L'acqua del Canalotto, il futuro della Funtanazza e la gestione dei beni comuni ad Alcamo. Sono i temi al centro dell'intervento di Muschio Ribelle, che nei giorni scorsi ha incontrato l'assessore comunale Vittorio Ferro per discutere del sistema di depurazione delle acque e rilanciare la collaborazione tra cittadini e amministrazione.
L'incontro si è svolto l'8 ottobre negli uffici comunali, su invito dell'amministrazione. L'assessore Ferro, responsabile del servizio idrico integrato, ha illustrato ai rappresentanti del gruppo le attività avviate per individuare eventuali criticità nel sistema di depurazione e distribuzione delle acque.
I controlli sulle acque del Canalotto
Durante il confronto si è parlato anche delle condizioni del torrente Canalotto, in particolare del tratto interessato dallo scarico del depuratore.
Muschio Ribelle riferisce che sono stati effettuati interventi di pulizia lungo i margini del torrente, per rendere più agevole il controllo visivo delle acque a monte e a valle dello scarico. Il gruppo ha inoltre appreso che sarebbero già in corso accertamenti da parte delle autorità competenti.
«Ci auguriamo che gli accertamenti possano concludersi nel più breve tempo possibile, che l'acqua del Canalotto torni pulita ed eventuali scarichi inquinanti cessino immediatamente», dichiarano gli attivisti.
Il gruppo valuta positivamente l'apertura al confronto e auspica che il dialogo possa proseguire: «Istituzioni e cittadinanza devono lavorare per lo stesso obiettivo e, ognuno con i propri mezzi, collaborare per il bene comune».
Due anni dallo sgombero della Funtanazza
L'intervento arriva in occasione del secondo anniversario dello sgombero della Funtanazza, avvenuto il 9 ottobre 2024.
La struttura sul Monte Bonifato era diventata un punto di riferimento per le attività di Muschio Ribelle, che vi organizzava iniziative di tutela ambientale, pulizia, prevenzione degli incendi, formazione ed eventi culturali, attraverso una gestione volontaria e senza fini di lucro.
Secondo gli attivisti, oggi l'edificio si trova in condizioni di abbandono e degrado, con gli accessi murati e senza interventi di manutenzione. Il gruppo sostiene inoltre che vi siano interessi privati sulla struttura.
Le attività di sorveglianza antincendio e tutela ambientale, spiegano, proseguono nonostante l'assenza di una sede sul Monte Bonifato e di un adeguato supporto logistico.
«Quale migliore occasione per ricordare che noi cittadini attivi possiamo essere una risorsa da valorizzare, non da temere?», chiedono gli attivisti.
La richiesta al Consiglio comunale
Muschio Ribelle torna quindi a chiedere l'approvazione definitiva del Regolamento sui Beni Comuni, uno strumento che consentirebbe di avviare progetti di collaborazione tra cittadini e amministrazione, definendo responsabilità e modalità di gestione condivisa degli spazi pubblici.
«Il Regolamento sui Beni Comuni ci permetterebbe di prenderci cura in maniera più agevole ed efficace del nostro territorio, e potrebbe perfino trasformare la nostra esperienza in traino ed esempio per altri comuni e cittadini».
Per Muschio Ribelle, la vicenda della Funtanazza rappresenta una questione ancora aperta. A due anni dallo sgombero, il gruppo chiede che alla disponibilità al dialogo manifestata sul tema dell'acqua seguano anche decisioni concrete sulla gestione dei beni comuni e sulla valorizzazione delle attività di volontariato ambientale.