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14/10/2026 07:44:00

Von der Leyen in Sicilia: «Le preoccupazioni dei siciliani sono quelle dell'Europa»

La distanza tra Bruxelles e la Sicilia si misura anche nel costo del gasolio, nei raccolti compromessi dalla siccità e nelle spese che le famiglie fanno sempre più fatica a sostenere. 

 

Sono queste le questioni che attraversano il confronto aperto a Taormina dal Partito popolare europeo, riunito nell’Isola per discutere la propria agenda politica verso il 2029. Un appuntamento che porta le preoccupazioni del territorio davanti ai vertici delle istituzioni europee e pone una domanda: quali risposte possono arrivare per chi in Sicilia vive e lavora? Gli Study Days, in programma dal 12 al 15 ottobre, coinvolgono oltre 140 eurodeputati.

 

Le difficoltà siciliane nell’agenda europea
Nel suo intervento, von der Leyen ha individuato nelle inquietudini dei siciliani una sintesi delle sfide che riguardano l’intera Unione. Emergenze climatiche, rincari dell’energia e degli alimenti, costo delle abitazioni, conseguenze dei conflitti e trasformazioni del lavoro legate all’intelligenza artificiale compongono un quadro che supera i confini regionali. Il richiamo alla Sicilia ha un significato preciso: le grandi questioni europee producono effetti sulla vita quotidiana, sulle attività economiche e sulle possibilità di restare nel proprio territorio. Per l’Isola, la vulnerabilità ai cambiamenti climatici e l’esposizione alle crisi del Mediterraneo rendono questo rapporto particolarmente evidente.

 

Il gasolio e le richieste delle imprese
Il tema energetico è tra i più urgenti. Pescatori, agricoltori e autotrasportatori devono fare i conti con costi che pesano sulla continuità delle attività. Anche Weber ha indicato il caro carburanti tra le priorità, collegando l’aumento dei prezzi alle tensioni geopolitiche e richiamando la necessità di tutelare famiglie e imprese. Dal confronto emerge un doppio livello di responsabilità: ai governi nazionali spettano interventi sulle difficoltà immediate; all’Europa il compito di affrontare insieme le cause delle crisi e ridurre la dipendenza energetica dall’esterno. Il passaggio decisivo sarà tradurre queste indicazioni in misure capaci di incidere sui bilanci delle aziende e delle famiglie.


Migranti, la linea della Commissione
Von der Leyen ha rivendicato la strategia dei partenariati con Paesi terzi, citando Tunisia, Libano, Egitto, Mauritania e Giordania. L’obiettivo illustrato è intervenire prima delle partenze, rendere più rapidi i rimpatri e mantenere percorsi di ingresso sicuri e legali. La presidente ha inoltre denunciato l’utilizzo dei flussi migratori come strumento di pressione politica da parte di Stati e altri soggetti. È una lettura che colloca il fenomeno anche sul terreno della sicurezza e delle relazioni internazionali. Per la Sicilia, territorio direttamente interessato dagli arrivi attraverso il Mediterraneo, le scelte europee su questo fronte hanno conseguenze concrete.


Sicurezza e autonomia dell’Unione
Un altro capitolo riguarda la difesa comune. Richiamando la minaccia russa e le violazioni degli spazi aerei, von der Leyen ha sostenuto la necessità di investimenti condivisi e di un maggiore coordinamento europeo, mantenendo il legame con la Nato. L’indirizzo proposto dalla presidente unisce sicurezza, competitività e autonomia: rafforzare la capacità dell’Unione di agire e ridurre le dipendenze che la espongono alle crisi esterne.

 

Falcone e il passaggio politico di De Luca
La scelta di Taormina nasce dalla proposta dell’eurodeputato di Forza Italia Marco Falcone, sostenuta dalla delegazione azzurra guidata da Fulvio Martusciello. Falcone ha posto al centro il ruolo del Mediterraneo per gli scambi commerciali, la sicurezza e la gestione delle migrazioni. Accanto al confronto europeo si affaccia anche la politica siciliana. Cateno De Luca, presente alla cena nel ruolo di sindaco di Taormina, ha annunciato l’intenzione di chiedere l’ingresso nel Ppe. Una dichiarazione che introduce un possibile sviluppo nel suo percorso politico: l’annuncio, da solo, non equivale a un’adesione già definita. Per la Sicilia, il valore dell’appuntamento si misurerà soprattutto dopo la conclusione dei lavori. La presenza dei vertici europei offre visibilità alle difficoltà dell’Isola; la verifica riguarderà le decisioni che seguiranno, dal sostegno ai comparti produttivi alla sicurezza energetica e alla capacità di affrontare le emergenze climatiche.