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06/10/2026 16:20:00

Trapani, bocciatura del PEF. Sinistra Futura: “Bisogna uscire dalla paralisi”

La bocciatura del Piano economico finanziario dei rifiuti apre una nuova fase nella crisi politica del Comune di Trapani. 

Dopo il voto contrario espresso dal Consiglio comunale nella seduta del 5 ottobre, anche Sinistra Futura interviene nel dibattito e lancia un appello a maggioranza, opposizione e forze sociali: “Bisogna uscire dalla paralisi”.

 

Al centro della vicenda c'è il PEF 2026/2029, il documento che definisce i costi del servizio di raccolta dei rifiuti urbani. 

Secondo Sinistra Futura, le tensioni politiche hanno finora impedito persino la trattazione della delibera, trasformando un atto amministrativo in uno dei simboli della contrapposizione tra Palazzo d'Alì e Palazzo Cavarretta.

La bocciatura arrivata lunedì rende adesso ancora più incerto lo scenario.

 

Il punto più delicato riguarda le conseguenze sul piano occupazionale. Formula Ambiente ha già avviato la procedura di licenziamento collettivo per 15 lavoratori, dopo la richiesta del Comune di ridurre il servizio in relazione alle risorse disponibili per sostenere i costi.

È questo il passaggio che preoccupa maggiormente Sinistra Futura. 

 

La bocciatura del PEF, secondo il movimento, rischia di aggravare una situazione già critica, con ricadute non soltanto sui lavoratori e sulle loro famiglie, ma sull'intero sistema dei servizi.

La vicenda aveva già raggiunto un livello di forte tensione nei giorni scorsi, con l'occupazione della sala consiliare da parte del sindaco, della giunta e dei consiglieri di riferimento dell'amministrazione, che chiedevano di procedere con l'approvazione del piano.

Il voto contrario del Consiglio ha però chiuso, almeno per il momento, quella strada.

 

Per Sinistra Futura il problema non è soltanto il destino del PEF. La bocciatura viene letta come il risultato di una crisi politica e amministrativa che rischia di produrre effetti sempre più pesanti.

 

Il movimento parla apertamente di “paralisi nella programmazione economica finanziaria” e di incapacità delle istituzioni di assumere decisioni necessarie per la prosecuzione della consiliatura. A pagare il prezzo più alto, però, rischiano di essere ancora una volta i lavoratori.

 

Ma c'è anche un'altra conseguenza indicata: la qualità dei servizi essenziali. Una riduzione della raccolta dei rifiuti, sottolinea Sinistra Futura, avrebbe ripercussioni sulla sicurezza, sull'igiene, sul decoro urbano e più in generale sulla qualità della vita dei cittadini.

 

Da qui la richiesta di una “svolta radicale”. Sinistra Futura chiede all'amministrazione comunale di aprire un confronto politico sui contenuti degli atti, cercando soluzioni compatibili con i vincoli di legge e con gli equilibri finanziari.

Ma l'appello è rivolto anche all'opposizione. Il movimento la mette davanti a una scelta: continuare a utilizzare il proprio peso in Consiglio per bloccare l'azione amministrativa oppure entrare nel merito dei provvedimenti, presentando emendamenti e proposte in grado di incidere sulle decisioni.

È il nodo politico che, secondo Sinistra Futura, deve essere sciolto rapidamente.

“Ciascuno dovrà fare la propria parte”, è in sintesi il messaggio del movimento, che chiama in causa anche sindacati, forze sociali, cittadinanza attiva e organizzazioni politiche.

La partita sul PEF, dunque, non sembra chiudersi con il voto del 5 ottobre. Al contrario, la bocciatura rischia di essere l'ennesimo capitolo di una crisi istituzionale che coinvolge contemporaneamente amministrazione, Consiglio, lavoratori e servizi alla città.