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22/09/2026 20:21:00

Marsala, l'aggressione alla Pipitone. Turano: "Lavoriamo a sportelli di ascolto con psicologi"

Sportelli di ascolto nelle scuole, con psicologi e personale specializzato. È il percorso indicato dall’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale Mimmo Turano dopo l’episodio avvenuto oggi, martedì 22 settembre, alla scuola media Pipitone di Marsala, dove un’alunna di terza media ha minacciato una compagna con un coltello.

L’assessore esprime vicinanza alla studentessa aggredita e alla comunità scolastica, richiamando la necessità di affiancare alla tutela delle vittime interventi rivolti anche ai minorenni che compiono atti violenti.

 

La solidarietà alla studentessa e alla scuola

«Esprimo vicinanza alla studentessa di Marsala per la tentata aggressione subita questa mattina e solidarietà alla preside e ai docenti dell’istituto Pipitone, prontamente intervenuti evitando conseguenze più gravi», dichiara Turano nella nota.

Alla Pipitone sono intervenuti i Carabinieri e sono state coinvolte le famiglie. La dirigente Mariella Parrinello, raggiunta da Tp24, ha confermato di avere informato le forze dell’ordine e la Procura e di avere disposto la sospensione dell’alunna. La preside ha sottolineato anche la necessità di aiutare la ragazza.

 

Psicologi e sportelli di ascolto: l’impegno annunciato

Turano riferisce che il tema del supporto agli studenti è emerso negli incontri con i dirigenti scolastici: quello di oggi a Trapani e quelli della scorsa settimana a Caltanissetta ed Enna.

«È emersa la necessità di attivare sportelli di ascolto per gli studenti, con il supporto di psicologi e personale specializzato nelle scuole. Ho ribadito il mio personale impegno e quello dell’assessorato a intervenire con percorsi mirati», afferma. Nel comunicato non sono indicati tempi di attivazione, risorse stanziate o numero di istituti coinvolti.

 

Il precedente di San Vito Lo Capo

Nella sua dichiarazione l’assessore richiama anche l’aggressione avvenuta qualche mese fa in una scuola di San Vito Lo Capo, collegando la riflessione sulla prevenzione al ruolo delle famiglie.

Il 29 maggio, un dodicenne aveva tentato di colpire con due coltelli il professore di tecnologia Sergio Falbo, che era riuscito a bloccarlo. Su quella vicenda Tp24 ha realizzato l’inchiesta a puntate “Il ragazzo con il casco”, approfondendo anche i messaggi pubblicati dal ragazzo e gli ambienti digitali al centro degli accertamenti investigativi.

Il richiamo al precedente non dimostra, da solo, che le due aggressioni abbiano le stesse cause.

 

«Aiutare anche gli aggressori»

Turano conclude ponendo l’attenzione sui percorsi da costruire per i minorenni coinvolti.

«È evidente che c’è un problema, ma dobbiamo affrontarlo partendo da quei bambini e adolescenti che si rendono autori di condotte gravi, senza avere una maturità tale da comprendere pienamente la portata delle proprie azioni», sostiene l’assessore.

«Bisogna aiutare, quindi, non solo chi viene aggredito, ma anche gli aggressori».