Dopo settimane di rinvii, tensioni, occupazioni e polemiche, il Consiglio comunale di Trapani ha discusso il Piano economico finanziario e lo ha votato con 12 voti contrari e 9 favorevoli.
Una seduta dai toni decisamente più bassi rispetto alle precedenti, anche per la presenza del nuovo segretario generale Michele Iacono, ma che si è conclusa con una nuova frattura politica sul futuro del servizio rifiuti e sulla Tari.
In apertura, un dettaglio che non è passato inosservato. Salvatore Fileccia, praticamente sempre presente alle sedute consiliari, ha comunicato via Pec la rinuncia ai gettoni di presenza maturati dal primo ottobre al 31 dicembre, spiegando di voler dare un segnale di vicinanza ai lavoratori di Formula Ambiente e alle loro famiglie. Oggi, però, Fileccia era assente per impegni di lavoro, insieme a Daniela Barbara, per motivi di salute, e Daidone, per motivi personali. I presenti erano 21.
La seduta straordinaria e urgente è stata approvata dopo il voto sulla straordinarietà: 13 favorevoli e 8 astensioni. L'opposizione si è astenuta in blocco, ad eccezione di Alberto Mazzeo,Giovanni Carpinteri ed i consiglieri Peppe Guaiana, Santo Vassallo e Franco Briale .
Giovanni Carpinteri ha quindi proposto un ordine del giorno, approvato, che chiede alla SRR Trapani Nord di inserire nel nuovo bando per il servizio rifiuti la previsione della Tari puntuale e di avviare progetti pilota, per 12-24 mesi, in aree come Xitta e Villa Rosina.
L'obiettivo è sperimentare cassonetti smart e isole ecologiche intelligenti con accesso tramite RFID/NFC, mantenere il porta a porta selettivo per il residuo secco, promuovere il compostaggio domestico e di comunità e prevedere una possibile riallocazione del personale verso spazzamento e decoro urbano. Il documento richiama anche il Metodo Tariffario Rifiuti Arera e chiede che l'eventuale estensione della Tari puntuale all'intero territorio venga valutata dal Consiglio soltanto dopo una relazione sugli effetti della sperimentazione.
Poi è entrato nel vivo il confronto sul Pef. L'opposizione ha chiesto ai revisori dei conti chiarimenti sulla possibilità di coprire i costi del servizio attraverso risorse diverse dalla Tari. A Gino Petrusa sono state invece chieste informazioni sullo stato di avanzamento del rendiconto di gestione.
Maurizio Miceli ha chiesto all'amministrazione di fermarsi e cercare una strada alternativa, citando proprio il rendiconto e la tassa di soggiorno. Il punto, per l'opposizione, è evitare aumenti della Tari. «Non vogliamo che vengano messe le mani nelle tasche dei trapanesi», il senso dell'intervento di Miceli, che ha aggiunto: «Noi agiamo per il bene Comune, non contro qualcuno. Abbiamo a cuore il destino di Formula Ambiente, ma anche quello dei lavoratori del centro storico per il BRT».
Dall'altra parte, l'amministrazione ha sostenuto che il Pef non sia una scelta discrezionale e che senza adeguate risorse il servizio debba necessariamente essere ridimensionato. Il nodo è quello già emerso nelle ultime settimane: il mancato adeguamento del Piano ha portato alla rimodulazione del servizio affidato a Formula Ambiente, con un'economia quantificata in circa 251 mila euro, che si traduce in meno spazzamento, meno interventi sugli ingombranti e una riduzione della frequenza della raccolta dell'organico.
Il rischio occupazionale è diventato così il secondo fronte della partita.
Alla fine, il voto: 12 contrari e 9 favorevoli.
Contro il Pef hanno votato: Grazia Spada, Nicola Lamia, Gaspare Gianformaggio, Maurizio Miceli, Silvestro Mangano, Sonia Tumbarello, Claudia La Barbera, Anna Lisa Bianco, Giovanni Carpinteri, Peppe Guaiana, Santo Vassallo e Alberto Mazzeo. Contrario quindi anche il voto di Amo Trapani, dopo le accuse delle scorse settimane rivolte al gruppo di essere troppo vicino alla maggioranza.
Per l'opposizione è una vittoria: il messaggio è di aver impedito un aumento della pressione sui cittadini.
Per l'amministrazione, invece, è un voto che rischia di tradursi in meno servizi e meno risorse per l'igiene urbana, oltre a complicare ulteriormente la vertenza Formula Ambiente.
Il Pef, dunque, è stato bocciato.
Ma la partita sui rifiuti, sulla Tari e sui lavoratori è tutt'altro che chiusa. Anzi, dopo settimane di scontro dentro Palazzo Cavarretta, da oggi passa anche sul terreno delle conseguenze concrete per la città.
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