×
 
 
10/10/2026 06:00:00

Tromba d’aria a Marsala e Petrosino, la politica chiede emergenza, fondi e un piano per il clima

Articoli Correlati:

Dopo la tromba d’aria, inevitabilmente, è arrivata anche la pioggia dei comunicati. Solidarietà, vicinanza, ringraziamenti ai soccorritori, “non vi lasceremo soli”. Tutto giusto. Tutto, però, molto simile. Tra le decine di dichiarazioni arrivate dopo la devastazione di Marsala e Petrosino abbiamo scelto quelle che contengono qualcosa in più: una richiesta concreta, un impegno, oppure almeno una domanda su cosa bisognerà fare da domani.

 

Perché passata la paura resta un territorio con case e aziende danneggiate, una scuola inagibile e famiglie che devono capire come ricominciare. Le immagini della giornata confermano danni pesantissimi tra Marsala e Petrosino, con auto ribaltate, abitazioni scoperchiate e il plesso Alcide De Gasperi tra le strutture maggiormente colpite.

 

Patti chiede subito lo stato di crisi e di emergenza

 

La richiesta più immediata arriva dalla sindaca di Marsala Andreana Patti, che ha scritto al presidente della Regione e al Dipartimento regionale della Protezione civile chiedendo di deliberare «con la massima urgenza» lo stato di crisi e di emergenza per il territorio marsalese.

La quantificazione dei danni è ancora provvisoria, ma il quadro è già evidente soprattutto nelle zone di Terrenove Bambina, Strasatti e nelle contrade limitrofe.

Particolare attenzione riguarda l’istituto Alcide De Gasperi, attualmente inagibile dopo i danni a infissi, vetrate, arredi e materiale didattico.

Ed è questo, al netto delle dichiarazioni, il primo dossier concreto che finirà sui tavoli di Regione e Governo: chi paga e in quanto tempo?

 

Turano: «La scuola non c’è più»

 

Sul posto è arrivato anche l’assessore regionale all’Istruzione Mimmo Turano, che ha effettuato un sopralluogo alla De Gasperi insieme alla sindaca.

La sua è probabilmente la frase politicamente più netta della giornata: «La situazione è seria, la scuola non c’è più».

Turano ha contattato il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che – riferisce l’assessore – ha chiesto una stima dei danni e assicurato la disponibilità a individuare le risorse necessarie.

Ecco, questa è la parte da seguire nelle prossime settimane: non tanto chi oggi è arrivato sul posto, ma quanti soldi arriveranno, quando e con quale procedura, perché la scuola dovrà essere restituita agli studenti.

Al momento dell’impatto nell’istituto si trovavano centinaia di alunni. Le ricostruzioni della giornata parlano di 273 bambini presenti nel plesso, mentre i soccorsi e l’evacuazione hanno consentito di evitare conseguenze ancora più gravi.

 

 

La Prefettura: nessun morto né disperso

 

Nel frattempo il prefetto di Trapani ha riunito d’urgenza il Centro di coordinamento soccorsi, con Forze dell’ordine, Vigili del fuoco, Protezione civile, sindaci, Asp e 118.

La Prefettura fotografa un evento di natura straordinaria, con abitazioni scoperchiate, automobili ribaltate, guard-rail, alberi e linee elettriche abbattuti.

Il dato più importante resta quello sulle persone: non risultano morti né dispersi.

Sono proseguite per tutto il giorno le attività di messa in sicurezza, rimozione dei detriti e ripristino della viabilità. La SS115, una delle arterie maggiormente colpite, è stata interessata da pesanti disagi durante l’emergenza.

 

Il Vescovo: «Poteva andare molto peggio»

 

Tra le voci istituzionali c’è anche quella del vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Angelo Giurdanella, arrivato davanti alla scuola De Gasperi insieme al parroco della zona, don Tommaso Lombardo.

Giurdanella ha incontrato genitori e dirigente scolastico. Il senso delle sue parole è semplice: guardando le condizioni della scuola e delle abitazioni, il bilancio avrebbe potuto essere molto più grave.

È forse la considerazione meno politica e più immediata di tutte. Dentro quella scuola c’erano centinaia di bambini.

 

 

Legambiente: non basta dire che è stato un evento eccezionale

 

Poi c’è il tema destinato a restare quando le ruspe avranno tolto i detriti: il cambiamento climatico e l’adattamento del territorio.

Legambiente Sicilia lega quanto accaduto alla trasformazione climatica del Mediterraneo e chiede maggiori investimenti nella prevenzione, nella manutenzione e nella sicurezza degli edifici pubblici, a cominciare dalle scuole.

Il punto non è sostenere che un singolo tornado sia “causato” automaticamente dal cambiamento climatico. Una simile attribuzione richiede analisi scientifiche specifiche. Ma il Mediterraneo più caldo e un’atmosfera più ricca di energia e umidità aumentano le condizioni favorevoli a fenomeni meteorologici molto intensi.

Ed è su questo che Legambiente chiede di cambiare approccio: spendere prima per adattarsi, invece di contare ogni volta i danni dopo.

 

Anci: «Convocate la cabina di regia sul clima»

 

Sulla stessa linea Anci Sicilia.

Il presidente Paolo Amenta e il segretario generale Mario Emanuele Alvano chiedono alla Regione di convocare urgentemente la cabina di regia sui cambiamenti climatici.

Non soltanto riunioni, precisano, ma un programma con priorità, risorse, responsabili e scadenze.

Tra gli interventi indicati ci sono aggiornamento dei piani comunali di Protezione civile, esercitazioni, sistemi di allerta, manutenzione delle reti di drenaggio e controlli sugli edifici pubblici.

È il passaggio più interessante perché sposta il ragionamento dall’eccezionalità dell’evento alla normalità della prevenzione.

 

Quinci: «Anche l’urbanistica ha le sue responsabilità»

 

Ancora più esplicito Salvatore Quinci, nella veste di presidente del Libero Consorzio comunale di Trapani.

Quinci chiede risorse immediate e un aggiornamento del sistema di Protezione civile, ma introduce un elemento che spesso scompare nei comunicati dopo le calamità: come abbiamo costruito il territorio.

Ricorda che il Trapanese è esposto al mare, presenta numerose criticità idrogeologiche e ha alle spalle una pianificazione urbanistica che «non sempre ha rispettato le norme».

Una frase che merita di non perdersi tra le molte espressioni di solidarietà.

Perché il clima cambia, certo. Ma cambia anche la gravità delle conseguenze a seconda di dove e come abbiamo costruito case, strade, scuole e infrastrutture.

 

 

M5S, Pd, Avs e Forza Italia: tutti chiedono risorse

 

Dal resto della politica arriva un coro sostanzialmente unanime.

I parlamentari siciliani del Movimento 5 Stelle chiedono lo stato di emergenza e un provvedimento urgente per la Sicilia. La deputata Ida Carmina insiste inoltre sulla necessità di mettere in sicurezza le scuole e affrontare il cambiamento climatico.

Il segretario regionale del Pd Anthony Barbagallo chiede aiuti e ristori immediati per famiglie, imprese e attività economiche.

Elisabetta Piccolotti di Avs rilancia la necessità di un piano nazionale di adattamento climatico, partendo dagli edifici pubblici e dalle scuole.

Dal centrodestra, il capogruppo di Forza Italia all’Ars Stefano Pellegrino sollecita procedure emergenziali e sostegni immediati alle attività colpite, oltre a una strategia di adattamento ai nuovi fenomeni climatici.

Cateno De Luca e Sud chiama Nord esprimono disponibilità a collaborare con le amministrazioni interessate.

Insomma, almeno per oggi sono tutti d’accordo.

 

Adesso comincia la parte difficile

 

Le parole della politica, nelle ore dell’emergenza, servono anche a dare un segnale alle comunità.

Ma da domani verrà la parte meno fotogenica e molto più importante: perizie, somme urgenze, stime, fondi, delibere, progetti, appalti, ricostruzione.

La sindaca ha chiesto lo stato di emergenza. La Regione promette interventi. Il Ministero si dice disponibile. Anci chiede prevenzione. Ambientalisti e opposizioni chiedono un piano per adattarsi al clima che cambia.

Adesso bisognerà ricordarsi tutte queste dichiarazioni.

Soprattutto quando non ci saranno più telecamere davanti alla scuola di Terrenove.



Cronaca | 2026-10-10 00:30:00
https://www.tp24.it/immagini_articoli/10-10-2026/il-beato-rosario-livatino-diventa-patrono-dei-magistrati-250.jpg

Il beato Rosario Livatino diventa patrono dei magistrati

Il beato Rosario Angelo Livatino è stato proclamato patrono dei magistrati italiani. La decisione è stata formalizzata il 7 ottobre 2026 dal Dicastero per il Culto divino e la disciplina dei sacramenti, al termine del percorso che ha...