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31/03/2026 09:26:00

Bancarotta fraudolenta: sequestrati immobili per 4 milioni tra Palermo e Mazara

Colpo alla gestione illecita d’impresa tra Palermo e la provincia di Trapani. Quattro persone sono indagate per bancarotta fraudolenta nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Palermo e condotta dalla Guardia di Finanza. Il Tribunale ha disposto il sequestro preventivo di beni immobili per un valore complessivo di circa 4 milioni di euro.

 

Sequestri tra Palermo e Mazara del Vallo

 

I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno eseguito il sequestro di 18 immobili, tra cui 3 fabbricati e 15 terreni, distribuiti tra Palermo e diversi comuni dell’hinterland: San Cipirello, San Giuseppe Jato, Monreale, Carini e anche Mazara del Vallo, nel Trapanese.

 

Il dissesto e le manovre sospette

 

Al centro delle indagini il fallimento (oggi liquidazione giudiziale) di una società riconducibile a una famiglia di imprenditori locali, attiva nei settori della produzione di inerti e calcestruzzo e nella raccolta dei rifiuti, con appalti in diversi comuni tra Palermo e Trapani.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la società sarebbe stata svuotata attraverso una serie di operazioni distrattive: mezzi, appalti e risorse economiche sarebbero stati trasferiti ad altre aziende dello stesso gruppo o direttamente ai soci, tutti appartenenti al medesimo nucleo familiare.

 

Flussi di denaro per 4 milioni

 

L’analisi dei conti correnti ha consentito di tracciare movimenti finanziari in uscita per circa 4 milioni di euro. Bonifici, assegni, stipendi e prelievi in contanti avrebbero alimentato un sistema di trasferimento di risorse verso altre società riconducibili agli indagati.

Parte di queste somme sarebbe stata poi utilizzata per acquistare immobili attraverso aste giudiziarie, molti dei quali rientrano oggi tra i beni sequestrati.

 

Il provvedimento del Tribunale

 

Sulla base degli elementi raccolti, la Sezione del Riesame del Tribunale di Palermo ha disposto il sequestro preventivo dei beni, accogliendo le richieste della Procura.

L’operazione si inserisce nell’attività di contrasto ai reati economico-finanziari portata avanti dalla Guardia di Finanza, con l’obiettivo di colpire patrimoni ritenuti di origine illecita e tutelare le imprese che operano nel rispetto delle regole.

 

Le indagini in corso

 

Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla legge, per gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.