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09/10/2026 08:46:00

Antonini, Quinci passa alla querela: nel mirino post e dirette Facebook

Questa volta, al centro dell’iniziativa legale non ci sono le bollette dello stadio. Ci sono le parole di Valerio Antonini. Il Libero Consorzio Comunale di Trapani ha autorizzato la presentazione di una denuncia-querela alla Procura della Repubblica di Trapani nei confronti del presidente della società granata, chiedendo accertamenti sui contenuti delle sue dirette Facebook e dei suoi post. La proposta è stata approvata dal presidente Salvatore Quinci.  

La decisione è contenuta nel decreto presidenziale numero 207 del 25 settembre 2026. Un nuovo fronte nel contenzioso sullo Stadio Provinciale: alle controversie economiche e contrattuali si aggiunge adesso l’iniziativa dell’Ente a tutela della propria reputazione.  

 

Dirette e post: cosa contesta il Libero Consorzio

 

Il documento parte dalla gestione dello Stadio Polisportivo Provinciale, situato a Erice e di proprietà dell’ex Provincia, e dai rapporti economici e contrattuali con la F.C. Trapani 1905. È in questo contesto, ricostruiscono gli uffici, che sul profilo Facebook riconducibile ad Antonini sono stati diffusi numerosi contenuti riguardanti l’operato dell’Ente, dei suoi organi e dei suoi funzionari.  

Il decreto distingue le dirette realizzate e condotte personalmente da Antonini, secondo quanto riferito dall’Avvocatura, dai post scritti e pubblicati sullo stesso profilo, anche accompagnati da immagini, titoli, didascalie e documenti amministrativi o giudiziari. Non viene quindi richiamato soltanto un singolo intervento, ma una pluralità di contenuti audiovisivi e testuali.  

La valutazione dell’Ente è espressa con una formula precisa: quei contenuti appaiono «potenzialmente lesivi dell’onore, della reputazione e della credibilità istituzionale» del Libero Consorzio. In alcuni passaggi, aggiunge il documento, sembrano contenere accuse ed espressioni offensive anche nei confronti di amministratori e dirigenti individuabili. È la valutazione posta alla base della querela, non un accertamento della magistratura.  

 

Il mandato agli avvocati dell’Ente

 

Il provvedimento riferisce che la necessità di tutelare l’immagine, la reputazione e gli interessi del Libero Consorzio è stata espressamente indicata dal presidente. Da qui la decisione di rivolgersi alla Procura, chiedendo di verificare i contenuti diffusi da Antonini.  

L’incarico è affidato a Giovanni Scaminaci, responsabile dello Staff Affari legali e Avvocatura, e a Vincenza Argento, funzionario avvocato dello stesso ufficio. I due legali potranno rappresentare l’Ente congiuntamente o separatamente, anche nelle eventuali azioni e fasi di giudizio connesse, previo conferimento della procura da parte del presidente.  

Non una risposta affidata a un’altra diretta, dunque, ma un mandato agli uffici legali. Il Libero Consorzio sceglie di portare la questione davanti alla magistratura.

 

Pochi giorni prima, il ricorso cautelare respinto

 

Il decreto arriva quattro giorni dopo un altro passaggio della vicenda. Il 21 settembre, il giudice civile Carlo Maria Bucalo aveva respinto tutte le domande del ricorso cautelare presentato dalla F.C. Trapani 1905 nell’ambito del contenzioso sul Provinciale. Si tratta di una decisione distinta dalla nuova iniziativa sui contenuti social.

La società chiedeva, tra l’altro, la sospensione del canone pieno di 256.500 euro oltre IVA, la determinazione di un importo provvisorio ridotto e il blocco delle iniziative dell’Ente contro la permanenza del club nell’impianto. Chiedeva inoltre un accertamento tecnico sulle opere di ristrutturazione e sull’incremento di valore che avrebbero prodotto per il patrimonio pubblico. 

Il magistrato aveva definito la domanda sul canone «non facilmente intellegibile», spiegando poi perché, nelle possibili interpretazioni, non potesse essere accolta in quella sede. Quanto alla perizia, aveva giudicato la richiesta «assolutamente esplorativa». 

Uno dei passaggi più significativi riguardava i documenti: a sostegno dei lavori indicati genericamente, il Trapani aveva prodotto soltanto due fatture predisposte dalla stessa società nei confronti del Libero Consorzio. Il giudice chiedeva invece interventi descritti analiticamente e documentati, anche attraverso fatture delle imprese esecutrici, elaborati tecnici, collaudi e computi metrici. 

Quel rigetto, però, non ha deciso definitivamente chi abbia ragione su tutti i debiti e i crediti dello stadio. Nel provvedimento, le opposizioni ai decreti ingiuntivi per canoni e utenze risultavano ancora pendenti, insieme alle richieste della società di riconoscere un proprio credito per i lavori.