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02/10/2026 06:00:00

Caso Paola Barraco, la difesa della radiologa: «I nostri consulenti smentiscono le conclusioni della Procura»

Dopo l’articolo pubblicato da Tp24 sulla morte di Paola Barraco, avvenuta il 29 dicembre 2023 all’ospedale “Paolo Borsellino” di Marsala, arriva la replica della difesa della dottoressa Francesca Pandolfo, il medico radiologo rimasto coinvolto nel procedimento giudiziario.

A intervenire è l’avvocata Antonina Bonafede, che sottolinea come le conclusioni dei consulenti tecnici della difesa siano «diametralmente opposte» rispetto a quelle formulate dai consulenti nominati dalla Procura.

 

«Operato corretto e professionale»

 

Secondo quanto riferisce la legale, la consulenza predisposta dalla difesa arriverebbe a una valutazione completamente diversa della Tac eseguita il 20 dicembre 2023 e, più in generale, dell’operato della radiologa.

«La valutazione redatta dai consulenti della difesa – scrive l’avvocata Bonafede – dimostra la piena correttezza, adeguatezza e professionalità dell’operato e delle valutazioni della dottoressa Pandolfo».

 

La difesa contesta dunque nel merito l’impostazione tecnica sulla quale si fonda l’accusa. Nell’articolo di Tp24 avevamo ricostruito come, secondo i consulenti della Procura, nelle immagini della Tac del 20 dicembre fosse già presente un segno indicativo di un’ostruzione meccanica intestinale, che non sarebbe stato individuato nel referto.

È proprio questo il punto sul quale le valutazioni tecniche delle parti divergono.

 

Due letture opposte della stessa Tac

 

La difesa precisa che le proprie conclusioni sono sostenute da «argomentazioni scientifiche» che verranno sottoposte alla valutazione dell’autorità giudiziaria.

«La tesi dell’accusa – prosegue Bonafede – costituisce un’ipotesi ancora tutta da dimostrare e trova una solida e documentata smentita nelle argomentazioni scientifiche formulate dai consulenti tecnici della difesa».

 

Al momento Tp24 non ha esaminato la consulenza tecnica della difesa e, pertanto, non è possibile entrare nel merito delle argomentazioni scientifiche richiamate dalla legale. Quello che emerge, però, è che il nodo centrale del procedimento sarà anche uno scontro tra differenti interpretazioni medico-radiologiche delle immagini del 20 dicembre.

 

Sarà il processo a stabilire le responsabilità

 

La posizione della dottoressa Francesca Pandolfo resta quella di una persona sottoposta a procedimento e pienamente assistita dalla presunzione di innocenza. Nessuna responsabilità è stata accertata con sentenza.

La vicenda giudiziaria prosegue mentre la famiglia di Paola Barraco ha chiesto che l’Asp di Trapani venga chiamata nel procedimento come responsabile civile.

La prossima udienza è fissata per il 9 ottobre.

Da una parte ci sono le conclusioni dei consulenti della Procura, dall’altra quelle, opposte, annunciate dalla difesa. Sarà il confronto nelle sedi giudiziarie a stabilire quale delle due ricostruzioni tecniche reggerà alla verifica processuale.