarnotta e Rosario Bellofiore, coinvolti nell’altro troncone dell’inchiesta, quello relativo alla nomina del direttore generale della Trapani Servizi.
Per loro il Gip ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura. Guarnotta e Bellofiore escono quindi dall’indagine per corruzione.
L’ipotesi originaria degli investigatori riguardava presunti accordi nella procedura per la scelta del direttore generale della società partecipata. Già nella richiesta di archiviazione, però, la Procura aveva ritenuto che non fossero emersi accordi illeciti tra i due. Tp24
Un’inchiesta iniziata con l’arresto di Safina
La vicenda giudiziaria aveva avuto il suo momento più clamoroso nel gennaio 2024, quando Safina era finito agli arresti domiciliari.
La misura era durata poco: dopo l’interrogatorio di garanzia era stata sostituita con l’obbligo di dimora e successivamente il Tribunale del Riesame di Palermo aveva revocato anche quest’ultimo provvedimento. L’indagine era però proseguita fino alla richiesta di archiviazione formulata dalla Procura. Tp24
Sembrava che il procedimento fosse ormai arrivato alla conclusione. Non è così.
Per Guarnotta e Bellofiore il capitolo è chiuso. Per Safina – e per il filone della pubblica illuminazione che coinvolge anche Valerio – il Gip ritiene invece che ci sia ancora da indagare.
Adesso toccherà alla Procura svolgere gli approfondimenti indicati dal giudice. Solo dopo si capirà se l’inchiesta potrà essere definitivamente archiviata oppure se prenderà un’altra strada.