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29/09/2026 13:05:00

"L'esodo dei pazienti costa milioni: Marsala può diventare il polo oncologico della provincia”

Egregio direttore di Tp24, 

a proposito dei pazienti che sono costretti ad andare fuori provincia per potersi curare. Leggo che l’Asp di Trapani nel 2025 ha sborsato oltre 155 milioni, ad altre Asp, per curare i propri cittadini, o in altri ospedali della Sicilia o in quelli delle regioni del centro nord . E’ forse da sempre che succede, ma negli ultimi anni la situazione è notevolmente peggiorata. Se nel 2020 l’esborso è stato di 125 milioni di euro, negli ultimi sei anni sarebbe aumentato di altri 30. Se qualcuno avesse ancora dei dubbi,  questo costo in più certifica che purtroppo la nostra sanità soprattutto quella ospedaliera, in questi anni non è riuscita a raggiungere gli standard diagnostici e terapeutici di altri ospedali, anzi forse il divario è aumentato, con le dovute eccezioni e naturalmente non in tutte le specialità, nonostante l’impegno di tanti medici. Inoltre non  sono aumentati ne’ i posti letto ne’ le unità operative specialistiche, che ci spetterebbero in base alla popolazione, per aumentare e migliorare l’offerta sanitaria, anzi alcune sono state abolite, come la “chirurgia vascolare” e altre ridotte. 

 

Se dei soldi che vanno fuori provincia, i pazienti se ne possono giustamente disinteressare, non può avvenire  lo stesso per le gravi carenze, che portano a lunghe liste d’attesa, all’esodo, a meno diagnosi precoci e a più mortalità. Ai soldi dell’Asp, bisogna aggiungere tutte le spese, dirette e indirette, del paziente e degli accompagnatori. Sono difficili da quantificare, ma soprattutto per chi è costretto ad andare fuori regione saranno verosimilmente tanto quanto ne sborsa l’Asp, se non di più. Se per le malattie cardiache negli ultimi venti/trenta anni si è riusciti a ridurre notevolmente l’esodo e la mortalità, perché non si riesce ancora a fare lo stesso per le malattie oncologiche? Che oggi se diagnosticate precocemente e curate in centri di eccellenza, hanno altissima probabilità di guarigione. Per far questo, è assolutamente necessario e urgente, si è in notevole ritardo, che un ospedale della provincia sia organizzato per occuparsi soprattutto di “chirurgia oncologica”, senza tralasciare le restanti patologie. E l’ospedale Paolo Borsellino di Marsala,  ha tutte le caratteristiche per svolgere questo ruolo. 

 

E’ equidistante dai comuni che si trovano al nord e al sud della provincia. Ha cinque sale operatorie. Ha i reparti chirurgici che potrebbero trattare la maggior parte di casi di tumori. La chirurgia generale, la chirurgia toracica , l’urologia, la senologia era prima a Marsala. Se a queste chirurgie venisse dato un indirizzo oncologico, potenziandoli in posti letto, tecnologie e personale con esperienza, nel volgere di pochi anni si ridurrebbe l’esodo dei pazienti, la mortalità e l’Asp non esborserebbe tutti questi milioni di euro ad altre regioni, ma li potrebbero investire in loco, per migliorare la risposta sanitaria. L’ospedale ha anche altri servizi necessari per trattare pazienti complessi: rianimazione, unità di terapia intensiva cardiologica, dialisi, e un ottimo servizio di diagnostica radiologica. 

 

Se per i trapianti, per gli interventi di cardiochirurgia, neurochirurgia, malattie rare, e’ normale ricoverarsi altrove, soprattutto negli ospedali di Palermo, non è accettabile per la maggior parte di interventi di chirurgia oncologica, ormai diventati di routine. Tutto questo si potrebbe fare subito anche senza il nuovo piano sanitario regionale, che oltretutto ancora non c’è verosimilmente per lotte interne al governo Schifani . I cittadini non possono morire per colpa del disinteresse e dell’incuria della politica regionale.                                           

 

Dott. Alberto Di Girolamo