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03/10/2026 06:00:00

Salute mentale in Sicilia, l'assessorato apre al dialogo: sospesa la protesta del Movimento

Si apre una nuova fase di confronto tra l’Assessorato regionale alla Salute e il Movimento regionale delle associazioni per la salute mentale. Nell’incontro del 1° ottobre a Palermo, gli uffici dell’Assessorato hanno espresso la disponibilità a istituire un tavolo operativo sulle criticità denunciate da familiari, utenti, sindacati e organizzazioni del Terzo settore. Un’apertura che ha portato il Movimento a sospendere la manifestazione prevista per il 13 ottobre davanti alla Presidenza della Regione. L’incontro arriva dopo la richiesta avanzata a luglio, quando il Movimento aveva presentato all’ARS un documento sulle emergenze del settore. Al centro della denuncia, il mancato confronto con gli organismi regionali: secondo il documento, la Consulta delle associazioni di familiari e utenti non viene convocata dal luglio 2024 e il Coordinamento tecnico regionale dal gennaio 2025. Restano inoltre senza risposta proposte su budget di salute, organici e servizi psichiatrici di diagnosi e cura. Alla riunione hanno partecipato rappresentanti degli uffici dell’Assessorato, tra cui il capo di Gabinetto Giuseppe Sgroi, il dirigente Maurizio D’Arpa e la dirigente generale della Pianificazione strategica Tatiana Agelao. Presente anche la deputata regionale Valentina Chinnici, in rappresentanza dell’intergruppo parlamentare impegnato sulla salute mentale.

 

Servizi territoriali e personale, le criticità

Il documento descrive un sistema sempre più in difficoltà di fronte all’aumento del disagio psichico, soprattutto giovanile. Secondo i firmatari, i Centri di salute mentale si sono progressivamente ridotti a semplici ambulatori, perdendo la capacità di garantire una presa in carico continuativa attraverso équipe multiprofessionali. Da qui la richiesta di rafforzare gli organici, includendo psicologi, assistenti sociali, educatori, pedagogisti e professionisti della riabilitazione.

Tra i problemi segnalati figurano anche la carenza di centri diurni, i servizi insufficienti per adulti con autismo e ADHD, i posti letto di neuropsichiatria infantile inferiori a quelli previsti e le difficoltà delle comunità alloggio. Il Movimento denuncia inoltre un’eccessiva concentrazione delle risorse nelle strutture residenziali, a scapito dell’assistenza sul territorio.

 

Budget di salute, il nodo dei fondi inutilizzati

Una delle principali richieste riguarda l’effettiva applicazione del budget di salute, destinato a sostenere percorsi personalizzati di cura, autonomia e inclusione sociale. Nel documento si segnalano circa 40 milioni di euro non spesi fino al 2024. Durante l’incontro, lo psichiatra Fiorentino Trojano ha sollecitato un intervento per sbloccare i fondi residui e ha denunciato la mancata presentazione della relazione sull’utilizzo delle risorse alla commissione Sanità dell’ARS, prevista entro il 31 marzo. La Fp Cgil ha chiesto un quadro completo degli organici per valutare le necessità del settore anche in relazione alle annunciate assunzioni nella sanità, oltre alla presenza obbligatoria dell’assistenza per la salute mentale nelle Case e negli Ospedali di comunità.

 

Le famiglie chiedono sostegno e continuità

Nel confronto è emerso soprattutto il peso sostenuto dalle famiglie, spesso chiamate a colmare le lacune dei servizi. «Non ce la facciamo più a sopperire al vuoto istituzionale», ha dichiarato la rappresentante dell’associazione Punto di partenza. Le associazioni hanno ribadito che la salute mentale richiede interventi sanitari, sociali ed educativi coordinati e un coinvolgimento concreto dei familiari nei percorsi di cura.

Il Movimento ha accolto positivamente anche la disponibilità dichiarata dall’Assessorato a riattivare i gruppi tecnici. La sospensione della protesta lascia ora spazio al dialogo: il passaggio decisivo sarà tradurre questa apertura in risposte operative sulle risorse, sul personale e sulla continuità dell’assistenza