Trapani, PEF bocciato: niente aumento Tari, ma il conto dei rifiuti resta
«Abbiamo impedito all'amministrazione di mettere le mani in tasca ai trapanesi». È la lettura politica che Maurizio Miceli consegna dopo il voto con cui il Consiglio comunale di Trapani ha bocciato il Pef dei rifiuti 2026-2029.
Dodici contrari - Maurizio Miceli, Silvestro Mangano, Gaspare Gianformaggio, Nicola Lamia, Grazia Spada, Sonia Tumbarello, Claudia La Barbera, Santo Vassallo, Peppe Guaiana, Alberto Mazzeo, Annalisa Bianco, Giovanni Carpinteri - nove favorevoli. Era assente Salvatore Daidone e, eccezionalmente vista la sua assidua presenza in consiglio, Salvatore Fileccia che, nel frattempo, ha rinunciato al gettone di presenza fino a dicembre da destinare al capitolo rifiuti. Gettone oggi non maturato, a differenza di quello di Giuseppe Guaiana, che ha anche lui rinunciato al proprio, nonostante il suo non abbia mai goduto degli aumenti.
Quindi il Piano economico finanziario non passa e con esso, per il momento, non passa il quadro tariffario collegato.
È la vittoria che l'opposizione rivendica: fermare quello che considera un aumento della Tari in una città già alle prese con il caro vita, dal carburante al costo dell'energia elettrica.
Ma il voto apre una domanda meno politica e molto più concreta: il costo del servizio rifiuti resta comunque lì. Chi lo paga adesso?
Perché il Pef non è una tassa. È il documento che quantifica il costo del servizio. Bocciarlo non significa cancellare quel costo, così come non significa automaticamente cancellare i problemi di Formula Ambiente, il ridimensionamento delle prestazioni o il futuro affidamento del servizio.
E così, quello che sembrava essere il capitolo finale di una lunga guerra politica sul Pef rischia di essere soltanto l'inizio di un'altra partita.
Il Consiglio finalmente arriva al voto
Affinché la seduta straordinaria e urgente potesse svolgersi si é votato con 13 voti favorevoli e 8 astensioni. Tutta l'opposizione si è astenuta, ad eccezione di Alberto Mazzeo e Giovanni Carpinteri. Un dettaglio politico non secondario: Trapani Tua - tranne Annalisa Bianco - ha votato favorevolmente affinché il Pef venisse discusso in aula, per poi esprimere il proprio voto contrario sul Piano.
Carpinteri ha inoltre proposto un ordine del giorno sulla tariffazione puntuale, approvato dal Consiglio, con l'ipotesi di sperimentazioni a Xitta e Villa Rosina, sistemi smart e una diversa organizzazione della raccolta. Proposta che il sindaco Tranchida ha fatto propria.
L'opposizione ha chiesto ai revisori dei conti chiarimenti sulla possibilità di utilizzare risorse diverse dalla Tari e a Petrusa informazioni sullo stato del rendiconto di gestione.
Miceli ha invitato l'amministrazione a fermarsi e a cercare una strada alternativa, citando proprio il rendiconto e la tassa di soggiorno. «Noi agiamo per il bene Comune, non contro qualcuno», ha detto, aggiungendo che l'opposizione ha a cuore il destino di Formula Ambiente, ma anche quello dei lavoratori del centro storico alle prese con il BRT.
Le alternative e il problema dei numeri
Il punto è che le risorse indicate dall'opposizione non sono tutte uguali.
La tassa di soggiorno può concorrere, nei limiti previsti dalla normativa, alla copertura del servizio rifiuti. Ma bisogna dire quanti soldi produce Trapani e quanti possono essere effettivamente destinati a questo scopo.
Il rendiconto, invece, porta con sé il tema dell'avanzo di amministrazione.
E qui la questione è più delicata: l'avanzo è una risorsa accumulata e non può essere trasformato semplicemente nella fonte strutturale per finanziare una spesa corrente che si ripete ogni anno. Può essere utilizzato nei casi e nei limiti previsti dalla legge, ma consumare risparmio per pagare stabilmente il servizio significa rinviare il problema, non risolverlo.
Poi ci sono le indennità della politica. Ridurle o rinunciarvi può produrre economie, può essere senz'altro indice di sobrietà, ma se il Comune riduce o elimina una spesa per indennità, genera un'economia di spesa. Ma anche in questo caso bisogna capire come può essere contabilmente destinata. Peraltro, una rinuncia alle indennità può produrre una somma una tantum, non una fonte strutturale per finanziare il servizio rifiuti negli anni successivi.
Insomma, l'opposizione ha indicato delle strade. Adesso la questione è trasformarle in numeri: quanti euro producono e quanto del costo del servizio riescono realmente a coprire?
Il conto che resta
La maggioranza ha difeso il Pef sostenendo che dietro quei numeri ci sono costi reali: personale, carburante, conferimenti e gestione del servizio.
Vincenzo Abbruscato ha spiegato che, se il Pef fosse stato approvato con le relative tariffe, una famiglia media di quattro persone, in un'abitazione di 100 metri quadrati, avrebbe avuto un aumento di circa 6 euro l'anno.
Per l'amministrazione si tratta di un adeguamento ai costi, non di una scelta discrezionale.
Per l'opposizione, invece, anche quei 6 euro vanno evitati cercando prima risorse alternative.
Il problema è che il costo del servizio non scompare con il voto del Consiglio.
Formula Ambiente, quando un numero diventa una famiglia
Ed è qui che il Pef entra nella vita concreta delle persone.
La rimodulazione del servizio collegata alle minori risorse ha già comportato una riduzione indicata in circa 251 mila euro, con conseguenze su spazzamento, raccolta degli ingombranti e organizzazione della raccolta dell'organico.
Poi ci sono i lavoratori.
La vertenza Formula Ambiente ha messo a rischio 15 posti di lavoro che possono arrivare a 55 nel 2027. Sono già arrivati i primi licenziamenti dei lavoratori a tempo determinato.
Dietro quei quindici numeri ci sono altrettante famiglie. È qui che la discussione sul Pef smette di essere una disputa tra una maggioranza e un'opposizione e diventa una questione sociale.
Il rischio è che il lavoratore finisca per diventare una pedina nella guerra politica sulla Tari: da una parte chi dice che senza Pef saltano posti e servizi, dall'altra chi sostiene che prima bisogna evitare di far pagare ai cittadini l'aumento.
La questione, però, resta: come si tiene insieme il diritto dei cittadini a un servizio efficiente con il diritto dei lavoratori a non perdere il posto?
E dopo Formula Ambiente c'è il nuovo bando
C'è poi un altro pezzo della storia che rischia di rimanere sullo sfondo: il futuro affidamento del servizio da parte della SRR Trapani Nord.
Formula Ambiente non rappresenta infatti l'orizzonte definitivo della gestione dei rifiuti a Trapani. Il contratto è destinato a lasciare spazio al nuovo affidamento, attraverso un bando di dimensioni molto più ampie e di carattere europeo.
È proprio per questo che la fase attuale è delicata.
Il Comune e la SRR devono arrivare al nuovo bando con un servizio sostenibile economicamente, livelli prestazionali definiti e un quadro occupazionale da governare.
Il Pef bocciato oggi si inserisce quindi anche dentro questa transizione. Il rischio è di affrontare il passaggio verso il nuovo affidamento con un servizio già rimodulato e una vertenza occupazionale aperta.
La maggioranza non ha più i numeri
Poi c'è la politica.
Il voto conferma quello che Palazzo Cavarretta aveva già fatto vedere nelle ultime settimane: la maggioranza non ha più numeri autonomi per sostenere tutti gli atti dell'amministrazione.
Le ultime vicende in aula, anche quella delle decadenze, avevano mostrato con particolare evidenza come il Gruppo di Peppe Guaiana e Briale, con le loro scelte in aula, avessero contribuito a rafforzare la maggioranza. Tanto da fare gridare l'opposizione al "tradimento" del leader di Amo Trapani. Sul Pef, oggi, peróGuaiana ha votato contro mentre Briale ha votato a favore.
Sono numeri che raccontano una maggioranza costretta a misurarsi ogni volta con una geometria variabile.
E qui entra anche la responsabilità dell'opposizione.
Bocciare un provvedimento è una prerogativa consiliare. Ma quando quel provvedimento riguarda un servizio essenziale, la responsabilità politica non termina con il voto contrario.
Se il messaggio è «abbiamo impedito di mettere le mani nelle tasche dei trapanesi», il passaggio successivo è inevitabile: quali risorse utilizziamo al posto della Tari e quale livello di servizio garantiamo?
La risposta dovrà arrivare con numeri, non soltanto con dichiarazioni.
FdI: «Tranchida si dimetta»
Ed è proprio sulla tenuta politica dell'amministrazione che Fratelli d'Italia prova ad alzare ulteriormente il livello dello scontro.
In una nota, il partito sostiene che la bocciatura del Pef non sia una semplice difficoltà tecnica o procedurale, ma abbia «un evidente rilievo politico».
La domanda posta dai meloniani è quindi quella sulla maggioranza che dovrebbe sostenere Tranchida: «Con quale maggioranza il sindaco Tranchida intenda proseguire l'azione amministrativa» e con quale prospettiva politica affrontare le conseguenze del voto.
Da qui la richiesta di dimissioni. Secondo FdI, Pef e bilancio rappresentano ormai due nodi che mettono in discussione la capacità della maggioranza di sostenere gli atti fondamentali dell'amministrazione.
Il Pef, dunque, diventa anche un referendum — tutto politico, naturalmente — sulla tenuta della giunta Tranchida.
La partita è appena cominciata
Alla fine restano dodici no e nove sì.
L'opposizione porta a casa il voto che voleva: il Pef non passa e la Tari collegata non viene approvata.
La maggioranza porta a casa, suo malgrado, un problema che non può essere risolto con un'altra votazione: il costo dei rifiuti rimane.
E rimangono i lavoratori di Formula Ambiente, il servizio da garantire, il nuovo bando della SRR da preparare e una maggioranza che, numeri alla mano, non può più dare per scontato il sostegno dell'aula.
Il sipario è calato su una scena ma i personaggi sono ancora tutti sul palco. Pronti per un nuovo capitolo sulle decadenze.
Il Pef è stato bocciato. Il problema che il Pef doveva risolvere, invece, è ancora lì.
Se c'è un territorio che più di ogni altro rappresenta la crescita del traffico marittimo in Sicilia occidentale nel 2026, questo è senza dubbio l'arcipelago delle Egadi. I dati relativi al periodo compreso...
A Trapani le elezioni comunali sono previste nel 2028, alla scadenza naturale dell’amministrazione, ma la partita politica è già aperta. L’annuncio di Mimmo Fazio imprime un’accelerazione al confronto sul futuro di...
La bocciatura del Piano economico finanziario dei rifiuti apre una nuova fase nella crisi politica del Comune di Trapani. Dopo il voto contrario espresso dal Consiglio comunale nella seduta del 5 ottobre, anche Sinistra Futura interviene nel...
È una delle forme più comuni di comunicazione locale. Esci di casa al mattino e trovi un foglio attaccato accanto all’ingresso: l’acqua verrà interrotta, sarà vietato parcheggiare, sono...