Oggi, 24 marzo, si "gioca" una partita importante per il futuro industriale del territorio Marsalese e non solo. Presso l’assessorato regionale alle Attività produttive è stato convocato un tavolo tecnico dedicato alla situazione della O-I Glass, lo storico stabilimento marsalese ex Sicilvetro, da settimane al centro di forti preoccupazioni per il possibile spegnimento del forno principale. Un passaggio atteso da lavoratori, sindacati e istituzioni, ma che – al momento – non segna ancora un punto di svolta definitivo. Le certezze sono poche, mentre restano aperti diversi scenari.
Il tavolo tecnico
L’incontro di oggi nasce da un percorso avviato nelle scorse settimane in Terza Commissione Attività produttive dell’Assemblea regionale siciliana, su iniziativa del deputato del Partito Democratico Dario Safina, che aveva chiesto un confronto urgente tra azienda, sindacati e istituzioni.
Già il 10 marzo, durante una prima audizione, era emersa la necessità di approfondire la vertenza con uno strumento dedicato. Da lì la decisione di istituire il tavolo tecnico convocato oggi dalla Regione. Obiettivo: evitare lo spegnimento del forno e individuare soluzioni industriali concrete che possano garantire continuità produttiva allo stabilimento.
Nessuna decisione presa
Nonostante il clima di allarme, non c’è ancora una decisione ufficiale da parte dell’azienda. Secondo quanto trapela, il management della O-I Glass comunicherà la propria posizione entro la fine di aprile. Fino ad allora, lo scenario resta incerto: si parla formalmente di uno “spegnimento temporaneo” del forno, ma ai dipendenti ad oggi, non è arrivata alcuna comunicazione ufficiale sulla chiusura.
I numeri della vertenza: oltre cento lavoratori coinvolti più l'indotto
La posta in gioco è alta. Nello stabilimento marsalese lavorano circa 100 dipendenti diretti, a cui si aggiungono altri 15 addetti tra servizi di pulizia e facchinaggio.
A questi vanno sommati i lavoratori dell’indotto, legati in particolare ai trasporti e ai consorzi, che dipendono dall’attività del sito produttivo.
Un eventuale stop del forno avrebbe quindi un impatto significativo sull’intero tessuto economico locale.
Il ruolo della politica: una legge sull’economia circolare
Parallelamente al confronto con l’azienda, si muove anche la politica regionale. La Terza Commissione dell’ARS sta infatti lavorando a un disegno di legge per rafforzare l’economia circolare in Sicilia. L’obiettivo è sostenere le filiere produttive legate al riciclo, con particolare attenzione al settore del vetro.
Come spiegato da Dario Safina, la proposta punta a introdurre incentivi per le imprese siciliane che utilizzano materiali derivanti dal riciclo, prevedendo contributi più elevati per chi acquista prodotti come il rottame di vetro. “Si tratta di costruire un percorso capace di sostenere lo sviluppo dell’economia circolare, chiudendo le filiere produttive”, ha dichiarato il parlamentare.
Un’opportunità per O-I Glass e non solo
Se approvata, la nuova normativa potrebbe avere effetti concreti anche sulla O-I Glass. Attualmente l’azienda detiene circa il 20% del mercato siciliano: un rafforzamento della domanda interna, favorito da incentivi regionali, potrebbe ampliare questa quota e rendere più sostenibile la produzione nello stabilimento di Marsala. La proposta trova il sostegno dei sindacati e, secondo quanto emerso, rappresenta un punto di partenza condiviso anche dalle altre forze politiche e dal governo regionale. Non si tratta, nelle intenzioni dei promotori, di una misura “demagogica o propagandistica”, ma di un intervento strutturale per sostenere il settore del riciclo e l’industria locale.
Una vertenza simbolo per l’industria siciliana
Il caso O-I Glass va oltre i confini di Marsala. Lo stabilimento rappresenta uno dei principali presìdi industriali del territorio e un esempio concreto di produzione legata all’economia circolare. Negli anni, il sito ex Sicilvetro ha contribuito in modo significativo allo sviluppo economico locale. Oggi, il rischio di spegnimento del forno riapre interrogativi più ampi sul futuro dell’industria in Sicilia, tra costi energetici elevati, mercato in contrazione e necessità di innovazione.
I prossimi passi
Dopo il tavolo tecnico di oggi, il confronto proseguirà anche presso Confindustria, dove sono previsti ulteriori incontri. Tutti gli occhi restano puntati sulla decisione dell’azienda attesa entro fine aprile. Nel frattempo, istituzioni e parti sociali lavorano per costruire le condizioni che possano evitare lo stop produttivo. L’auspicio condiviso è che da questa fase di confronto possa emergere una soluzione capace di tenere insieme lavoro, industria e transizione ecologica. Per Marsala – e non solo – è molto più di una vertenza aziendale: è una prova decisiva per il futuro produttivo del territorio.