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13/10/2026 15:23:00

Trapani, salta il PEF e si tagliano i servizi: meno raccolta e rifiuti a rischio 

A Trapani, la crisi dei rifiuti esce dalle carte del Consiglio comunale ed entra nelle strade. 

Nel giorno dello sciopero dei lavoratori di Formula Ambiente, la raccolta salta in diverse zone della città e il Comune comunica che i rifiuti non ritirati saranno recuperati martedì 20 ottobre. 

 

Intanto, la Giunta ha già messo nero su bianco la riduzione di una parte dei servizi di igiene urbana: una misura che nasce dalla mancata approvazione del Piano economico finanziario dei rifiuti (PEF) e delle tariffe Tari 2026 da parte del Consiglio comunale.

 

La delibera di Giunta n. 459 del 9 ottobre, interviene sul contratto con Formula Ambiente attraverso una rimodulazione delle prestazioni. Il risultato è un risparmio previsto di 227.467,47 euro, Iva compresa, per il periodo interessato dalle riduzioni, dal 1° ottobre al 31 dicembre 2026, con il nuovo calendario operativo dal 19 ottobre.

 

La misura viene presentata dall'amministrazione come un intervento necessario per contenere costi che, nelle condizioni attuali, non avrebbero adeguata copertura finanziaria. Ma il risparmio economico si accompagna a una riorganizzazione del servizio e a una vertenza occupazionale che resta aperta.

 

La raccolta saltata nelle strade di Trapani

Ooggi, martedì 13 ottobre, a causa dello sciopero del comparto, non è stato effettuato il ritiro dei rifiuti solidi urbani in tre aree: zona 1, centro storico; zona 2, via G.B. Fardella nord e sud; zona 3, via Virgilio.

 

Non è stata raccolta neppure la plastica in queste zone: rione Palme, Fontanelle, frazione Fulgatore e Mokarta-Xitta. Il recupero è stato annunciato per martedì prossimo, 20 ottobre.

 

I disservizi sono legati allo sciopero proclamato dalle organizzazioni sindacali per l'intera giornata, dopo il mancato accordo nella vertenza con l'azienda e il Comune. I sindacati denunciano il rischio occupazionale e chiedono una soluzione che consenta di tutelare i lavoratori e garantire la continuità del servizio. 

 

La giornata di protesta si innesta dunque su una situazione già complicata: il problema non riguarda soltanto i turni saltati per lo sciopero, ma anche la riduzione strutturale di alcune prestazioni prevista per gli ultimi mesi dell'anno.

 

Che cosa cambia con la delibera 459

Il provvedimento della Giunta individua le prestazioni da ridurre entro il limite del quinto d'obbligo previsto dall'articolo 106, comma 12, del decreto legislativo 50/2016, richiamato nella deliberazione. 

La rimodulazione riguarda, in particolare, lo spazzamento meccanizzato e manuale, il potenziamento delle squadre per i rifiuti ingombranti e abbandonati e la frequenza della raccolta dell'organico.

 

Il nuovo calendario, dopo ulteriori modifiche concordate con il gestore, prevede di mantenere la raccolta dell'umido il lunedì, eliminare il passaggio del sabato e spostare al mercoledì la raccolta di carta, vetro e metalli, precedentemente prevista il giovedì. L'avvio è fissato al 19 ottobre.

 

La delibera quantifica le economie complessive in 227.467,47 euro, Iva compresa. Il Comune dovrà inoltre dare ampia diffusione ai nuovi calendari per le utenze domestiche e non domestiche.

Non si tratta, quindi, soltanto di una modifica organizzativa. La riduzione delle prestazioni è la conseguenza concreta della necessità di contenere la spesa per un servizio che deve comunque continuare a essere garantito.

 

Il nodo del PEF e della Tari

La vicenda ha un passaggio decisivo il 5 ottobre, quando il Consiglio comunale ha bocciato il PEF 2026-2029 con 12 voti contrari e 9 favorevoli. 

Il Piano era stato approvato dalla Giunta il 28 luglio, dopo la validazione della SRR Trapani Nord.

 

Il PEF stabilisce i costi del servizio di gestione dei rifiuti e costituisce la base economica per la determinazione della Tari. Senza l'approvazione consiliare nei tempi utili, spiega la Giunta nella delibera 459, non è stato possibile applicare le nuove tariffe proposte per assicurare maggiori entrate a copertura del servizio. 

A questo si aggiungono altre criticità richiamate dall'amministrazione: le piogge straordinarie del primo semestre, che hanno aumentato la produzione e lo smaltimento del percolato, e la mancata attivazione della discarica di Borranea nei tempi previsti.

La delibera indica inoltre che, in assenza delle risorse necessarie, restano al momento non attivabili alcuni servizi aggiuntivi: una squadra per la scerbatura, una per il ritiro degli ingombranti, una per la rimozione dei rifiuti abbandonati e una dedicata al servizio soffiatore.

 

Il Comune sostiene dunque di dover ridimensionare le prestazioni per evitare di impegnare risorse senza un'adeguata copertura finanziaria. Il risultato è che la mancata approvazione del Piano non resta confinata al confronto politico: incide sull'organizzazione quotidiana della raccolta e sulla quantità di servizi che possono essere garantiti.

 

Formula Ambiente, la vertenza resta aperta

Sul fondo rimane la questione dei lavoratori. Le organizzazioni sindacali hanno proclamato lo sciopero del 13 ottobre denunciando il rischio di 15 posti di lavoro nel 2026 e ulteriori possibili ricadute occupazionali nel 2027, legate alla riduzione delle prestazioni affidate all'azienda. 

La riduzione contrattuale e il mancato rinnovo di alcuni rapporti di lavoro hanno già alimentato settimane di tensioni, con proteste e scontri politici sul futuro del servizio. 

L'approvazione del PEF era stata indicata dai sindacati come un passaggio necessario per individuare le risorse e provare a superare l'impasse, ma il voto contrario del 5 ottobre ha lasciato aperto il problema.

 

La partita, però, non è ancora chiusa. 

Il Comune ha convocato una nuova seduta straordinaria e urgente del Consiglio comunale per venerdì 16 ottobre alle 15.30, con all'ordine del giorno proprio l'approvazione del PEF 2026-2029 e delle tariffe Tari 2026. 

Nel frattempo, i cittadini devono fare i conti con i ritiri saltati per lo sciopero e con un calendario della raccolta destinato a cambiare. 

È questo, oggi, l'effetto più immediato di una crisi che tiene insieme bilanci, tariffe, qualità dei servizi e occupazione.