Basket: gli Shark e quelle turbolenze. Spazzare via le voci su Repesa
Turbolenze in vista per il presidente del Trapani Shark, Antonini. Non perché con le mani sulla consolle del piccolo velivolo personale, ma mentre si trova ai comandi del “737 targato Shark”. Materia del contendere, guarda caso, la datata richiesta inoltrata da coach Repesa sulla opportunità di dotarsi di un charter che possa collegare l’aeroporto di Trapani Birgi con le località Turche, Spagnole e Israeliane sedi delle trasferte di Champions League. Richiesta sacrosanta, considerato che in appena 9 giorni la squadra sarà impegnata in 5 match che potrebbero già condizionare i percorsi iniziali sia in regular che nelle coppe.
Bisogna anche considerare la corsa ad handicap, con penalizzazione di 4 punti inferta dalla Federazione e confermata dal Collegio Giudicante. Ma il budget messo a disposizione dal Patron, parla del 25% in più rispetto all’anno scorso, potrebbe non essere sufficiente per i costi. Ricordiamo le dimensioni: la Società che gestisce calcio e basket, con movimenti di svariati milioni, la SportInvest , possiede un capitale sociale di 10 mila euro, mentre, ad esempio Milano, può avvalersi di una struttura con 3 milioni di capitale e che fa capo ad un grande magnate, Giorgio Armani. Già la differente consistenza dei mezzi finanziari dei due proprietari stridono con i progetti ambiziosi urlati a gran voce da Antonini ma silenti e garbati dello stilista. Ma sappiamo benissimo quanto conti la propaganda sulle strategie operative del Patron che, nella realtà e alla prova dei fatti, deve fare le proverbiali nozze con i fichi secchi. Ma incombe la campagna abbonamenti e quindi occorre creare ad arte un clima idilliaco: sottacere sulle cose che non vanno, parlare di costruzione concordata della squadra ed in ultima analisi anche diradare disparità di vedute che potrebbero insorgere con la parte ( in questo caso controparte) tecnica. Ma aldilà dei rumor, non vi è nulla di ufficializzato su questo argomento. Repesa , con ancora un altro anno di contratto, per ora è saldamente in sella al destriero acquatico e dovrebbe guidare, salvo eclatanti tsunami, il progetto attuale di Antonini. E le voci che riguardano Pozzecco, attuale commissario tecnico della Nazionale o quelle riconducibili al greco Ilias Kantzouris, il meno costoso e pretenzioso andrebbero spazzate al più presto.
La squadra è, comunque, pronta per affrontare i nuovi impegni e dopo metà agosto sarà già in ritiro a Kraniska Gora , in Slovenia. Se confermato il precampionato tutto lascerebbe supporre che Proprietà ed Head Coach abbiano trovato un’intesa od una moratoria, altrimenti sarà rottura. Ci attendiamo, a questo punto, un comunicato ufficiale da parte di Antonini sui rapporti che regolano la vicenda , se non altro per sgombrare il campo da ulteriori illazioni. Sulla costruzione della squadra , considerati l’impennata dei costi ed il fatto che i migliori italiani siano stati già accaparrati, si ammette che si è ben operato. Chiaramente tenere un Robinson che costava al lordo almeno un milione ed altrettanti per Pleiss, che vanta un altro anno di contratto e che risulta difficilmente collocabile, ha aumentato il coefficiente di difficolta sulle operazioni. Aggiungiamo in più che i Procuratori, vera delizia di Antonini ( vedi caso Valentine, finito a Venezia), chiedono un surplus ed il pagamento del cartellino quasi interamente anticipato, rende l’idea delle condizioni in cui si opera.
Ricordo che, nei tempi andati, i giocatori non volevano venire a Trapani per via della latitudine e pretendevano un extra come fosse zona disagiata. Ho vissuto per lunghi anni a Venezia e credo che la città lagunare, da un punto di vista logistico ed ambientale, sia più scomoda rispetto ad una ridente città che si affaccia su un mare pulito e con un invidiabile comfort climatico. Ma ritornando a certi aspetti tecnici, occorre affermare che la squadra appare più fisica e che nel ruolo di pivot potrebbe non risentire affatto della dipendenza-Horton. Il nuovo acquisto, Adama Sanogo, anche se con alcuna esperienza europea, garantisce un peso atletico notevole e sembra dotato di una mano morbida sotto canestro. Eboua è cresciuto molto da un punto di vista tecnico e Repesa da ala lo ha impostato pivot. Senza contare che nel delicato ruolo può agire il neo acquisto Hurt , un 2.06 per 107 kg, proveniente dal campionato neozelandese. Sul ruolo ali piccole e grandi la copertura è totale considerando che sono in tanti a potersi sdoppiare e che in squadra è stato riconfermato, il neo capitano Alibegovic, autentica garanzia, confermato nonostante le molteplici richieste di alcune big italiane ed estere. Curiosità intorno al nome dell’ala piccola Allen proveniente dal campionato olandese. Dipende solo da lui conquistarsi preziosi minutaggi in un ruolo sovra affollato. Ma i numeri esibiti in Olanda ( 20 punti media-partita) depongono nettamente a suo favore.
Il reparto-piccoli è ben assortito e non dovrebbe risentire in larga misura dell’assenza del fuoriclasse Robinson. Il play aveva un altro anno di contratto, ma era impossibile tenerlo di fronte alla faraonica richiesta del Paris, molto vicina a milioncino , con un buyout a favore della SportInvest di 150 mila dollari. In cabina di regia ad Arcidiacono dovrebbe essere consegnata la bacchetta di direttore d’orchestra , ma pronti a subentrargli l’italiano Cappelletti, proveniente da Sassari e Notae, appena fresco di specializzazione. Il prestigioso acquisto di Ford mi sembra che sia più indicato a giocare da guardia pura essendo dotato di un micidiale tiro dalla distanza. I riconfermati Petrucelli che Rossato completano il roster. Si tratta di due mastini della difesa e che Repesa difficilmente rinuncia ad entrambi per la fase di tamponamento e di transizione veloce dopo un recupero della palla. Come valore di squadra la considero inferiore alle due big Milano e Bologna, alla pari con Venezia e ben superiore al resto del manipolo. Peccato per quei 4 punti di penalizzazione che costringono ad un inizio in salita e per quel benedetto charter che probabilmente rimarrà ancorato nell’hangar.
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