All'interno della quarta edizione del Trapani Film Festival , inaugurata ufficialmente giovedì scorso a Segesta, la serata di sabato al teatro Ariston di Trapani ha rappresentato uno dei momenti più pregnanti dell'intero evento.
La serata, dedicata alla proiezione dei cortometraggi dei giovani (e meno giovani) cineasti, é iniziata all'interno del foyer, grazie ad una suggestiva coreografia di danza moderna ispirata al celebre monologo delle tre corde (la seria , la civile e la pazza), tratto dal Berretto a sonagli di Pirandello e reso celebre teatralmente da Eduardo. Tre corde che verranno diversamente pizzicate dai vari registi in gara coi loro corti e che rendono la performance delle due danzatrici (Noemi Trapani e Sara Sparta del collettivo 'Ermonia' ) un idoneo incipit.
La buona struttura organizzativa avrebbe certamente potuto reggere ad un maggiore riscontro di pubblico che, tuttavia, seppur non numerosissimo, ha mostrato vivo interesse durante le fasi della kermesse.
Dopo i saluti di rito , l'introduzione ed una breve intervista che la presentatrice Vittoria Abbenante farà agli organizzatori (Francesco Torre e Francesco Della Calce), si passa al primo talk che vedrà Francesco Della Calce dialogare col noto attore Casertano Antonio De Matteo, noto, tra i suoi vari lavori,per la partecipazione alla famosa serie tv 'Mare fuori' nel ruolo di Lino.
Dell'attore vanno sicuramente ricordate le partecipazioni a capolavori più e meno recenti come 'Stranizza d'amuri (2023) diretto dal nostro conterraneo Giuseppe Fiorello, in cui interpretava Alfredo Scalia e il cui spezzone proiettato ha strappato più di una lacrima di commozione all'attore campano, a testimonianza del fatto che la carica di emozioni ispirata dal film ha investito non soltanto il pubblico ma anche il cast.
Da ricordare la partecipazione ad un altro capolavoro del cinema italiano come 'Buongiorno, notte'(2003) di Marco Bellocchio.
Si passa attraverso i filmati che vedono l'ospite alle prese con ruoli e cast comici (varie collaborazioni con l'esilarante Giovanni Esposito, che , tra l'altro, sara' protagonista di un One man show sempre all'Ariston) fino al racconto dell'importante esperienza rappresenta dal film 'Succederà questa notte', di Nanni Moretti e dell'unicità dell'approccio al lavoro del famoso regista.
Durante il confronto con il pubblico e i giornalisti accorsi, si è toccato il tema delle Film commissions territoriali e di quanto sostegno diano nonostante una certa cecità politica.
Salutato il gradito ospite si torna al fulcro dell'evento e alla presentazione dei nove titoli in gara: 'Cromatismi' di Fondazione Auxilium Trapani , 'Nowhere' di Andrea Arcangeli, 'The bathroom' di Piergiorgio Seidita, 'La morte nell'arte ' di Marco Vitale, 'J-Inside Jack the ripper's mind' di Sam De Vito, 'The passione flower' di Cristian Benaglio, 'Ovunque per il bene di tutti' di Gianluca Rame, 'L'interrogatorio' di Elena Coletta, 'Piccoli passi' di Nicolò Riboni. Una nota a parte merita 'Ovunque per il bene di tutti' , proiezione di 12 minuti circa prodotta dalla F.N.O.P.I. (Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche ) il cui elemento documentaristico e la sensibilità del tema trattato (esperienza del COVID) probabilmente sarebbero stati più congeniali per l'inserimento dello stesso in una sezione a parte e fuori concorso.
La giovane età della grande maggioranza degli attori (spesso alla prima esperienza) crea un ulteriore elemento di attrazione verso il maxi schermo che per circa un'ora e mezza proietterà cortometraggi a rotazione continua.
Spigolando tra il girato, 'The passion flower' di Benaglio colpisce per l'estrema delicatezza e sensibilità poetica con cui tratta il tema dell'amore ,oltre che per l' accuratezza della fotografia e del montaggio; 'Cromatismi' tocca il tema dello spettro autistico in maniera tutt'altro che banale, assimilando fantasie ed interiorità di due giovanissimi ragazzi al girovagare di due biglie colorate, libere ed inarrestabili.
Sara' il favorito dal pubblico; 'Bathroom' toccherà il tema della paura di accettarsi e dichiarare la propria identità sessuale; ne 'L'interrogatorio' ' protagonista e' la sottile arte del farsi breccia nella mente di un criminale da parte di un astuto inquirente e in 'Nowhere' l'incomunicabilità e l'incapacità di vivere relazioni sane ,preferendo ad esse la bulimia di incontri fugaci ,tema drammaticamente e stridentemente attuale ; in 'Piccoli passi' una bravissima Anna Ferzetti interpreta una docente attenta ai propri ragazzi, dentro e fuori le mura scolastiche; 'J- Inside Jack the ripper's mind' e' una graffiante analisi psichedelica di una mente assassina attraverso l'animazione ;La morte nell'arte', storia di amore filiale e passione condivisa per il mondo dei motori, egregiamente realizzato dal punto di vista tecnico (utilizzo della pellicola e del formato 'vintage', ad esempio) sarà il prescelto dalla giuria tecnica e vincerà il premio più importante della serata.
L'indiscutibile qualità ed ottima organizzazione dell'evento non puo' discostarci, tuttavia, dal tema più generale e per il quale eventi come questo rappresentano un antidoto: il costante calo di affluenza nelle sale cinematografiche con conseguente chiusura di tanti, troppi cinema in Italia.
Generi alternativi come i cortometraggi possono suscitare ulteriore curiosità nei confronti dei meno avvezzi al grande schermo , con la speranza che il desiderio di guardar dentro noi stessi attraverso il grande schermo, riflettere, piangere ed emozionarci in una sala magica come quella di un vero cinema, possano segnare un cambio di passo rispetto alla triste prospettiva attuale .
Giuseppe Giacalone