Non è ancora una soluzione definitiva, perché tutto dipenderà dalle verifiche statiche, sismiche e antincendio sull’edificio. Ma, dopo anni di sistemazioni provvisorie e di una scuola divisa in tre sedi, per la prima volta c’è un immobile individuato, un accordo istituzionale da portare avanti e anche una previsione temporale: circa tre anni, se non emergeranno ostacoli.
Gli studenti, però, avvertono già: «Ora dalle parole dovranno arrivare i fatti».
Il Collegio dei Gesuiti possibile nuova sede
La Giunta municipale ha approvato la proposta di accordo di collaborazione con il Libero Consorzio Comunale di Trapani per utilizzare una parte dell’ex Collegio dei Gesuiti.
L’ipotesi riguarda il primo piano e una parte del piano terra dello storico edificio.
Il Comune dovrebbe concedere gratuitamente gli spazi al Libero Consorzio, che a sua volta si assumerebbe l’onere di restaurarli e adeguarli per l’attività scolastica.
La restante parte dell’edificio continuerebbe invece a essere utilizzata come Centro polivalente di cultura.
L’accordo dovrà essere ratificato dal Consiglio comunale.
Prima le verifiche
C’è però una condizione fondamentale: bisogna capire se il Collegio dei Gesuiti può davvero tornare a ospitare una scuola.
Il Libero Consorzio dovrà effettuare a proprie spese una verifica statica, una verifica di vulnerabilità sismica e un accertamento preliminare sulla compatibilità con la normativa antincendio.
Solo dopo questi controlli sarà possibile stabilire con precisione quali porzioni dell’immobile potranno essere utilizzate.
E la cautela non è casuale: il Collegio dei Gesuiti aveva già ospitato il liceo fino al 1981, anno in cui l’edificio riportò danni statici in seguito al terremoto.
Se anche una sola delle verifiche dovesse dare esito incompatibile con l’attività scolastica, l’accordo decadrebbe. Il Comune riacquisirebbe l’immobile e dovrebbe rimborsare al Libero Consorzio le spese sostenute, fino a un massimo di 200 mila euro.
Quinci incontra gli studenti
La proposta è stata illustrata dal sindaco di Mazara e presidente del Libero Consorzio, Salvatore Quinci, nel corso di un incontro con la dirigente scolastica e gli studenti.
Con lui anche il vicepresidente del Libero Consorzio Ernesto Raccaglia.
Quinci ha indicato quella del Collegio dei Gesuiti come una soluzione di medio termine per l’annoso problema della sede dell’Adria-Ballatore.
Se verifiche, progettazione, lavori e procedure amministrative procederanno senza intoppi, il percorso potrebbe essere completato in circa tre anni.
Tre anni non sono pochi. Ma rispetto alla “provvisorietà” che accompagna da tempo il liceo mazarese, almeno adesso c’è un possibile punto d’arrivo.
Nel frattempo, via le classi da Santa Maria delle Giummare
Resta però da affrontare l’emergenza immediata del plesso di via Santa Maria delle Giummare.
È proprio da lì che è partita la protesta, dopo il distacco di un infisso che ha provocato la rottura di un vetro e fatto scattare l’allarme tra gli studenti.
L’ipotesi illustrata da Quinci prevede il trasferimento delle classi attualmente ospitate nel plesso entro gennaio.
Una parte potrebbe essere sistemata in moduli prefabbricati da installare in contrada Affacciata, mentre altre classi potrebbero essere trasferite nella sede di via Mafai.
Le proposte saranno sottoposte al Consiglio d’Istituto per le valutazioni di competenza.
Gli studenti: «Questo è solo l’inizio»
Dopo l’incontro, gli studenti hanno diffuso un nuovo comunicato. Il tono questa volta è diverso rispetto ai giorni della protesta. C’è soddisfazione per l’apertura ottenuta, ma anche la volontà di non abbassare la guardia. «La manifestazione organizzata dal nostro Liceo ha finalmente dato voce alle richieste e alle esigenze che, da anni, gli studenti portano avanti», spiegano. Ringraziano la cittadinanza, che ha sostenuto la mobilitazione, e lo stesso Quinci e Raccaglia «per essersi dimostrati disponibili al confronto» e per avere incontrato direttamente gli studenti. Ma il passaggio centrale è un altro.
«Ora, però, dalle parole dovranno arrivare i fatti».
Gli studenti assicurano che seguiranno «passo dopo passo» gli sviluppi e gli interventi che riguarderanno il futuro del liceo.
«Non permetteremo più che le nostre richieste vengano dimenticate, rimandate o trasformate in semplici promesse».
Una protesta che diventa un percorso
Solo pochi giorni fa gli studenti erano scesi in strada chiedendo sicurezza, dignità e una sede unica. Adesso una prima risposta c’è. Non significa che l’Adria-Ballatore abbia già una nuova casa. Il Collegio dei Gesuiti deve prima superare verifiche tutt’altro che scontate, poi serviranno progettazione, lavori, finanziamenti e tempi amministrativi.
E nel frattempo bisogna trovare una soluzione immediata per le classi di Santa Maria delle Giummare. Ma qualcosa è cambiato. Gli studenti lo riassumono così: «Quella di oggi non è la fine di una protesta. È l’inizio di un percorso». E questa volta intendono seguirlo fino in fondo.
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