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12/10/2026 11:01:00

Trofeo velico "G.G. Ciaccio Montalto" : la figlia Marene a bordo della Vega 

Era il 1982 quando Marene Ciaccio Montalto salì per l’ultima volta su una barca a vela insieme al padre Giangiacomo, magistrato ucciso dalla mafia il 25 gennaio 1983.

 

Quarantaquattro anni dopo è tornata in mare, questa volta sulla "Vega – Ciaccio Montalto", l’imbarcazione confiscata agli scafisti e affidata alla Lega Navale di Trapani. 

 

Un ritorno carico di memoria, nel nome del magistrato ma soprattutto dell’uomo che amava la legalità e il mare e nella vela trovava uno spazio per liberare la mente e ritrovare se stesso.

 

La partecipazione di Marene alla nona edizione del Trofeo Giangiacomo Ciaccio Montalto, disputata domenica 11 ottobre nelle acque antistanti Trapani, ha dato alla regata un significato che va oltre la competizione sportiva. Per la prima volta la figlia del magistrato ha preso parte alla manifestazione dedicata al padre, salendo a bordo della "Vega" insieme a un equipaggio simbolico composto interamente da magistrati.

 

Dalle parole di Marene riemerge ancora una volta il ritratto di Giangiacomo Ciaccio Montalto prima ancora del magistrato. Un padre che la memoria restituisce non soltanto attraverso il suo impegno contro la mafia e il sacrificio che ne è seguito, ma anche attraverso gesti quotidiani e ricordi familiari che il tempo non ha cancellato.

 

È questo il filo che lega il ritorno in barca della figlia alla manifestazione organizzata dalla Lega Navale Italiana, sezione di Trapani, insieme all’Associazione nazionale magistrati, con il patrocinio del Comune. 

 

La "Vega" non è soltanto un’imbarcazione dedicata alla memoria del giudice: è uno dei simboli del progetto “Mare di legalità”, che restituisce alla collettività beni sottratti alla criminalità organizzata, trasformandoli in strumenti di partecipazione e testimonianza.

 

Il mare, la memoria e la legalità

La regata avrebbe dovuto articolarsi in due giornate, ma sabato 10 ottobre la prima prova è stata annullata a causa dell’allerta meteomarina. 

La competizione si è svolta domenica, con trenta equipaggi in acqua e la partecipazione di un equipaggio interamente femminile, in rappresentanza di Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Ufficio di esecuzione penale esterna e Capitaneria di porto.

Presente anche "Ad Astra – Boris Giuliano", un’altra imbarcazione inserita nel progetto nazionale “Mare di legalità”, confiscata alla criminalità organizzata e affidata alla Lega Navale di Castellammare del Golfo.

 

Nel pomeriggio, nella sede della Lega Navale di Trapani, la premiazione ha concluso una giornata nella quale la vela è stata anche occasione per riaffermare il valore delle regole, della lealtà e del lavoro di squadra.

«La premiazione non riguarda solo abilità e velocità, ma il valore dell’essere equipaggio: sulla stessa barca si procede solo con rispetto, lealtà e coordinazione, che sono la definizione stessa di legalità», ha sottolineato Daniela Gemelli, delegata della Lega Navale per la Sicilia occidentale, portando i saluti del presidente nazionale, l’ammiraglio Marzano, impegnato alla Barcolana di Trieste.

Ricordare Ciaccio Montalto attraverso la vela, ha aggiunto Gemelli, non è una scelta casuale: il giudice amava la giustizia e la verità con la stessa passione intransigente con cui un marinaio ama il mare.

 

Vince Elima, assegnati anche i premi speciali

A conquistare il Trofeo è stata "Elima", degli armatori Sugameli-Cappello, che ha confermato il successo già ottenuto nelle due precedenti edizioni, mantenendo il Challenger. 

L'imbarcazione si è imposta anche nella classifica generale Overall, davanti a "Zeralda" e "Pure".

 

Nella classe Vele Bianche il primo posto è andato a "Zeralda" di Massimiliano Passariello, seguita da "Dana", di Pietro Serra, e "Dare Dare", di Marco Pettazzoni. 

Nella Gran Crociera ha vinto "Blu Ice", di Silvestro Giglio, davanti a "Danilù 2", di Daniela Gemelli, e "Parthenope", di Umberto Baldinucci. 

Nella classe Altura, alle spalle di "Elima", si sono classificate "Pure", di Ascanio Calogero De Gregorio, e "Querida", di Ester Puzzangaro.

 

La cerimonia ha ospitato anche la consegna dei premi speciali “Giangiacomo Ciaccio Montalto”, promossi dalla Lega Navale di Trapani e dall'Associazione nazionale magistrati.

Per i meriti sportivi sono stati premiati Angela Croce, campionessa regionale siciliana 2026 di spada paralimpica, Domenico Campo, campione italiano Offshore 2026 nella classe C, e il Gruppo sportivo Canoa Kayak e Canottaggio della Lega Navale di Trapani. 

Un riconoscimento è andato anche a Salvatore Maugeri, istruttore di vela, per l'organizzazione della prima tappa della Selezione nazionale Optimist, disputata a Trapani dal 24 al 26 aprile.

 

Targhe sono state consegnate inoltre agli studenti Salvatore De Maria, Pietro Maltese e Natalia Peraino e ai docenti Lorenzo Barraco e Cinzia Corrao del liceo artistico statale “Michelangelo Buonarroti”, dell'IIS “Rosina Salvo”, per le opere pittoriche dedicate al mare e donate alla Lega Navale.

«Avere con noi Marene sulla Vega, per la prima volta in una regata che porta il nome di suo padre, è il segno più forte di questa edizione», ha dichiarato il presidente della sezione trapanese della Lega Navale, Piero Culcasi, ringraziando gli equipaggi, gli organizzatori, l'ANM, il Comune, i soci e i volontari.

 

Il maltempo ha imposto la rinuncia a una giornata, ma non ha fermato il significato dell'appuntamento. E mentre "Elima" festeggiava la vittoria, la presenza di Marene riportava al centro la ragione più profonda del Trofeo: tenere viva la memoria di Giangiacomo Ciaccio Montalto non soltanto attraverso il ricordo del magistrato e della sua lotta alla mafia, ma anche restituendo spazio all'uomo che amava il mare e che, nel 1982, aveva condiviso con la figlia una delle sue passioni più grandi.