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06/10/2026 08:00:00

Mazara, il Tiro a Segno compie 30 anni: "Non siamo mai stati soltanto un poligono"

Ci sono date che vanno oltre il semplice calendario. Per il Tiro a Segno Nazionale – Sezione di Mazara del Vallo, il 6 ottobre 2026 rappresenta un traguardo importante: trent'anni dal battesimo ufficiale della struttura, avvenuto il 6 ottobre 1996.

Ma le radici della Sezione affondano ancora più indietro, nel 1987, quando tutto era ancora un'idea, una passione e un progetto da costruire attraverso sacrifici, determinazione e caparbietà.

A ricordare questo lungo percorso è il presidente Antonino Alagna, che in occasione del trentennale ha voluto rivolgere un messaggio a soci, istruttori, amici e a tutte le persone che, negli anni, hanno contribuito alla crescita della realtà mazarese.

«Questo Poligono è una parte della mia vita»

«Da allora ho continuato a prendermi cura del nostro Tiro a Segno con la stessa attenzione e dedizione come fosse sempre il primo giorno», racconta Alagna.

Per il presidente, infatti, il tiro a segno non è mai stato soltanto un'attività sportiva o una consuetudine.

«Perché il tiro a segno, per me, non è mai diventato una semplice abitudine o un'attività come tante altre. Questo Poligono è una parte della mia vita».

Trent'anni durante i quali sono cresciute strutture e attrezzature, ma soprattutto si sono consolidati rapporti umani.

«La cosa più importante che abbiamo costruito siete voi»

«Guardandomi indietro – sottolinea Alagna – penso che la cosa più importante che abbiamo costruito in questi anni non siano state soltanto le strutture, le attrezzature o le linee di tiro. La cosa più importante siete VOI».

Nel corso di tre decenni sono passate dal Tiro a Segno generazioni di persone: ragazzi diventati adulti, famiglie, sportivi, istruttori, professionisti e amici.

«Abbiamo condiviso gare, allenamenti, corsi, soddisfazioni e anche momenti difficili. Ma soprattutto abbiamo costruito rapporti umani e amicizie vere, alcune delle quali sono andate ben oltre le linee di tiro».

Una comunità oltre il poligono

È proprio il senso di comunità, secondo il presidente, a rendere speciale la storia della Sezione.

«Non siamo mai stati soltanto un poligono. Siamo diventati una comunità».

Una comunità composta da persone con storie e percorsi differenti, ma unite dalla passione per il tiro a segno e dalla possibilità di condividere un ambiente nel quale sport, formazione, disciplina, sicurezza e socialità possono convivere.

Un patrimonio umano che rappresenta forse il risultato più importante di questi trent'anni.

Il ricordo di chi non c'è più

Nel messaggio di Alagna c'è spazio anche per il ricordo dei soci e degli amici che nel corso degli anni sono venuti a mancare.

«Sono persone che hanno fatto parte della nostra storia e che continuano a vivere nei nostri ricordi, nelle fotografie e nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerle».

Una memoria che si intreccia con quella della Sezione e che accompagna il traguardo dei trent'anni.

Il grazie a soci, istruttori e forze di polizia

L'anniversario diventa così soprattutto un'occasione per dire grazie a chi ha contribuito, giorno dopo giorno, alla vita del Tiro a Segno.

«Grazie ai nostri Soci: a chi ci accompagna da tanti anni e a chi ha appena iniziato il proprio percorso con noi», scrive Alagna.

Un ringraziamento va anche agli Istruttori, per la competenza, l'esperienza e la passione messe quotidianamente a disposizione.

Il presidente rivolge inoltre un pensiero alle Guardie Particolari Giurate e agli Agenti di Polizia Locale, che attraverso le loro attività istituzionali condividono con la Sezione percorsi di formazione, addestramento e momenti importanti.

«Contribuiscono alla crescita e alla sicurezza della nostra realtà e di tutti quelli che ne fanno parte», sottolinea Alagna.

Un ringraziamento speciale ad Alessandra

Tra i ringraziamenti c'è anche quello rivolto agli amici che hanno accompagnato la Sezione nel corso degli anni e, in particolare, ad Alessandra.

«Il cui lavoro e il cui impegno rappresentano un sostegno fondamentale per la nostra Sezione e per la quotidiana gestione delle tante attività», evidenzia il presidente.

«Trent'anni sono tanti, ma sono anche un punto di partenza»

Il trentennale non viene però vissuto soltanto come un momento per celebrare il passato.

«Trent'anni sono tanti. Sono trent'anni di lavoro, sacrifici, soddisfazioni, amicizie e ricordi», scrive Alagna.

Ma un anniversario, aggiunge, «non deve essere soltanto un'occasione per guardare indietro. Deve essere anche un punto di partenza».

Lo sguardo è quindi rivolto al futuro, con la volontà di continuare a costruire, migliorare e lasciare qualcosa alle nuove generazioni.

«Io c'ero»

Il messaggio del presidente si chiude con un'immagine legata al futuro della Sezione.

L'auspicio è che, tra altri trent'anni, qualcuno possa guardarsi indietro e dire semplicemente: «Io c'ero».

E possa raccontare alle nuove generazioni la storia di quel Tiro a Segno che nel 1996 iniziava ufficialmente il proprio cammino e che, anno dopo anno, è diventato una realtà profondamente radicata nel territorio.

«Perché finché ci saranno persone disposte a dedicare tempo, passione e cuore a questa realtà, la nostra storia continuerà».

E proprio qui, conclude Antonino Alagna, sta forse il significato più bello di questi trent'anni: «Non celebrare soltanto ciò che siamo stati, ma continuare a costruire ciò che saremo».