Marsala. Caporalato, 4 anni di carcere a un imprenditore: sfruttati 13 lavoratori
Quattro anni di reclusione e 10 mila euro di multa per caporalato e sfruttamento del lavoro. È la condanna inflitta dal Tribunale di Marsala a Giuseppe Genna, ritenuto responsabile di aver impiegato almeno 13 lavoratori in condizioni di sfruttamento, tra cui 11 persone prive del permesso di soggiorno.
La sentenza è stata emessa il 30 settembre 2026. Si tratta di una condanna di primo grado, non definitiva.
Tredici lavoratori sfruttati, undici senza permesso di soggiorno
Secondo quanto accertato dal Tribunale, Genna si è reso responsabile di diversi episodi di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, il cosiddetto caporalato.
In particolare, avrebbe impiegato almeno 13 lavoratori, di cui 11 privi di regolare permesso di soggiorno.
Per altri due dipendenti, inoltre, non sarebbero state garantite un'adeguata formazione e informazione sui rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro. Sarebbero state omesse anche le visite mediche preventive necessarie per accertare l'idoneità alle mansioni.
Il Tribunale ha riconosciuto l'aggravante legata all'impiego di più di tre lavoratori sottoposti a condizioni di particolare sfruttamento.
Genna è stato invece assolto dall'accusa di estorsione, perché il fatto non sussiste.
Le indagini dei Carabinieri
Le indagini sono state condotte dal Nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri di Trapani, sotto la direzione e il coordinamento della Procura della Repubblica di Marsala.
Il procedimento si è concluso in primo grado con rito abbreviato, richiesto dalla difesa dell'imputato.
Oltre alla pena detentiva e alla multa, il Tribunale ha disposto la confisca per equivalente di beni fino a 10 mila euro, somma corrispondente al profitto del reato.
Escluso per due anni dai finanziamenti pubblici
La sentenza prevede anche ulteriori conseguenze per il condannato.
Per due anni Genna sarà escluso da agevolazioni, finanziamenti, contributi e sussidi pubblici, compresi quelli dell'Unione Europea relativi al settore agroalimentare.
Per lo stesso periodo è stata disposta l'interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese, oltre al divieto di stipulare contratti di appalto, cottimo fiduciario e fornitura di opere, beni e servizi riguardanti la pubblica amministrazione e i relativi subcontratti.
Risarcimenti alle parti civili
Il Tribunale ha inoltre condannato Genna al risarcimento dei danni subiti dalle parti civili, che saranno quantificati in sede civile.
Nel frattempo, è stato disposto il pagamento di una provvisionale di 5 mila euro per ciascuna parte civile, a carico dell'imputato.
Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni dall'udienza. Da quel momento decorreranno i termini per un eventuale ricorso in appello.
La condanna non è definitiva e resta ferma la presunzione di innocenza fino a un'eventuale sentenza irrevocabile.
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