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03/10/2026 15:41:00

Giovanni Panepinto: il Segretario e l’uomo raccontato dai dipendenti del Comune

Per chi lo ha incrociato nelle sedute del Consiglio comunale, nelle riunioni o nei momenti più delicati della vita amministrativa, Giovanni Panepinto era soprattutto il Segretario generale: autorevole, diretto, a tratti ruvido. 

 

Una figura istituzionale forte, spesso al centro del confronto politico e amministrativo, finita nel mirino dell'opposizione che ne ha contestato in più occasioni l'imparzialità, ritenendolo troppo vicino all'amministrazione perché iscritto al PD.

 

Ma anche con la maggioranza il rapporto non è sempre stato idilliaco, soprattutto quando le sue valutazioni tecniche e giuridiche si sono trovate a incrociare le esigenze della politica.

 

È un'immagine, però, che non coincide del tutto con quella che restituiscono oggi i dipendenti del Comune di Trapani in una lettera di commiato al dirigente. 

Per loro, Giovanni Panepinto è anche, e forse soprattutto, l'uomo che negli uffici ha saputo andare oltre il ruolo. 

 

Quello che poteva apparire severo o scorbutico nelle occasioni pubbliche, viene raccontato dai lavoratori attraverso un'immagine decisamente più semplice: una sedia di legno e corda, «una di quelle tipiche di Bivona», al posto della più austera poltrona da dirigente.

 

Una sedia diventa così la metafora di un modo di lavorare. 

Panepinto, raccontano i dipendenti, era un uomo che preferiva incontrare le persone attorno a un tavolo piuttosto che restare dietro una scrivania. Ironico, pragmatico, vicino ai lavoratori. 

 

Un approccio che, secondo chi ha condiviso con lui gli anni trascorsi a Palazzo D'Alì e negli uffici comunali, ha contribuito a costruire un rapporto fondato sulla collaborazione e sul rispetto.

 

Il messaggio di saluto che i dipendenti gli hanno dedicato parte proprio da qui. 

Non è un bilancio dell'attività amministrativa del Segretario generale, né un elenco dei risultati raggiunti durante il suo incarico iniziato nel 2021. 

È piuttosto il tentativo di raccontare la persona che stava dietro al ruolo.

 

«In questa sede non si vogliono celebrare i suoi meriti professionali, ma quelli umani», scrivono i lavoratori. E poco dopo arriva quella che forse è la definizione più significativa: «Un uomo impetuoso come tanti, ma in grado di chiedere scusa e dire grazie, come pochi».

 

È nelle contraddizioni, più che nelle celebrazioni, che emerge il ritratto di Panepinto. 

L'uomo autorevole che in pubblico poteva apparire spigoloso e quello più informale, conosciuto quotidianamente dai dipendenti. Il Segretario chiamato a garantire il rispetto delle regole e il dirigente che, ricordano i lavoratori, nel corso degli anni si è fatto carico anche di attività ulteriori rispetto a quelle strettamente legate al suo incarico.

 

Il messaggio dei dipendenti insiste soprattutto su questo aspetto. Al di là delle qualifiche, delle responsabilità e delle inevitabili tensioni legate a un ruolo che si trova spesso nel punto di incrocio tra amministrazione e politica, Panepinto avrebbe saputo costruire negli uffici un rapporto umano che i lavoratori oggi sentono il bisogno di mettere nero su bianco.

 

Non è dunque il Segretario generale al centro del loro saluto. O almeno non soltanto lui. 

È Giovanni Panepinto, la persona che hanno conosciuto lontano dai microfoni, dalle sedute consiliari e dal confronto politico.

«Questo è un saluto per Giovanni Panepinto, anche Segretario Generale», scrivono i dipendenti.

Quel «anche» dice molto del senso del messaggio. 

 

Prima ancora del ruolo viene l'uomo. E prima della poltrona da dirigente, quella sedia di legno e corda che diventa il simbolo di un modo più semplice e concreto di stare dentro un'amministrazione pubblica.

 

A firmare il commiato sono loro, i lavoratori del Comune di Trapani. 

Non con un bilancio politico, ma con un riconoscimento personale: 

«Con affetto, i lavoratori del Comune di Trapani».