Gentile Redazione di TP24,
frequento l’Istituto Tecnico Commerciale e sono al quarto anno delle scuole superiori. Da giovane che osserva la politica locale e cerca di capire come funziona davvero l’amministrazione della propria città, penso che tutto ciò che sta accadendo non sia equo né corretto, soprattutto nei confronti dei cittadini e delle nuove generazioni.
L’articolo di TP24 (“Centrodestra, diviso a Marsala, comunicato bloccato e candidature in stallo”) racconta una situazione politica confusa, frammentata e dominata da interessi personali e di partito, più che da un reale progetto per la comunità. Il primo grande problema che emerge è la mancanza di trasparenza: riunioni svolte senza la presenza di figure chiave, comunicati stampa preparati senza il coinvolgimento delle segreterie regionali e decisioni prese da pochi, senza un confronto aperto e chiaro.
Questo modo di procedere mina la fiducia dei cittadini nella politica.
Un altro elemento critico è la continua lotta interna ai partiti, in particolare dentro Forza Italia, che blocca ogni possibilità di decisione concreta. Le spaccature e le contrapposizioni personali finiscono per paralizzare l’azione politica, mentre i problemi reali della città restano sullo sfondo. Invece di discutere di programmi, idee e soluzioni per Marsala, il dibattito sembra concentrarsi solo su nomi, poltrone e accordi di convenienza.
Grave è anche il messaggio che tutto questo trasmette a noi giovani. Questo non è un buon esempio di fare politica: ci viene mostrata una politica fatta di calcoli, alleanze forzate e interessi personali, lontana dai valori di partecipazione, responsabilità e impegno per il bene comune. Così si rischia di allontanare ancora di più le nuove generazioni dalla vita pubblica, facendo passare l’idea che la politica non sia uno strumento per migliorare la società, ma solo un mezzo per garantirsi “un posto al sole”.
Inoltre, appare evidente come nessuno voglia davvero fare un passo indietro per il bene collettivo. Tutti rimangono “in campo”, anche a costo di spaccare la coalizione, creando uno scenario che è la negazione di una vera progettazione politica. Parlare già di assessorati e incarichi, quando ancora non esiste una visione condivisa per la città, dimostra una priorità sbagliata.
La politica dovrebbe essere servizio, coerenza e responsabilità. Quella raccontata in questo articolo di TP24, invece, sembra lontana da questi principi. Ed è proprio per questo che, da giovane, sento il bisogno di dire che questo non è il modo giusto di fare politica, né quello che merita la nostra città, né quello che dovrebbe essere insegnato a chi rappresenta il futuro.
Aurora