×
 
 
07/10/2026 12:01:00

Alcamo,  furto di schede per il carburante. Condanna definitiva per un carabiniere

La Cassazione mette la parola fine alla vicenda delle schede carburante sparite dalla compagnia dei carabinieri di Alcamo. Un ex brigadiere è stato condannato in via definitiva per essersi appropriato, tra il 2015 e il 2017, di carburante dell’amministrazione militare per un valore di oltre 8 mila euro.

Protagonista della vicenda è Giuseppe Capobianco, 62 anni, ex brigadiere dell’Arma in servizio ad Alcamo. La Suprema Corte ha respinto i motivi presentati dalla difesa, rendendo definitiva la condanna.

 

Le schede carburante scomparse

 

L’inchiesta era partita quando, durante alcuni controlli amministrativi all’interno della compagnia, era stata rilevata l’assenza di numerose schede magnetiche utilizzate per il rifornimento dei mezzi militari.

Secondo quanto ricostruito nel corso del procedimento, le irregolarità riguardavano oltre un centinaio di schede e diversi rifornimenti di gasolio e benzina. Il valore complessivo del carburante contestato all’ex militare è stato quantificato in 8.137,63 euro.

Agli atti del processo sono finiti verbali, documentazione contabile, testimonianze e intercettazioni telefoniche.

 

La difesa: “Le schede erano accessibili anche ad altri”

 

Uno dei punti sollevati dai legali di Capobianco riguardava proprio la gestione delle carte carburante. Secondo la difesa, infatti, anche altri militari avrebbero potuto accedere alle schede, custodite in un armadio, e alcune anomalie potevano essere riconducibili a errori nella contabilità o nella rendicontazione dei rifornimenti.

La Cassazione ha però ritenuto che queste circostanze fossero già state valutate adeguatamente dai giudici di merito.

Per la Suprema Corte, il quadro probatorio non poggiava esclusivamente sulla disponibilità materiale delle schede, ma su un insieme di elementi: il sistema delle funzioni affidate al brigadiere, la gestione dei rifornimenti, la documentazione acquisita e le risultanze delle intercettazioni.

 

Respinto il ricorso

 

Secondo la Cassazione, dunque, la ricostruzione compiuta nei precedenti gradi di giudizio è risultata coerente e sufficientemente motivata.

Non è stata considerata decisiva neppure la circostanza che i registri non fossero tenuti con assoluta regolarità: per i giudici, le eventuali carenze amministrative non erano tali da ribaltare il complesso degli elementi raccolti durante le indagini.

Il ricorso è stato quindi rigettato. Per l’ex brigadiere la condanna diventa definitiva e arriva anche l’obbligo di pagare le spese processuali.

Una storia cominciata con qualche scheda carburante che non tornava nei conti della caserma e terminata, quasi dieci anni dopo, davanti ai giudici della Cassazione.