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13/10/2026 10:46:00

Trapani, emergenza idrica. I cittadini cercano risposte anche a Palazzo Cavarretta 

Le risposte le cercano davanti Palazzo Cavarretta,, bussando alla porta della Prefettura e ora anche nella piccionaia del Consiglio comunale, dove una delegazione del comitato “L'acqua è un diritto di tutti” ha portato una protesta pacifica, autorizzata dal presidente del consiglio Alberto Mazzeo, con cartelli e manifesti che rivendicano i loro diritti e contro l'amministrazione Tranchida.

 

Ma per i cittadini del comitato “L’acqua è un diritto di tutti”, che da mesi fanno i conti con rubinetti a secco, autobotti e spese sempre più pesanti, l'unica risposta viene ancora dai contatori chiusi e dalle cisterne vuote.

 

Dopo il sit-in a Palazzo Cavarretta e l’incontro con la prefetta Daniela Lupo di ieri pomeriggio, la sensazione è che tutti ascoltino, ma nessuno riesca ancora a indicare una data certa, una soluzione definitiva e un percorso verificabile per restituire l’acqua alle famiglie. L’emergenza è nelle case, ma fatica ancora a diventare la priorità dell’aula e della politica cittadina.

 

L'incontro in Prefettura

Il Comitato è stato ricevuto ieri pomeriggio dalla prefetta Daniela Lupo e, al termine dell'incontro, ha espresso soddisfazione per l'attenzione e la disponibilità dimostrate. 

Un confronto definito costruttivo, nel quale sono stati rappresentati i disagi quotidiani di chi deve organizzare l'approvvigionamento idrico attraverso le autobotti private, affrontando costi elevati e difficoltà logistiche che si sommano a un'emergenza ormai diventata insostenibile.

 

La richiesta è quella di uscire dall'incertezza. I cittadini lamentano la mancanza di comunicazioni chiare e tempestive, ma soprattutto di date certe per la soluzione del problema. Il Comitato ha ribadito la necessità di individuare interventi immediati, anche attraverso il ricorso a risorse e supporti esterni al territorio, per arrivare al superamento definitivo della contaminazione e al ripristino del servizio.

 

Non basta, dunque, attendere che le verifiche tecniche facciano il loro corso. Servono informazioni costanti, trasparenti e puntuali sull'evoluzione della situazione. Il 

Ma se ci si aspettava di uscire dalla Prefettura con risposte o soluzioni "chiavi in mano", si dovrá rimandare ad uno step successivo. Infatti, il Comitato dovrá predisporre una relazione dettagliata sui temi affrontati e sulle criticità emerse - che giá corredava la raccolta firme promossa a settembre - da formalizzare e sottoporre all'attenzione delle istituzioni competenti.

 

Il Consiglio aperto chiesto dall'opposizione

La partita del Comitato "Acqua é un diritto di tutti", però, é continuata anche dentro Palazzo Cavarretta. Ieri sera, durante la seduta consiliare, i rappresentanti del Comitato hanno messo in atto una protesta pacifica, esponendo cartelli e manifesti. 

Che però restavano visibili solo all'aula consiliare sottostante, per limiti tecnici dello streaming, che inquadra solo gli oratori e lascia fuori dall'inquadratura tutti quei particolari, sguardi e consultazioni che raccontano molto di più di un discorso a favore di telecamera. 

 

Alcuni consiglieri di opposizione hanno formalmente chiesto la convocazione di un Consiglio comunale aperto dedicato all'emergenza idrica, per consentire ai cittadini di intervenire direttamente e ottenere risposte pubbliche. Una richiesta che arriva dopo mesi di segnalazioni e interrogativi ancora aperti.

 

La questione è stata posta formalmente, ma nella seduta di ieri il problema dell'acqua non ha trovato spazio nel dibattito consiliare. Nonostante l'attività ispettiva, tornata al centro dei lavori dopo mesi di tensioni, l'emergenza che coinvolge centinaia di persone non è stata affrontata in aula.

 

Si è parlato invece di altri argomenti: dalle questioni sportive al caso del canestro scomparso dal Pala Daidone e utilizzato alla palestra della Nunzio Nasi, vicenda rilanciata sui social da Valerio Antonini. 

Ha trovato un lungo spazio di mezz'ora anche il PEF dei rifiuti,nonostante ci sia una nuova seduta già fissata per il 16 ottobre alle 15.30.

Intanto, il calendario consiliare proseguirá  l'attività ispettiva - interrotta dall'assenza dell'Amministrazione titolata a rispondere -il 15 ottobre, quando dovrebbero essere affrontate di nuovo le procedure sulle decadenze, che presumibilmente verranno rinviate. Di nuovo.

La protesta del M5S

Sul caso è intervenuta anche Francesca Trapani -rieletta coordinatrice del gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle dopo l'abbandono dello scorso anno e componente del Comitato "Acqua" -che ha contestato politicamente la gestione dell'emergenza da parte del sindaco Giacomo Tranchida.

«Un'emergenza che dura mesi non può più essere raccontata come una fatalità», è la posizione espressa dal M5S, che chiede un cronoprogramma credibile per il ripristino della rete, dati aggiornati sulle utenze coinvolte, trasparenza sui risultati delle analisi e garanzie sui rifornimenti attraverso le autobotti. Cioé quello che chiedono i cittadini.

 

Secondo il Movimento, l'amministrazione deve smettere di limitarsi alle giustificazioni e assumersi la responsabilità di una soluzione concreta. Anche la Regione è chiamata a chiarire che cosa sia stato realizzato dopo l'annuncio del presidente Renato Schifani, il 22 settembre, sulla possibilità di superare l'emergenza in quindici giorni.

Al centro dell'intervento del M5S - che non ha rappresentati in Consiglio Comunale - la richiesta di un Consiglio comunale aperto che si inserisce proprio in questo quadro: riportare la crisi idrica al centro dell'agenda politica. 

 

Fuori dall'aula, i problemi restano

Mentre l'aula si svuota, la città resta alle prese con le sue emergenze.

Fuori l'acqua continua a mancare in tante case. 

E oggi lo sciopero dei lavoratori di Formula Ambiente, proclamato dai sindacati per il rischio di licenziamento di 15 dipendenti e per le prospettive occupazionali del servizio, mette a rischio la regolarità della raccolta dei rifiuti, con disagi già annunciati per cittadini e attività commerciali.

Sono emergenze diverse, ma hanno un punto in comune: incidono direttamente sulla vita delle persone e chiedono decisioni, tempi e responsabilità. 

La città aspetta risposte sull'acqua, i lavoratori chiedono garanzie sul futuro e le strade rischiano di pagare il prezzo di una vertenza ancora aperta.

 

A Palazzo Cavarretta, intanto, l'agenda continua. 

La distanza tra ciò di cui si discute dentro e ciò che resta fuori si misura anche così: in una cisterna vuota, in un sacchetto di rifiuti che non viene ritirato, in una famiglia costretta a comprare un diritto essenziale. 

E in cittadini che, dopo mesi, devono ancora supplicare di essere ascoltati.