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14/10/2026 18:10:00

Nigeria, il disastro dimenticato: milioni di sfollati tra violenze, crisi climatica e indifferenza internazionale

 

La Nigeria è uno Stato multinazionale abitato da centinaia di gruppi etnici che parlano circa 500 lingue diverse. La lingua ufficiale è l’inglese. I tre raggruppamenti più numerosi sono gli Hausa, gli Yoruba e gli Igbo, che insieme costituiscono oltre il 60% della popolazione totale, che conta quasi 240 milioni di esseri umani.

L’emergenza sfollati soffoca il Paese africano e i suoi abitanti, che, a milioni, sono costretti a vivere lontani dalle proprie case per sottrarsi alla violenza e agli effetti della crisi climatica.

 

Il Norwegian Refugee Council (NRC) denuncia che la crisi nigeriana rappresenta uno dei paradigmi più evidenti di emergenza umanitaria trascurata dalla comunità internazionale. Sono milioni le persone che continuano a vivere lontane dalle proprie case, sospese in una condizione di paura, obbligate a ricominciare da zero dopo aver perso tutto: la casa, il lavoro, la sicurezza, la speranza di un ritorno alla normalità, che non è comunque il concetto di normalità che abbiamo noi occidentali.

 

Una crisi immensa per dimensioni e conseguenze, rimasta ai margini dell’agenda internazionale. Intere comunità sono state cancellate dalla violenza: villaggi abbandonati, terre lasciate incolte, famiglie spezzate da anni di conflitti armati, attacchi dei gruppi jihadisti, incursioni di bande criminali e un clima di insicurezza perenne. Il bilancio umano è devastante. Milioni di persone hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni e i propri mezzi di sostentamento, ritrovandosi loro malgrado in una lunga stagione di sopravvivenza. Nonostante la portata della tragedia, questa crisi continua a ricevere un’attenzione molto modesta rispetto alla gravità della situazione.

 

Le radici della crisi affondano soprattutto nel conflitto che da oltre un decennio devasta il nord-est della Nigeria, con l’insurrezione dell’organizzazione terroristica jihadista Boko Haram e la successiva espansione di gruppi armati affiliati al sedicente Stato islamico.

 

Al contesto descritto si aggiungono gli effetti del cambiamento climatico. A Lagos e dintorni, la situazione è ancora più fragile: siccità prolungate, inondazioni e la crescente competizione per l’accesso alle risorse naturali stanno alimentando tensioni sociali ed economiche, mettendo ulteriore pressione su comunità già allo stremo.

Il popolo nigeriano ha volti e storie che raramente arrivano all’opinione pubblica internazionale. A Marsala, il tornado dei giorni scorsi costringerà 300 bambini a cambiare scuola. In Nigeria, milioni di fanciulli hanno perso anni di scuola, vivono in un tornado costante e rischiano di vedere compromesso il proprio futuro.

 

Vittorio Alfieri