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13/10/2026 08:11:00

Inchiesta Armao, iniziano le difese. Oggi tocca all’ex vicepresidente e a Matta

Dopo le intercettazioni, le buste di denaro, il pendolo e le ricostruzioni della Procura, adesso comincia la partita delle difese. Sono iniziati davanti alla gip di Palermo Giuseppa Zampino gli interrogatori preventivi dei nove indagati nell'inchiesta per corruzione che ruota attorno all'ex vicepresidente della Regione Gaetano Armao e all'avvocato Pierluigi Matta.

La linea emersa dalle prime audizioni è netta: nessun patto corruttivo, consulenze realmente svolte, rapporti professionali legittimi e, in alcuni casi, contestazione aperta della lettura data dagli investigatori alle intercettazioni.

Il passaggio più atteso arriva però oggi, 13 ottobre: davanti alla gip compariranno proprio Armao e Matta, per i quali la Procura ha chiesto la custodia cautelare in carcere. Sono convocati anche il deputato regionale dell'Mpa Giuseppe Geremia Lombardo e il presidente della Samo Luigi Zancla. 

 

Vella: «Non ho mai conosciuto Armao»

 

Tra gli interrogatori più lunghi del 12 ottobre c'è stato quello dell'imprenditore agrigentino Sergio Vella, rappresentante della Seap Bio Energy.

È durato circa tre ore. Vella ha respinto l'accusa e ha sostenuto di non avere mai conosciuto né incontrato Gaetano Armao. La sua difesa contesta anche la ricostruzione di alcune conversazioni intercettate dalla Squadra Mobile, ritenendo che le trascrizioni non restituiscano fedelmente quanto effettivamente detto. inchiesta corruzione

I suoi legali, Pasquale Contorno e Nicolò Grillo, hanno depositato una consulenza tecnica informatica sulle intercettazioni. Secondo la difesa, dal materiale investigativo non emergerebbero contatti diretti tra Vella e Armao. 

 

Il rapporto con Pierluigi Matta, invece, Vella non lo nega. Ma sostiene che si trattasse di un vero incarico professionale, non di una consulenza utilizzata per mascherare il pagamento di una tangente.

È precisamente il contrario di quanto ipotizza la Procura.

 

Il progetto di biometano ad Aragona

 

La contestazione riguarda il progetto della Seap Bio Energy per una piattaforma di trattamento dei rifiuti organici, con produzione di biometano e compost, ad Aragona.

Secondo i pm, Armao avrebbe ricevuto denaro attraverso Matta per intervenire nell'individuazione dei funzionari della Commissione tecnica specialistica chiamati a seguire l'istruttoria necessaria alla valutazione di impatto ambientale.

Vella ha prodotto documentazione che, secondo la sua difesa, dimostrerebbe invece le difficoltà incontrate dall'azienda nel procedimento autorizzativo e sarebbe incompatibile con l'idea di una corsia preferenziale ottenuta attraverso Armao. inchiesta corruzione

Insomma, la tesi è semplice: se quello doveva essere un favore, secondo la difesa di Vella, non avrebbe funzionato granché.

 

Anche i manager Cva negano le tangenti

 

Una linea analoga è stata seguita da Marco Malacarne Gentile, già co-direttore del gruppo Cva.

Ha sostenuto che quella affidata a Matta fosse una normale consulenza professionale, già esistente e successivamente rinnovata. L'accusa sostiene invece che proprio attraverso quei contratti sarebbero transitate somme poi in parte consegnate in contanti ad Armao. 

 

Le immagini delle telecamere nascoste, già finite agli atti, documentano alcuni passaggi di denaro tra Matta e Armao. Il punto che dovrà essere chiarito nel procedimento è quale fosse la natura di quelle somme e se fossero effettivamente il corrispettivo di favori amministrativi, come sostiene la Procura.

 

Lupo: «Con Lombardo nessun patto»

 

Ha respinto le accuse anche Mario Lupo, ex presidente di società impegnate nel settore delle cure palliative.

Lupo è coinvolto nel capitolo che riguarda il deputato regionale Giuseppe Lombardo. Per la Procura, l'assunzione di una donna indicata come politicamente vicina al parlamentare sarebbe stata concessa in cambio dell'interessamento di Lombardo a provvedimenti favorevoli alle società del settore.

Lupo nega.

«Ho intrattenuto solo rapporti istituzionali», ha dichiarato uscendo dall'interrogatorio, sostenendo di non conoscere Lombardo e di non avere effettuato l'assunzione in cambio di favori

 

La posizione di Lupo ha una particolarità: appena due giorni fa è stato condannato a sei anni in un altro e distinto procedimento per corruzione, relativo alle mazzette che secondo l'accusa versava a un funzionario dell'Asp di Palermo per accelerare pagamenti e pratiche della Samot. È una vicenda giudiziaria differente e va tenuta separata dall'inchiesta Armao. 

 

Oggi è il giorno di Armao e Matta

 

Adesso si arriva al cuore dell'inchiesta.

Armao e Matta dovranno confrontarsi direttamente con gli elementi raccolti dalla Procura: intercettazioni, fotografie, riprese ambientali, contratti di consulenza, bonifici e consegne di contanti.

La tesi dei magistrati è che Matta facesse da intermediario tra imprese e Armao e che una parte dei compensi ricevuti attraverso consulenze ritenute fittizie venisse poi girata all'ex vicepresidente della Regione. Armao, grazie ai suoi incarichi e alla sua rete di rapporti, avrebbe in cambio agevolato determinate pratiche amministrative.

 

Armao ha già annunciato che respingerà le accuse, definendo l'imputazione provvisoria «priva di fondamento».

Oggi potrà farlo davanti al giudice.

Dopo gli interrogatori toccherà alla gip Zampino decidere sulle misure cautelari richieste dalla Procura. Al momento Armao e Matta non sono arrestati: nei loro confronti c'è una richiesta di custodia cautelare sulla quale il giudice deve ancora pronunciarsi.

Ed è proprio da ciò che diranno oggi che comincerà a capire se l'impianto della Procura, dopo settimane di immagini e intercettazioni, reggerà anche al primo vero contraddittorio con i protagonisti dell'inchiesta.