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06/10/2026 20:55:00

Crisi in Sicilia, Schifani: "Sto valutando le decisioni da assumere"

Adesso lo scontro dentro Forza Italia in Sicilia è pubblico. Dopo le parole del commissario regionale Nino Minardo, che ha chiesto un «cambiamento netto» e una «proposta politica completamente nuova», arriva la replica del presidente della Regione Renato Schifani. Ed è una risposta tutt’altro che rituale.

«Prendo atto delle dichiarazioni dell'onorevole Minardo. In queste ore sto valutando, con senso di responsabilità, le decisioni da assumere, che comunicherò a breve», ha dichiarato Schifani nella serata del 6 ottobre. 

Il governatore non specifica quali siano le decisioni al vaglio. Non parla esplicitamente di dimissioni, e sarebbe dunque prematuro attribuirgli questa intenzione. Ma il tono della dichiarazione segnala che il confronto interno al partito ha raggiunto un livello nuovo.

 

Minardo: «La politica non può far finta di nulla»

 

La scintilla è arrivata il giorno precedente, durante una riunione a porte chiuse a Palermo tra Minardo e i segretari provinciali di Forza Italia.

Il commissario regionale aveva mantenuto una linea garantista sulle vicende giudiziarie, ma aveva aggiunto una valutazione politica molto netta: «Siamo garantisti, sempre e comunque, e non entriamo nel merito delle singole vicende. Ma la politica non può far finta di nulla».

Da qui la richiesta di «un atto di responsabilità politica, un cambiamento netto e una proposta politica completamente nuova». 

Parole pronunciate mentre sulla Regione pesa il nuovo caso giudiziario che coinvolge Gaetano Armao, ex vicepresidente della Regione ed ex presidente della Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali. La Procura di Palermo ha chiesto per Armao la custodia cautelare nell'ambito dell'inchiesta per corruzione. Dopo avere appreso dell'indagine, Armao ha lasciato anche l'incarico di consigliere giuridico di Schifani. 

 

Oggi Minardo ha rincarato: «Nuove idee e nuovi protagonisti»

 

Nelle ultime ore Minardo è tornato sulle proprie dichiarazioni, rendendo ancora più esplicito il messaggio politico.

Il commissario siciliano di Forza Italia ha sostenuto che il «buon governo di Renato Schifani» non debba essere offuscato dalle vicende giudiziarie che ruotano attorno alla Regione, ma proprio per questo ha ribadito la necessità di un «atto di responsabilità» e di «nuove idee e nuovi protagonisti». Ha inoltre precisato che la richiesta di cambiamento, a suo dire, non sarebbe una posizione personale, ma un'esigenza maturata nel partito dopo mesi di confronto. 

È questo passaggio a rendere più delicata la partita. Perché il tema non è più soltanto l'organizzazione territoriale di Forza Italia, ma inevitabilmente anche la prospettiva politica verso le Regionali del 2027.

 

Fino a pochi giorni fa Schifani separava l'inchiesta dal governo

 

Soltanto il 3 ottobre Schifani aveva cercato di tenere nettamente separata la vicenda Armao dall'azione dell'esecutivo.

Parlando a Messina, aveva richiamato la presunzione di non colpevolezza e sostenuto che l'inchiesta non avesse «nulla a che fare con l'attività del governo regionale». 

Tre giorni dopo, però, il problema è diventato politico e interno allo stesso partito del presidente.

Minardo non contesta direttamente l'operato amministrativo di Schifani, anzi ne rivendica i risultati. Ma quando parla di una proposta «completamente nuova» e di «nuovi protagonisti», il tema della futura candidatura alla presidenza della Regione diventa difficile da eludere.

 

Il precedente di Fratelli d'Italia

 

Il confronto arriva, peraltro, dopo che già ad agosto il commissario regionale di Fratelli d'Italia Luca Sbardella aveva spiegato che il partito non poneva veti a una ricandidatura di Schifani, ma aveva anche avvertito che, qualora fosse stata proprio Forza Italia a mettere in discussione il presidente uscente, FdI sarebbe stata pronta a proporre candidature alternative. 

Ed è proprio Forza Italia, adesso, ad aprire formalmente la discussione.

 

Che cosa può succedere adesso

 

Per il momento c'è una sola certezza: Schifani ha annunciato una decisione a breve, senza specificarne la natura.

Può riguardare gli equilibri interni al partito, i rapporti con il commissario regionale, la futura candidatura o più in generale la prosecuzione della legislatura. Qualunque interpretazione ulteriore, al momento, resta un'ipotesi.

Ma quello che fino a ieri era un malessere raccontato soprattutto attraverso indiscrezioni è ormai diventato un confronto dichiarato. E, con le Regionali del 2027 sempre più vicine, la questione che si apre dentro Forza Italia è semplice quanto politicamente pesante: il partito considera ancora Schifani il proprio candidato per il prossimo giro?

La risposta, a questo punto, potrebbe arrivare molto prima del previsto.