Non c’è pace neppure per i morti. Dopo i furti e gli atti vandalici avvenuti nella notte del 3 settembre al Cimitero comunale di Mazara del Vallo, arriva la dura presa di posizione dei Giovani Democratici mazaresi.
Nel mirino dei vandali sono finite una cappella privata, alcune lapidi e diversi arredi funerari. Sono stati rubati anche vasi e oggetti in bronzo. Episodi che hanno provocato rabbia e indignazione tra le famiglie interessate e, più in generale, in città.
«È stato superato ogni limite», affermano i Giovani Democratici di Mazara del Vallo, che parlano di un gesto «di estrema gravità» compiuto in un luogo dedicato al ricordo e alla memoria dei defunti.
«Non è una semplice bravata»
Per i Giovani Democratici, quanto accaduto non può essere derubricato a un episodio isolato.
«Non si tratta di una semplice bravata – spiegano –. Questo grave episodio si inserisce in un contesto in cui i cittadini assistono con crescente preoccupazione al ripetersi di episodi di criminalità e microcriminalità sul territorio».
Da qui la richiesta che i responsabili vengano individuati rapidamente e che venga rafforzata l’attività di controllo e prevenzione.
Ma, secondo il movimento giovanile del Pd, la risposta non può fermarsi alla repressione.
«Serve intervenire sulle fragilità sociali»
«Chi commette reati deve rispondere delle proprie azioni – sottolineano i Giovani Democratici – ma la sola risposta repressiva non può bastare».
Il tema posto è quello delle fragilità sociali, economiche e culturali presenti in città. Secondo i GD servono servizi sociali più adeguati, interventi contro le dipendenze, percorsi di inclusione e soprattutto luoghi nei quali i giovani possano trovare occasioni concrete di partecipazione e aggregazione.
«Non basta limitarsi a investire genericamente sui giovani – aggiungono –: occorre coinvolgerli direttamente, ascoltarne bisogni e proposte e costruire politiche capaci di tenere conto della diversità dei contesti e delle condizioni di partenza».
La solidarietà alle famiglie
I Giovani Democratici esprimono infine «piena vicinanza e solidarietà» alle famiglie che hanno trovato cappelle e tombe danneggiate.
«Mazara merita rispetto, sicurezza e istituzioni capaci di affrontare con serietà sia le emergenze immediate sia le fragilità profonde del nostro territorio».
E il punto, dopo l’ennesimo episodio al cimitero, resta proprio questo: mettere in sicurezza un luogo che dovrebbe essere, per definizione, uno dei pochi nei quali nessuno dovrebbe avere motivo di sentirsi minacciato.