"Solo mazze, niente video". Ronde, raid e falsi allarmi: cresce la psicosi a Marsala
«Niente video, niente cellulari, solo mazze». Nei gruppi social di Marsala, dopo la spedizione punitiva di martedì sera, c’è chi invita a organizzare nuove ronde e suggerisce come evitare di lasciare tracce delle violenze.
Nella zona sud della città si sta raggiungendo un clima assurdo, da una parte ci sono persone che hanno effettivamente subito furti e hanno paura, dall'altra c'è chi alimenta con false notizie il panico, poi c'è chi organizza spedizioni punitive, come se fossimo nel far west.
Intanto rimbalzano avvistamenti senza riscontro e false notizie, compresa quella di un tentato rapimento di un bambino. Oltre ad identikit con tanto di foto dei presunti ladri.
Il rischio è che la situazione sfugga di mano. Perché nello stesso flusso si mescolano la paura reale dei residenti, le segnalazioni da verificare e gli inviti a uscire con i bastoni. E ormai sembra che anche camminare a piedi la sera nella zona sud possa bastare per essere indicati come sospetti.
Il raid di martedì Dopo quanto accaduto martedì 6 ottobre, il pericolo di nuove violenze è concreto. Tra Bambina e Ventrischi più di dieci persone su almeno quattro auto avrebbero inseguito un furgoncino. I video mostrano bastonate contro il mezzo e un uomo aggredito. Il furgoncino è stato poi incendiato nei pressi dell’autoparco comunale di Ponte Fiumarella. Il coinvolgimento delle persone aggredite nei furti resta da accertare.
I gruppi social il giorno dopo il raid punitivo di martedì sono infuocati. C'è chi si sarebbe organizzato con le ronde, nonostante l'eco del raid della sera prima e le indagini dei carabinieri. Alcuni commenti anonimi raccolti nei gruppi non chiedono più controlli. Invitano ad agire, preoccupandosi soprattutto delle conseguenze per chi partecipa alle ronde.
«Per chi fa le ronde: tutelatevi, non fate video. Fate quello che dovete fare e andate. Con i video date a loro la possibilità di denunciare», scrive un utente.
Un altro è più esplicito: «Niente video, niente cellulari, solo mazze». E ancora: «Non usate telefoni e fate quello che si deve fare, in bocca al lupo».
Il problema, per chi scrive, sembra essere la prova della violenza anziché la violenza stessa. Il suggerimento è di non filmare perché le persone aggredite potrebbero denunciare.
Tra gli utenti compare anche qualcuno che si firma «W il duce», e ovviamente inneggia alle spedizioni punitive. Non sappiamo chi ci sia dietro questi profili né se alle parole siano seguite azioni. Ma gli inviti non lasciano molto spazio alle interpretazioni.
«Siamo in quattro». «Vi raggiungiamo»
La sera i gruppi diventano punti di incontro per chi dichiara di essere in strada.
«Noi siamo in giro in quattro». «In che zona? Vi raggiungiamo». «Come posso unirmi a voi ragazzi? Dove vi trovo?».
Le risposte indicano luoghi precisi: «Siamo in via Cafiso», a Petrosino. Oppure: «Noi siamo in giro in otto, zona Ventrischi». Qualcuno annuncia: «Noi stasera siamo in guardia».
I messaggi mostrano tentativi di coordinare le ronde, anche se non permettono di verificare quante persone siano effettivamente in giro e cosa facciano.
I presunti ladri, avvistati ovunque
Intanto continuano le segnalazioni: «Visti in via Cafiso», «Sono a Ciancio», «Visti in via Salemi». Arrivano contemporaneamente, senza elementi che permettano di capire se si parli delle stesse persone, di episodi diversi o di equivoci.
Poi basta ancora meno: «Ci sono persone a piedi a Bambina».
Persone a piedi. Nessun tentativo di furto descritto, nessuna minaccia, nessuna intrusione. La presenza stessa di qualcuno diventa motivo di allarme.
Un altro messaggio racconta bene il meccanismo: «Io non ne sono certa, ma nel gruppo WhatsApp stanno dicendo che sono di nuovo a contrada Bambina e hanno sentito pure spari».
Chi scrive ammette di non sapere e rilancia qualcosa letto altrove. Quel commento non dimostra che siano stati esplosi colpi d’arma da fuoco, ma intanto la voce continua a circolare. E la paura cresce, assieme alla psicosi.
Il falso allarme del bambino da rapire
In questo clima ovviamente circolano tante notizie false. Comee quella di due persone su un furgone che avrebbero tentato di rapire un bambino.
Il racconto cambia a ogni passaggio: per qualcuno era un bambino, per altri una bambina. C’era chi parlava di un furgone nero, chi collocava l’episodio fuori dalla scuola di piazza Caprera e chi alla fermata di un autobus.
Alla fine era un falso allarme. Ma nel frattempo la storia, divulgata sui social, aveva già creato panico.
Le versioni discordanti non hanno fermato le condivisioni. Una voce su un presunto rapimento, dentro una comunità già spaventata, ha aggiunto paura alla paura e nuovi sospetti contro persone e mezzi di passaggio.
C’è chi ha paura davvero
«Ragazzi, ci sono novità? Stasera ci saranno nuove ronde? Sono notti che non dormo», domanda un utente.
Questa paura va ascoltata. Chi teme intrusioni nella propria casa ha bisogno di risposte, controlli e informazioni attendibili. Ma nei gruppi trova anche racconti contraddittori, allarmi senza riscontro e persone che invitano a impugnare le mazze.
L’appello di Tp24: aiutateci ad aiutarvi
Sui social e nelle chat WhatsApp sembra che Marsala sia sotto assedio. Si organizzano ronde, si pubblicano foto di sconosciuti, si lanciano cacce all'uomo. Siamo arrivati persino a un furgone incendiato e un pestaggio. Ma quanti furti e quante rapine sono avvenuti davvero? Tp24 vuole fare chiarezza. E chiede l'aiuto dei cittadini.
Avete subito un furto, una rapina, un tentativo di effrazione? Segnalatecelo! Vogliamo raccogliere e mappare tutti gli episodi, verificare i fatti e capire cosa sta accadendo realmente a Marsala.
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