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13/05/2026 16:23:00

"Ci vediamo allo stadio". Palermo abbraccia Alessia. Il video

C’è una foto, scattata sulla spiaggia di Mondello, che oggi racconta più di mille parole. Jacopo Segre e la piccola Alessia La Rosa camminano mano nella mano, sorridendo. È una delle immagini che il centrocampista del Palermo ha scelto per salutare la bambina di 8 anni morta dopo una lunga battaglia contro un tumore, diventata negli ultimi mesi il simbolo più tenero e coraggioso del mondo rosanero.

Dopo la notizia della scomparsa di Alessia, Palermo continua a stringersi attorno alla famiglia della piccola tifosa. E il messaggio pubblicato da Segre sui social è tra quelli che più hanno colpito i tifosi.

Il calciatore ha ricordato il legame speciale nato con Alessia, confessando quanto fosse impossibile prepararsi ad un momento simile. Un rapporto costruito negli ospedali, allo stadio, durante le visite e gli incontri lontani dai riflettori. E la promessa, commovente, di portarla sempre con sé ogni volta che entrerà in campo.

 

L’amore per il Palermo nato in ospedale

 

Per Alessia il Palermo non era soltanto una squadra di calcio. Era una forza a cui aggrapparsi nei giorni più difficili delle cure. Un amore nato grazie a Joshua, un bambino conosciuto in ospedale, con cui aveva condiviso ricoveri, terapie e paure.

Fu proprio Joshua a trasmetterle la passione per i colori rosanero. Insieme immaginavano il giorno in cui sarebbero andati allo stadio a tifare dalla Curva Nord. Alessia riuscì a realizzare quel sogno nell’estate del 2024.

Dopo la morte dell’amico, la bambina aveva deciso di continuare a tifare anche per lui. Aveva raccontato di voler occupare il posto lasciato libero da Joshua in curva. Una promessa da bambina, semplice e potentissima.

 

Il gol dopo 11 secondi e il legame con Segre

 

Tra i momenti rimasti nel cuore dei tifosi c’è soprattutto quello della partita tra Palermo e Spezia. Alessia entrò in campo mano nella mano con Jacopo Segre davanti ad uno stadio emozionato. Undici secondi dopo il calcio d’inizio, Segre segnò.

Per molti tifosi fu quasi un segno del destino. Da quel giorno il rapporto tra il calciatore e la piccola tifosa diventò ancora più forte.

Segre andò a trovarla più volte, le regalò la sua maglia numero 8 autografata, trascorse del tempo con lei e con la famiglia. Una vicinanza autentica, fatta di sorrisi, foto e piccoli gesti che per Alessia significavano tantissimo.

 

 

 

L’abbraccio della Curva Nord

 

In questi mesi Palermo si è stretta attorno alla sua “guerriera”. Per il suo ottavo compleanno la Curva Nord le aveva organizzato una festa speciale. Il gruppo “Nord 12” le aveva anche regalato un viaggio a Disneyland, permettendole di vivere qualche giorno di felicità lontano dagli ospedali.

E ancora nelle ultime settimane Alessia era tornata al Barbera, accolta dall’affetto dei tifosi e dall’abbraccio della squadra.

Adesso il Palermo la saluta così, con cori, lacrime e messaggi pieni d’amore. Perché in fondo Alessia, in quella Curva Nord che considerava casa, aveva già conquistato un posto speciale. Per sempre.

 

 

 

 

 

 

 

 

 



Cronaca | 2026-05-13 06:32:00
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