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06/10/2026 06:00:00

Inchiesta Armao, le mazzette in auto e il denaro nell’orologio a pendolo

Le consegne di denaro riprese dalle telecamere nascoste della polizia. Altre immagini mostrano i contanti riposti dentro un orologio a pendolo, nello studio di Palermo. Sono i nuovi dettagli diffusi il 5 ottobre nell’inchiesta per corruzione che coinvolge Gaetano Armao, ex vicepresidente della Regione Siciliana ed ex presidente della Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali, la Cts. Le sequenze, secondo le ricostruzioni pubblicate, sono allegate alla richiesta di arresto della Procura.

 

Per Armao e per l’avvocato Pierluigi Matta, indicato dagli investigatori come intermediario con gli imprenditori, i pubblici ministeri hanno chiesto la custodia in carcere. Il giudice deve ancora decidere sulle richieste cautelari. Armao respinge le accuse: nella nota diffusa dopo le perquisizioni ha annunciato che ne dimostrerà l’infondatezza. 

 

La busta in auto: «Mettili qua»

 

Una delle sequenze descritte dagli investigatori riguarda un incontro in automobile. Durante un rallentamento del traffico, Matta avrebbe estratto dalla tasca interna della giacca una busta di plastica contenente banconote.

 

«Mettili qua», gli avrebbe detto Armao, indicando il vano centrale della consolle ed evitando così il passaggio diretto di mano. Nel corso della conversazione avrebbe anche scherzato sull’involucro utilizzato per il denaro, paragonandolo a un sacchetto dell’immondizia.

Subito dopo arriva una domanda: «Questo per cos’è?». Matta risponde: «Agosto». Per gli inquirenti, il riferimento al mese sarebbe un elemento a sostegno dell’ipotesi di pagamenti periodici. Armao avrebbe quindi recuperato la busta, estratto il denaro e infilato le banconote nella tasca della giacca. È la ricostruzione accusatoria della sequenza, riportata dall’Ansa. 

 

 

Il cappotto, l’incontro all’Università e il pendolo

 

Un altro episodio riguarda una consegna collegata a un incontro all’Università di Palermo. Il luogo dell’appuntamento sarebbe stato il Collegio San Rocco. 

Nel racconto degli investigatori riportato dall’Ansa, Armao avrebbe chiesto a Matta di lasciare il suo cappotto in automobile. Il legale avrebbe raggiunto la vettura e riposto sul sedile posteriore il soprabito insieme a una busta di carta, la stessa con cui era stato osservato all’uscita da una banca.

Successivamente, indossando il cappotto, Armao avrebbe controllato le tasche. Matta gli avrebbe indicato dove cercare. Nel tardo pomeriggio, rientrato in studio, l’ex vicepresidente sarebbe stato ripreso mentre estraeva un involucro dal soprabito e lo riponeva in un contenitore cilindrico custodito all’interno di un orologio a pendolo-

 

La ricostruzione descrive anche un episodio successivo, circa tre settimane dopo: Armao avrebbe prelevato mille euro dallo stesso contenitore per una richiesta legata a spese familiari. Prima avrebbe fatto uscire la persona presente, chiuso le porte e tirato le tende. Per gli investigatori, la sequenza sarebbe significativa degli accorgimenti adottati per custodire il contante e della sua disponibilità nello studio. Anche questa lettura fa parte della tesi accusatoria, ancora da verificare nel procedimento.

 

 

I bonifici a Matta e le consulenze contestate

 

Il meccanismo ipotizzato dalla Procura passa attraverso l’attività professionale di Matta. Gli imprenditori avrebbero versato sul conto dell’avvocato somme formalmente destinate a pagare consulenze che, secondo l’accusa, non sarebbero state svolte.

I bonifici, generalmente in tranche fino a seimila euro secondo le notizie diffuse il 5 ottobre, sarebbero stati seguiti da prelievi. Matta avrebbe poi consegnato ad Armao una parte del denaro in contanti

Nel capo di incolpazione relativo alle società Cva Eos e Cva Spa, riportato nell’invito all’interrogatorio già esaminato da Tp24, i pagamenti ricevuti da Matta per il contratto contestato sono quantificati in almeno 147.494 euro, dei quali 138mila di imponibile. 

 

Che cosa avrebbe ottenuto il gruppo Cva

 

Per i pubblici ministeri, le presunte consegne sarebbero state il corrispettivo di interventi a favore del gruppo Cva, attivo nelle energie rinnovabili.

Ad Armao viene contestato di avere utilizzato la presidenza della Cts per agevolare la trattazione delle pratiche, concordarne le tempistiche e individuare i funzionari di riferimento. Nell’invito all’interrogatorio si descrivono anche incontri con i rappresentanti delle aziende e contatti con i dirigenti regionali dell’Ambiente e dell’Energia. N

Le conversazioni riportate negli aggiornamenti del 5 ottobre riguardano inoltre i documenti necessari a dimostrare il rispetto delle prescrizioni ambientali per i nuovi impianti. Secondo gli inquirenti, Armao avrebbe sollecitato l’invio delle attestazioni e indicato il referente della commissione al quale affidare le pratiche. È il collegamento tra pagamenti, rapporti professionali e attività amministrativa sul quale si concentra l’accusa.