Cartolina da Marsala: Sappusi, la borgata dimenticata
Potrebbe essere una piccola borgata affacciata sul mare, un quartiere popolare vivo, accogliente, con un parco verde e bambini che giocano nei campetti. Potrebbe. Ma non è.
Sappusi è il quartiere popolare più antico di Marsala, il più vicino al centro, e anche quello più dimenticato. Da decenni, ogni amministrazione ci passa, promette, prende voti e scappa. Quattromila persone che vivono tra le buche, le discariche, le fognature che scoppiano e i lampioni spenti.
In sei anni di governo, il sindaco Massimo Grillo a Sappusi ha dedicato qualche provvedimento spot, festicciole e poco altro. Intanto, il quartiere resta sporco, trascurato, senza manutenzione. Il parco di Salinella, che potrebbe essere il polmone verde della città, è terra di nessuno. Al suo interno il Comune sta costruendo un teatro all’aperto con i fondi del Pnrr: un’idea forse nobile, ma in mezzo al degrado rischia di diventare l’ennesimo monumento all’improvvisazione.
I campetti di calcio e basket, che qualcuno voleva “privatizzare”, grazie alle segnalazioni di Tp24 sono rimasti pubblici. Ma senza una gestione, senza manutenzione, anche loro sono destinati all’abbandono. Come il parco vicino, invaso dalle erbacce.
L’unico gesto simbolico del Comune è stato intitolare le vie alle vittime di mafia. Una toponomastica della legalità, come se bastassero le targhe a cambiare la vita di chi vive qui.
Eppure, in mezzo a tutto questo, qualcosa si muove. A Sappusi resiste un presidio di civiltà: quello di Salvatore Inguì e dei volontari del Centro Sociale di Sappusi, che tutto l’anno organizzano doposcuola, corsi di musica e falegnameria, cinema all’aperto, occasioni di incontro e crescita per i ragazzi del quartiere.
Sappusi è così: pieno di problemi, ma anche di energie che chiedono solo di essere ascoltate. Le foto e i video che pubblichiamo raccontano il resto.
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