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07/02/2026 14:45:00

Stop alla semilibertà per il cognato di Messina Denaro: ecco perchè

Doveva essere il ritorno a una libertà vigilata, scandita dal lavoro nei campi. È diventato invece un no secco. Il progetto di accoglienza nella fattoria “Vita Felice” di Casalbordino per Filippo Guttadauro, cognato di Matteo Messina Denaro, è stato bloccato da una relazione dei carabinieri del comando provinciale di Chieti che ha dato parere negativo alla concessione di misure alternative al carcere.

Guttadauro, 74 anni, originario di Castelvetrano, è detenuto dal 2006 ed è stato trasferito nei giorni scorsi nel carcere di Vasto. Dal 2023 puntava a essere ospitato nella onlus gestita da don Silvio Santovito, che aveva formalizzato la disponibilità ad accoglierlo per attività lavorative diurne in fattoria, con pernottamento nella casa della Caritas.

 

I precedenti che hanno pesato

 

La relazione dell’Arma, datata 25 novembre 2024 e trasmessa all’Ufficio di sorveglianza di Udine, ricostruisce però un contesto giudicato a rischio. Nel documento vengono ricordati episodi che hanno segnato la storia recente della struttura: l’allontanamento nel 2018 di Pantaleone Mancuso, rimasto irreperibile per mesi, e l’ospitalità nel 2019 di Giuseppe Salvatore Riina, la cui presenza pubblica in paese suscitò forti polemiche istituzionali.

I carabinieri segnalano anche un clima di tensione sociale culminato nel danneggiamento dell’auto del parroco nel 2022 e nelle proteste di parte della cittadinanza per la presenza di detenuti di “elevata caratura criminale”.

 

Il profilo e i rischi

 

Su questo sfondo viene valutata la posizione di Guttadauro, descritto come soggetto di “notevole spessore criminale”, legato ai vertici di Cosa Nostra anche attraverso il fratello Giuseppe Guttadauro. Secondo la relazione, non risultano segnali di ravvedimento né percorsi di collaborazione con la giustizia.

Pesano inoltre le difficoltà di controllo sul territorio, la vicinanza della fattoria al casello autostradale di Vasto Nord sull’A14 e il rischio concreto di fuga o di riallaccio di contatti con ambienti mafiosi.

 

Una partita ancora aperta

 

Guttadauro è uscito dal regime di 41 bis nel gennaio scorso ma resta detenuto per effetto di una misura di sicurezza, il cosiddetto “ergastolo bianco”. Dopo il passaggio da Tolmezzo e Oristano, l’arrivo a Vasto apre, in teoria, alla possibilità di una liberazione nei prossimi mesi.

Per ora, però, il progetto di reinserimento a Casalbordino è stato congelato. E il futuro di uno degli uomini più vicini ai segreti del boss di Castelvetrano resta sospeso tra le valutazioni della magistratura di sorveglianza e l’allarme lanciato dalle forze dell’ordine.

Qui l'articolo completo de Il Centro. 



Antimafia | 2026-02-04 21:44:00
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