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10/10/2026 06:00:00

Marsala e Petrosino dopo i tornado: case distrutte, scuola devastata, tragedia sfiorata

Il vortice sta inghiottendo un furgone. Dentro ci sono degli operai, uno prega: “Ave Maria, piena di grazia”. Poche centinaia di metri più in là c’è una casa con una bella verandina, il tetto in tegole: è intatta. Accanto, una villetta devastata. Una donna urla: “Abbiamo perso tutto”.

 

I bambini della scuola di Terrenove hanno appena finito la prima ora. La scuola trema, le finestre vengono sradicate, la tromba d’aria entra e devasta tutto. I bambini piangono, hanno paura. Le insegnanti fanno scudo. Il tornado fa qualche altro metro. Poi si dissolve. Lasciando dietro di sé paura e devastazione. Il cielo torna azzurro, e fa caldo.

L’immagine che resta dalla scuola, nel tardo pomeriggio di ieri, quando le telecamere sono spente e la passerella di politici è terminata, è questa: una sedia, infilzata nella ringhiera esterna della scuola. La tromba d’aria l’ha portata fin lì. Come il simbolo di una scuola messa sottosopra, che chissà quando i bambini potranno rivedere.

Ma è andata bene così, dicono tutti. Perché tra auto scaraventate, case devastate, scuole distrutte, le due trombe d’aria che si sono abbattute ieri, venerdì 9 ottobre, tra Marsala e Petrosino potevano davvero causare una tragedia.

 

 

Alle prime luci dell’alba il fronte temporalesco si palesa tra le isole Egadi. Davanti a Favignana si formano due trombe d’aria, una più grande e una più piccola. Si dirigono entrambe verso Marsala. Alle 8 sembrava essere un fenomeno “pittoresco”. Volteggiano in mare e vanno verso sud.

All’altezza di Petrosino la più grande vira verso l’entroterra, attraversa Biscione e punta verso Terrenove Bambina. Sono passate da poco le nove. L’altra tromba d’aria prosegue la sua corsa verso sud, dove colpisce un’azienda ittica di Petrosino, nei pressi di Torrazza.

Cominciano le chiamate ai soccorsi. I vigili del fuoco intervengono con cinque squadre, vengono disposti rinforzi da Palermo e Agrigento. Le strade si riempiono di detriti, pali abbattuti, mezzi rovesciati. La Statale 115 viene bloccata all’altezza di Terrenove.

 

Scene da film

Una casa intatta, quella accanto distrutta. È una delle immagini più impressionanti lasciate dal passaggio dei vortici. In pochi metri cambia tutto: da una parte una veranda ancora al suo posto, dall’altra stanze esposte, tetti strappati, ciò che resta di un’abitazione.

“Ho perso tutto, ma siamo vivi”, dice una signora. È il sollievo di essere sopravvissuti insieme alla disperazione di guardare la propria casa e non riconoscerla più.

Non c’è soltanto la scuola nelle immagini di questa giornata. Ci sono le abitazioni, le famiglie, le attività economiche devastate. Persone che al mattino avevano una casa e un luogo di lavoro e che poche ore dopo devono capire da dove ricominciare.

A Petrosino un’automobile finisce in un burrone: vengono soccorse le due persone a bordo. Il vortice investe il Centro comunale di raccolta dei rifiuti, dove rimangono feriti due operai. Allo stadio viene abbattuto il muro di cinta.

 

La scuola e la paura dei bambini

Alla De Gasperi-De Vita di Terrenove Bambina il tornado arriva mentre si fa lezione. I bambini piangono, hanno molta paura. Intorno a loro la scuola trema, saltano finestre e infissi, i vetri si infrangono.

Il personale cerca di mettere al riparo gli alunni all’interno dell’edificio. Fuori, durante il passaggio del vortice, non si può andare.

Dopo restano i locali devastati, gli arredi rovesciati, le aperture senza più finestre. E quella sedia infilzata nella ringhiera, portata lì dalla forza del vento.

Gli alunni della scuola interessate sono 273: 93 alla primaria e 180 alla scuola di contrada Terrenove. Nessun bambino risulta disperso: le notizie circolate nelle prime ore vengono smentite.

Per il plesso danneggiato non c’è ancora una stima dei danni. 

I feriti

Non risultano vittime, ma ci sono feriti e persone che hanno bisogno di assistenza anche per lo shock.

Al pronto soccorso di Marsala si presentano complessivamente dieci persone. Le 1due bambini restano in osservazione per precauzione, mentre gran parte degli altri pazienti è stata dimessa dopo gli accertamenti.

Tra i cinque adulti arrivati al presidio marsalese, uno viene ricoverato e successivamente trasferito all’ospedale Civico di Palermo.

A Mazara del Vallo il caso più serio riguarda un uomo di 70 anni, arrivato in codice rosso con fratture multiple. È vigile e cosciente, viene stabilizzato e viene disposto il trasferimento al trauma center di Villa Sofia, a Palermo. Una donna riporta un trauma lieve alla caviglia.

Il sindaco di Petrosino Giacomo Anastasi riferisce di quattro feriti lievi, tra i quali i due operai del Centro comunale di raccolta. I dati comunicati dai diversi presidi e dai Comuni possono sovrapporsi e non vanno sommati automaticamente.

A Marsala viene attivato il Peimaf, il piano ospedaliero per il massiccio afflusso di feriti. Predisposto anche il supporto psicologico.

La conta dei danni

I danni sono tanti ed enormi. Non riguardano soltanto gli edifici scolastici. Molte case sono state danneggiate, alcune distrutte. Ci sono attività economiche devastate, strutture lesionate, tetti scoperchiati.

A Petrosino, secondo una prima stima ancora da verificare, sarebbero una cinquantina le abitazioni danneggiate. Il sindaco Anastasi riferisce anche di case in calcestruzzo distrutte.

Non è ancora possibile quantificare il costo complessivo dei danni. I sopralluoghi devono stabilire quali immobili siano agibili, quali abbiano bisogno di interventi e quali non possano più essere utilizzati.

Operai dell’Enel e vigili del fuoco lavorano per rimuovere i pali divelti e liberare le strade. Si registrano problemi anche alla circolazione ferroviaria. Il passaggio del vento è finito, ma la messa in sicurezza continua.

Per Antonio Parrinello, responsabile della Protezione civile, si può parlare di tragedia sfiorata. “È la conferma che il clima è impazzito e che dobbiamo farci trovare pronti a questi eventi estremi. C’è stato un ottimo coordinamento”, afferma.

 

Gli sfollati

“Ho perso tutto, ma siamo vivi”. Le parole della signora raccontano anche il problema che arriva dopo: dove andare, quando la propria casa non è più abitabile.

I Comuni di Marsala e Petrosino si stanno adoperando per trovare alloggi alle persone che non possono rientrare. Il numero degli sfollati resta da definire, perché dipende anche dall’esito delle verifiche sugli edifici.

A Petrosino è stato attivato il Centro operativo comunale per coordinare l’emergenza. Convocata anche una riunione in Prefettura.

A Marsala la Questura ha mappato le aree colpite per predisporre le misure contro lo sciacallaggio e proteggere le abitazioni rimaste vuote.

 

Lo stato di emergenza

Oggi il presidente della Regione Renato Schifani sarà a Marsala e Petrosino per visitare le zone colpite. Ieri sono arrivati gli assessori regionali Alessandro Aricò e Mimmo Turano, insieme a numerosi esponenti politici. Ora, dopo i sopralluoghi, servono risposte per chi ha perso la casa, per le attività danneggiate e per la scuola.

Il Comune di Marsala ha annunciato la richiesta dello stato di emergenza. Schifani ha incaricato il capo della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, di coordinarsi con le amministrazioni locali per gli interventi immediati.

Alla De Gasperi-De Vita, la sindaca Andreana Patti e Turano hanno avuto un colloquio telefonico con il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.

Oggi scuole chiuse a Marsala

Intanto, oggi, sabato 10 ottobre, tutte le scuole di Marsala restano chiuse, pubbliche e private, compresi nidi e scuole dell’infanzia. Lo dispone l’ordinanza numero 110 firmata ieri dalla sindaca.

Fino alla mezzanotte sono chiusi anche parchi, giardini, ville comunali, aree gioco esterne e impianti sportivi comunali all’aperto. Chiuso al pubblico il cimitero, salvo le attività indifferibili. Sospese le manifestazioni all’aperto, anche se già autorizzate.

Restano da completare le verifiche e il meteo è ancora instabile. L’invito è a seguire le comunicazioni ufficiali e a chiamare il 112 in caso di emergenza.

Il cielo, ieri, è tornato azzurro poco dopo il passaggio dei tornado. Sotto, sono rimaste le case distrutte, una scuola devastata e le persone che adesso devono ricominciare.



Cronaca | 2026-10-10 00:30:00
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