Dopo l’11 settembre 2001, il pianeta Terra ha conosciuto il 7 ottobre 2023. Una delle principali conseguenze degli attentati alle Torri Gemelle è stata la guerra in Afghanistan, iniziata anch’essa il 7 ottobre, con l’offensiva contro il territorio controllato dai talebani da parte delle forze afghane a loro ostili dell’Alleanza del Nord. Gli Stati Uniti e la NATO fornirono, nella fase iniziale, supporto tattico, aereo e logistico. Dopo la conquista di Kabul, le truppe occidentali incrementarono la propria presenza anche sul territorio, per sostenere il nuovo governo afghano.
Dopo quasi vent’anni, nel 2021, con la fallimentare idea di esportare la democrazia, siamo fuggiti, riconsegnando il Paese ai talebani.
Tre anni fa, l’organizzazione terroristica Ḥamās, considerata tale da Israele, dagli Stati Uniti, dall’Unione europea, dal Regno Unito, dal Canada, dall’Australia, dal Giappone e da altri Paesi, ha ucciso 859 civili israeliani, 278 soldati e 57 membri delle forze dell’ordine nei dintorni della Striscia di Gaza.
La conseguenza è stata che, l’indomani, Israele ha dichiarato lo stato di guerra, indicando come obiettivi ufficiali la liberazione degli ostaggi e la distruzione di Hamas. A questi si è aggiunta, nei fatti, l’occupazione militare della Striscia di Gaza, con prospettive di permanenza che hanno alimentato timori e controversie internazionali.
Come se il governo italiano avesse deciso di bombardare Napoli, la Sicilia e la Calabria per debellare la camorra, la mafia e la ’ndrangheta.
Al 31 marzo di quest’anno, una Commissione internazionale indipendente d’inchiesta dell’ONU sui territori palestinesi occupati, compresa Gerusalemme Est, e su Israele aveva esaminato le violazioni e i crimini commessi contro i bambini palestinesi. Le operazioni delle forze di sicurezza israeliane hanno provocato gravi danni fisici e psicologici: almeno 20.179 bambini sono morti e altri 44.143 sono rimasti feriti. E si parla soltanto di loro.
La Striscia è ormai quasi dimenticata, complice una pseudo-tregua. Ma le conseguenze del 7 ottobre sono ancora vive.
Vittorio Alfieri