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04/10/2026 14:28:00

Monte Erice, dal dolore per Giuseppe e Karol nasce un defibrillatore per la comunità

Dal dolore per la tragedia della Cronoscalata Monte Erice nasce un presidio che potrà salvare altre vite. Gli appassionati di motorsport di Valderice del gruppo spontaneo “Postazione 27” hanno deciso di donare un defibrillatore semiautomatico DAE, che sarà installato nei pressi dell’Hotel Venere di Erice e messo a disposizione della comunità.

È il modo scelto per ricordare Giuseppe Bisconti e Karol Greco, i due giovanissimi di 18 e 20 anni morti nel tragico incidente del 6 settembre durante la gara automobilistica.

 

Una tragedia trasformata in un gesto concreto

 

Per chi da decenni segue la Monte Erice, quel 6 settembre ha rappresentato uno spartiacque. Una giornata attesa per un anno intero si è trasformata in pochi istanti in dolore, sgomento e silenzio.

Pochi giorni dopo l'incidente, i componenti di “Postazione 27” si sono ritrovati e hanno deciso di dare a quel dolore una forma concreta: acquistare un DAE e garantire anche la formazione necessaria al personale dell’Hotel Venere di Erice.

La struttura diventerà così un punto cardioprotetto lungo la strada verso Erice. Il dispositivo sarà collocato in un'area videosorvegliata e dotata di sistema GPS, e potrà essere utilizzato in caso di emergenza da cittadini, visitatori e turisti.

 

La consegna il 5 ottobre

 

La cerimonia di consegna del defibrillatore è prevista per lunedì 5 ottobre alle ore 17, nello slargo davanti all’Hotel Venere.

È previsto anche un momento di preghiera officiato dai parroci del territorio. Parteciperanno i familiari di Giuseppe e Karol, rappresentanti del Comune di Belmonte Mezzagno e dei Comuni dell’Agro Ericino, oltre a esponenti delle istituzioni provinciali, dell’Aci, della Protezione Civile e del mondo del motorsport.

«Vogliamo vivere questo momento di vicinanza e condivisione insieme a quanti vorranno partecipare – spiegano gli organizzatori di Postazione 27 –. Unire la passione per il motorsport al valore sacro della vita è il modo migliore per far sì che la memoria di Giuseppe e Karol continui a vivere tra noi e a proteggere il nostro territorio».

Un piccolo presidio, dunque, ma con un significato enorme: trasformare il ricordo di due ragazzi in una possibilità di salvezza per qualcun altro.