Libera, il Presidio di Trapani volta pagina: a guidarlo Anna Franca Lombardo
Un passaggio di testimone carico di emozione e consapevolezza quello avvenuto durante l’assemblea elettiva del Presidio di Libera Trapani. Un momento sentito, vissuto come si vive qualcosa che va oltre un semplice incarico: perché il Presidio, come è stato ribadito, “è prima di tutto una grande famiglia”.
A lasciare il ruolo è Gisella Mammo Zagarella, che negli anni ha guidato il presidio con impegno e determinazione. A raccogliere il testimone Anna Franca Lombardo, che
ha voluto ricordare le due figure che hanno segnato la storia del Presidio trapanese. Innanzitutto Margherita Asta, tra le fondatrici oltre vent’anni fa, simbolo vivente dei valori di Libera, capace di trasformare la memoria in impegno quotidiano. E poi proprio Gisella Mammo Zagarella, pilastro della Calcestruzzi Ericina, esempio concreto di riscatto e legalità: un bene confiscato che non è tornato nelle mani della mafia ma è rimasto sul territorio grazie alla cooperativa dei lavoratori.
Un “fiore all’occhiello” più volte richiamato come simbolo di ciò che significa riutilizzo sociale dei beni confiscati.
Il nuovo corso del Presidio si muoverà nella continuità nella cifra dell’impegno comunitario. Un impegno che si inserisce in un contesto non semplice: Trapani resta un territorio complesso, dove la cultura mafiosa è ancora presente e dove mafia e poteri occulti cercano di infiltrarsi nelle istituzioni.
Tra le priorità del presidio di “Libera”, la presenza nelle scuole e la costruzione di una rete solida con associazioni e istituzioni. Prossimi appuntamenti in calendario: il 21 marzo, giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, e la campagna di raccolta firme lanciata da Libera per destinare il 2% del Fondo Unico Giustizia ai beni confiscati, spesso penalizzati dalla mancanza di risorse. Un’agenda che comprende anche l’iniziativa “Non ti scordar di me”, il 2 aprile prossimo in ricordo della strage di Pizzolungo.
Il cambio alla guida del Presidio di Libera Trapani non rappresenta una rottura, ma una continuità consapevole. In territori dove la presenza mafiosa non è solo un fenomeno criminale ma anche culturale, la sfida non riguarda soltanto il contrasto alla criminalità organizzata in senso stretto, ma la costruzione quotidiana di alternative concrete. Perché la legalità non si afferma solo con le norme, ma con risorse adeguate per renderle efficaci.
Trapani ha già dimostrato, ospitando giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, il 21 marzo dello scorso anno, di poter essere luogo di mobilitazione e orgoglio civile. La nuova guida del Presidio eredita dunque un patrimonio importante: ora la sfida sarà trasformare emozione e memoria in azione costante, in un territorio che continua a richiedere attenzione, coraggio e rete.
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