L’esternalizzazione del trasporto pubblico locale a Marsala, decisa dall'amministrazione Grillo, scatena la reazione di Alleanza Verdi e Sinistra, che in una nota denuncia quella che definisce “non una svolta storica, ma la certificazione di un fallimento politico e gestionale” da parte dell’Amministrazione comunale.
"Affidare ai privati un asset strategico che comprende non solo le linee urbane - si legge nella nota - ma anche il trasporto dei disabili, gli scuolabus e i collegamenti con l’aeroporto, significa una cosa sola: rinunciare alla funzione sociale del Comune per trasformare un diritto dei cittadini in una merce da profitto. E’una resa senza condizioni".
Il direttivo di Alleanza Verdi e Sinistra sottolinea come, a fronte di altre città europee che investono sulla gestione pubblica per garantire mobilità sostenibile e accessibile, Marsala stia andando “in direzione diametralmente opposta”. Vengono inoltre puntati i riflettori su anni di criticità: “inerzia, bus fantasma e gestione fallimentare del personale”.
Per Alleanza Verdi e Sinistra, l’inefficienza del servizio non giustifica la privatizzazione: “Se il servizio è inefficiente, la colpa è di chi ha guidato la macchina amministrativa, non della natura pubblica del bene”. "Il trasporto pubblico non è un’azienda che deve "fare cassa" - continua la nota - ma un pilastro della democrazia urbana. Deve servire lo studente delle borgate, l’anziano che deve raggiungere l’ospedale e il turista che arriva a Birgi, senza che la logica del guadagno ne detti le rotte. Il trasporto pubblico è un servizio che deve restare "Bene Comune".
Il movimento annuncia quindi opposizione alla decisione e chiede lo stop immediato al processo di esternalizzazione, proponendo invece “un dibattito serio per il rilancio di una gestione pubblica efficiente, trasparente e al servizio della comunità”.