La partita per la presidenza della Regione Siciliana entra nel confronto interno al centrodestra prima ancora che si apra ufficialmente la campagna elettorale. A muovere gli equilibri è Cateno De Luca: il leader di Sud chiama Nord trova un’apertura nelle parole del commissario siciliano di Fratelli d’Italia, Luca Sbardella, ma incontra la resistenza di Forza Italia e Lega.
Il nodo riguarda il nome da proporre per Palazzo d’Orléans, ma anche i rapporti di forza tra i partiti. Accogliere De Luca come alleato e considerarlo possibile candidato alla guida della Regione sono due passaggi politicamente diversi.
È proprio su questa distanza che si concentra lo scontro: l’allargamento del centrodestra può trovare consensi, mentre la scelta di affidarne la leadership siciliana all’ex sindaco di Messina incontra opposizioni esplicite.
L’apertura di Fratelli d’Italia
A portare l’ipotesi nel dibattito sono state le dichiarazioni di Luca Sbardella, che non ha escluso una candidatura di De Luca alla presidenza della Regione, esprimendo apprezzamento per la sua esperienza amministrativa.
Un’apertura che non costituisce un’investitura, ma che assume rilievo per il ruolo ricoperto da Sbardella nel partito di Giorgia Meloni.
Il confronto arriva mentre tra Fratelli d’Italia e Sud chiama Nord si consolida un rapporto anche sul piano parlamentare. Sbardella e Manlio Messina hanno infatti affiancato il movimento di De Luca alla Camera, contribuendo alla costituzione della sua componente.
Un’intesa che alimenta le interpretazioni politiche sul futuro siciliano, senza risolvere la questione delle alleanze regionali.
L’eventuale candidatura resta quindi un’ipotesi aperta. Le parole del commissario di FdI sono però bastate a provocare la reazione degli altri alleati, rendendo evidente che sul nome di De Luca non esiste, al momento, una convergenza della coalizione.
Forza Italia rivendica la presidenza
La risposta degli azzurri è netta: la guida della Regione viene rivendicata come un punto fermo, sul quale il partito sostiene di non avere divisioni tra il livello siciliano e quello nazionale.
La posizione espressa da fonti di Forza Italia mira a chiudere lo spazio a una candidatura esterna e a ribadire che il centrodestra deve individuare al proprio interno una figura autorevole, capace di raccogliere il consenso degli alleati.
È una presa di posizione che difende il ruolo del partito nella coalizione e respinge l’idea che l’ingresso di un nuovo soggetto politico possa comportare automaticamente una revisione della leadership regionale.
Per De Luca, dunque, il primo ostacolo è già dichiarato: convincere Forza Italia a discutere una prospettiva che gli azzurri considerano fuori dal perimetro delle scelte condivise.
La Lega distingue tra alleanza e candidatura
Anche Luca Sammartino respinge l’ipotesi di De Luca presidente. Il vicepresidente della Regione definisce la possibile candidatura una «barzelletta», ma lascia aperta la possibilità di ampliare il centrodestra attraverso l’ingresso di personalità politiche di rilievo.
La distinzione è significativa. La Lega può guardare con favore a una coalizione più ampia, senza accettare che il nuovo alleato ne diventi il candidato alla presidenza.
Sullo sfondo si colloca inoltre la competizione nei territori, dove Sud chiama Nord cerca amministratori e rappresentanti politici in grado di rafforzarne la presenza.
De Luca prende le distanze dal centrosinistra, ma apre anche a un passo indietro
Da parte sua, il leader di Sud chiama Nord continua a indicare nella presidenza della Regione il proprio obiettivo politico, mentre accentua la distanza dal fronte progressista.
Le critiche rivolte al campo largo e al progetto politico di Alessandro Onorato indicano la volontà di marcare una separazione rispetto a quell’area, mentre prosegue il dialogo con esponenti del centrodestra.
Nelle dichiarazioni del 13 ottobre, però, De Luca ha aperto anche alla possibilità di fare un passo indietro sulla propria candidatura, qualora si creassero le condizioni per un progetto politico alternativo e rinnovato, sia nel centrodestra sia nel centrosinistra.
Una disponibilità che non equivale a una rinuncia, ma introduce un elemento ulteriore nella trattativa sulle alleanze e sulla scelta del candidato presidente.
Il prossimo passaggio annunciato è una conferenza stampa all’Ars, prevista per giovedì 15 ottobre, durante la quale De Luca intende presentare nuovi ingressi nel movimento e possibili candidati.
L’attenzione si concentra anche sull’area democristiana e sugli esponenti del mondo politico legato a Totò Cuffaro che potrebbero scegliere una diversa collocazione.
La questione, per il centrodestra, resta aperta: l’accordo nazionale con Sud chiama Nord può favorire un allargamento della coalizione, ma non determina automaticamente chi sarà il candidato alla presidenza della Regione. E le reazioni di Forza Italia e Lega mostrano quanto questa scelta sia ancora lontana dall’essere condivisa.