Offrire ai ragazzi esposti a contesti criminali una possibilità concreta di costruire un percorso diverso, attraverso interventi che tengano insieme salute, protezione sociale e sostegno alla famiglia. È l’obiettivo delle tre équipe multidisciplinari integrate istituite dall’Asp di Trapani presso il Dipartimento di Salute mentale.
Con la delibera numero 1368 del primo ottobre 2026, firmata dalla commissaria straordinaria Sabrina Pulvirenti, l’azienda sanitaria ha individuato quattordici professionisti e definito la loro distribuzione in tre aree territoriali.
Il provvedimento dà attuazione alla legge regionale 24 del 2025, dedicata agli interventi di sostegno e protezione sociale per le persone inserite in contesti di criminalità. Al centro ci sono minori, giovani adulti e nuclei familiari che, secondo il quadro richiamato nell’atto, si trovano in condizioni di pericolo grave, concreto e attuale a causa dell’ambiente di appartenenza.
Una rete tra sanità, giustizia e territorio
Le équipe, indicate con la sigla EMI, sono pensate come referenti qualificati degli uffici giudiziari competenti. Il loro lavoro dovrà raccordarsi con il Tribunale per i minorenni e con il Tribunale ordinario, coinvolgendo anche i servizi sociali degli enti locali, la Prefettura, le forze dell’ordine, la giustizia minorile e le istituzioni scolastiche.
La finalità è costruire interventi coordinati intorno alla persona da tutelare. Il disagio giovanile viene considerato anche nella sua dimensione familiare, sociale e culturale: una prospettiva che richiede il contributo di competenze diverse, dalla neuropsichiatria infantile alla psicologia, fino al lavoro sociale.
Tre aree e quattordici professionisti
Per Trapani-Pantelleria sono stati individuati sette componenti: il neuropsichiatra infantile Luca Maria Messina, il sociologo Francesco Lucido, la pedagogista Francesca Peri, lo psicologo Rosario Rundo e le assistenti sociali Pamela Corso, Erika Ronzino e Ivana D’Ancona.
Il gruppo Alcamo-Castelvetrano comprende la neuropsichiatra infantile Luana Paziente, l’assistente sociale Cristina Di Paola e la psicologa Maria Lisma.
Per Marsala-Mazara sono indicati il neuropsichiatra infantile Antonio Marino, la psicologa Leira Cannistraro e le assistenti sociali Alessia Mazzeo e Stefania Frazzitta.
Si tratta delle professionalità messe a disposizione dall’Asp. La composizione completa delle équipe dovrà essere definita con le ulteriori figure fornite dagli altri soggetti istituzionali coinvolti.
Un progetto costruito sui bisogni del ragazzo
Tra i compiti principali delle EMI c’è l’elaborazione dei Progetti di Aiuto Individualizzato, i PAI. Ogni percorso dovrà rispondere ai bisogni psicologici, sociosanitari e materiali del minore o del giovane adulto da proteggere.
Il riferimento ai bisogni materiali affianca quello alla salute psicologica e all’assistenza sanitaria.
Sostegno anche ai genitori e a chi accoglie
Gli interventi previsti riguardano anche i genitori, compresi quelli detenuti. Le équipe dovranno elaborare strategie di sostegno psicologico per ridurre l’impatto emotivo dei provvedimenti giudiziari sulla responsabilità genitoriale e favorire adeguati percorsi rieducativi.
Un altro ambito riguarda gli operatori delle comunità, delle case famiglia e le famiglie affidatarie che accolgono minori allontanati dal proprio contesto familiare. Per loro sono previste assistenza e formazione psicologica: strumenti destinati a sostenere chi accompagna quotidianamente ragazzi che attraversano situazioni complesse.