Dopo giorni di allarme, arriva un primo segnale di apertura.
Sulla vertenza dell’ex Sicilvetro di Marsala, il rischio spegnimento del forno non è scomparso, ma potrebbe essere rinviato. E intanto si apre un nuovo fronte: quello dell’economia circolare.
È quanto emerge dal tavolo tecnico che si è insediato questa mattina all’assessorato regionale alle Attività produttive, dedicato al futuro dello stabilimento oggi gestito da O-I Glass.
Il tavolo tecnico e la strategia regionale
A darne notizia è il deputato regionale del Partito Democratico Dario Safina, promotore dell’iniziativa.
“Questa mattina, come avevamo promesso, si è insediato il tavolo tecnico presso l’assessorato regionale alle Attività produttive – afferma –. È un passaggio fondamentale: abbiamo avviato un lavoro concreto che può costruire un autentico pezzo di politica industriale per la Sicilia, fondato sul riciclo e sulla valorizzazione delle materie prime seconde”.
Secondo Safina, la riunione si è svolta in un clima “costruttivo e positivo”, anche grazie alla regia del presidente della Commissione Attività produttive Gaspare Vitrano.
Verso una legge sull’economia circolare
Dal confronto è emerso un percorso preciso: nelle prossime settimane sarà incardinato un disegno di legge regionale, costruito con il contributo di Sicindustria e delle organizzazioni sindacali.
“Si tratta di una misura che può rappresentare una vera innovazione per il nostro territorio e per l’intera regione – spiega Safina – capace di rafforzare la domanda interna di materia prima seconda e di sostenere concretamente le filiere produttive legate all’economia circolare”.
L’obiettivo è chiaro: trasformare una crisi industriale in un’occasione per ripensare il modello produttivo, puntando sul riciclo del vetro e sulla valorizzazione delle risorse già presenti nel territorio.
Il segnale dell’azienda: stop rinviato
Ma il dato più atteso riguarda proprio il forno.
“L’amministratore delegato di O-I Glass – rivela Safina – ha sostanzialmente fatto intendere la volontà di spostare in avanti ogni decisione sul possibile spegnimento del forno”.
Una scelta che, secondo il deputato, nasce anche dalla pressione istituzionale e dal lavoro avviato in queste settimane.
“È un segnale importante, che apre a una prospettiva nuova per il sito produttivo di Marsala”.
Non si tratta di una soluzione definitiva, ma di una pausa che potrebbe consentire di costruire alternative concrete allo stop produttivo e alla cassa integrazione per gli oltre cento lavoratori.
L’obiettivo: approvare la legge entro aprile
Il cronoprogramma è serrato.
“Ci siamo dati un obiettivo chiaro: approvare il disegno di legge entro il mese di aprile – conclude Safina –. È un passaggio decisivo che può segnare una svolta nel panorama produttivo siciliano”.
L’ambizione è quella di fare della Sicilia una “frontiera dell’economia circolare”, capace di coniugare tutela dell’ambiente e sviluppo industriale.
Per Marsala, intanto, è una partita ancora aperta.
Il forno non è ancora spento. E per una città che teme di perdere uno dei suoi ultimi presidi industriali, già questo è un segnale che pesa.