Un furgoncino incendiato nei pressi dello stadio di Strasatti. E poi racconti di inseguimenti, botte e gruppi di cittadini che ieri sera si sarebbero mossi nella zona sud di Marsala alla ricerca delle persone ritenute responsabili dei furti e delle minacce segnalati negli ultimi giorni. La tensione sta salendo. Ma proprio per questo occorre fermarsi ai fatti: ci sono indagini in corso e spetta alle forze dell'ordine accertare responsabilità ed eventuali collegamenti tra i diversi episodi.
Da giorni, tra Strasatti, Ventrischi, Pastorella, Santo Padre delle Perriere, Bambina e Sant'Anna, si rincorrono segnalazioni di tentativi di intrusione nelle abitazioni, furti e persone sospette.
Adesso a questo clima si aggiunge l'incendio di un furgoncino nei pressi dello stadio di Strasatti. Resta da accertare l'origine del rogo e, soprattutto, se possa avere qualche collegamento con quanto sta accadendo in questi giorni nella zona sud.
Foto, messaggi e segnalazioni nelle chat
Il problema è che, insieme agli episodi realmente denunciati, sta crescendo anche una sorta di psicosi collettiva.
Da giorni nelle chat e sui social circolano fotografie, descrizioni di automobili, targhe e immagini di persone indicate come possibili responsabili. Materiale che passa velocemente da un telefono all'altro e che, in molti casi, non consente di stabilire né chi siano le persone fotografate né se abbiano effettivamente commesso qualche reato.
Una fotografia o una segnalazione sui social non fanno di una persona un ladro. E la paura rischia di alimentare sospetti indiscriminati e di generare altra paura e violenza. Come successo ieri sera.
Le tensioni di ieri sera
Secondo alcune testimonianze raccolte da Tp24, ieri sera nella zona sud ci sarebbero state anche scene di violenza, inseguimenti e aggressioni.
Alcuni cittadini si sarebbero organizzati in gruppi, dando vita a quelle che vengono descritte come vere e proprie ronde alla ricerca dei presunti responsabili dei furti. Sono circostanze che dovranno essere verificate e sulle quali, al momento, è necessario mantenere prudenza.
Se confermate, però, rappresenterebbero un ulteriore e preoccupante escalation. Il furgone incendiato, infatti, sarebbe di una delle persone sospettate di avere a che fare con i furti.
La tensione cresce
La preoccupazione nella zona è reale, ma il rischio adesso è che la paura alimentata dalle segnalazioni e dalle chat degeneri in iniziative personali e nuovi episodi di violenza.
Le forze dell'ordine sono al corrente della situazione e sono in corso accertamenti sui diversi episodi. Eventuali informazioni, foto e video utili devono essere consegnati a Polizia e Carabinieri.
La priorità, adesso, è capire cosa sia realmente accaduto, individuare eventuali responsabili dei reati segnalati e soprattutto evitare che alla paura si aggiunga altra violenza. Nei giorni scorsi è stato anche presentato un esposto per una serie di episodi sospetti e tentativi di intrusione nelle abitazioni. Ma proprio la quantità di messaggi che circola rende ancora più importante distinguere i fatti accertati dalle voci.
Il rischio è che la paura diventi psicosi e la psicosi si trasformi in una caccia all'uomo.
Chi commette furti, rapine o minacce deve essere individuato e rispondere davanti alla legge. Ma stabilire chi sia colpevole non spetta alle chat, ai social o alle ronde improvvisate. Spetta alle forze dell'ordine e alla magistratura.