Quattro ore in aeroporto non sono esattamente il modo migliore per cominciare un viaggio. È quanto accaduto lunedì 5 ottobre ai passeggeri del volo Ryanair FR8916 da Trapani a Roma Fiumicino, partito da Birgi con un pesante ritardo.
Il collegamento avrebbe dovuto lasciare Trapani alle 11:25 e arrivare a Roma alle 12:40. L’aereo, invece, è decollato soltanto intorno alle 15:56, atterrando a Fiumicino alle 16:44.
Risultato: oltre quattro ore di ritardo all’arrivo e, per molti passeggeri, una giornata completamente riscritta.
Ore di attesa a Birgi
Nel terminal di Trapani l’attesa si è inevitabilmente allungata. Appuntamenti, coincidenze, impegni di lavoro e programmi personali sono saltati mentre il volo continuava a non partire.
È il genere di ritardo che trasforma un collegamento nazionale di poco più di un’ora in una piccola odissea aeroportuale.
E oltre al disagio c’è adesso anche il tema dei diritti dei passeggeri.
Può scattare la compensazione di 250 euro
Il Regolamento europeo sui diritti dei passeggeri prevede, per i voli fino a 1.500 chilometri, una compensazione di 250 euro quando il viaggiatore raggiunge la destinazione finale con almeno tre ore di ritardo.
Non si tratta però di un automatismo assoluto.
La compensazione non è dovuta se la compagnia riesce a dimostrare che il ritardo è stato provocato da circostanze eccezionali, cioè da eventi che non avrebbero potuto essere evitati neppure adottando tutte le misure ragionevoli.
Al momento non risulta una comunicazione ufficiale di Ryanair che chiarisca pubblicamente la causa dello slittamento del volo del 5 ottobre.
Se non emergeranno circostanze eccezionali, quindi, i passeggeri potranno chiedere alla compagnia la compensazione prevista dalla normativa europea.
Non basta il ritardo alla partenza
Un dettaglio importante: ai fini dell’indennizzo conta soprattutto il ritardo con cui si arriva alla destinazione finale, non semplicemente quello accumulato al momento del decollo.
Nel caso del Trapani-Roma di lunedì, l’arrivo era programmato alle 12:40 e l’aereo è giunto a Fiumicino intorno alle 16:44: uno scarto di circa quattro ore.
Abbastanza per rovinare una giornata. E, salvo spiegazioni diverse della compagnia, anche per aprire la strada alla richiesta dei 250 euro previsti dalle regole europee.